Provincia Chieti, per risanare i conti si torna agli edifici di proprietà

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La Provincia di Chieti punta alla dismissione dei fitti passivi e al recupero degli edifici di proprietà.

Lo scopo dell'amministrazione Di Giuseppantonio è quello di ridurre ulteriormente le spese. La Provincia è già rientrata in possesso, con tre anni di anticipo sulla scadenza, dell'edificio ex Scuola Chiarini alla Villa comunale: si tratta di un immobile, di complessivi 600 metri quadrati, che nel 1964 il Consiglio provinciale concesse a titolo gratuito per la durata di 50 anni all'allora Sovrintendenza alle Antichità. La struttura, ormai vuota, che si trova alla Villa comunale, torna nella disponibilità dell'Ente.

Una volta risistemata potrebbe ospitare aule scolastiche dell'Itc Galiani ma ci sono allo studio anche altre destinazioni.

Per quanto riguarda la politica dei fitti passivi, sono stati dismessi a Chieti anche l' Ex Infopoint (30.000 di spesa mensile), Genio Civile – Uma (30.000), l'edificio ex Baldassarre (76.500 euro), il magazzino della bliblioteca (28.000 euro), l'emeroteca (41.690 euro), l'alloggio del custode della biblioteca (6.600 euro) e l'alloggio all'interno di palazzo Martinetti Bianchi (12.800 euro).

A Lanciano, invece, è stato dismesso l'edificio Uma – Urp (34.000 euro), a Vasto la sede distaccata dell'Istituto Magistrale (29.140 euro), a San Salvo l'istituto professionale (121.115) e ad Atessa il Liceo Ginnasio (23 mila euro).

In diverse località sono stati inoltre disdetti fitti per autorimesse per un importo complessivo di 16.207 euro. Tutto ciò che è stato dismesso, con un risparmio pari a 449.292 euro, ha trovato ricollocazione in edifici di proprietà della Provincia.

Per quanto riguarda i fitti attivi, la spesa sostenuta dalla Provincia per gli Uffici ubicati in via Spaventa a Chieti (227.00 euro l'anno) è compensata dal fitto attivo percepito per l'edificio di via Arniense, dato in locazione al Tribunale per un importo annuo di 243.951 euro. L'operazione si rese necessaria in seguito al terremoto dell'aprile 2009  che ha provocato l'inagibilità al 50% del Palazzo di Giustizia.

Sempre in materia di fitti passivi è stata interrotta la prassi del rinnovo tacito dei contratti per evitare, negli anni, l'applicazione di canoni non più adeguati ai prezzi di mercato: i contratti vengono dunque rinnovati, alla loro scadenza, con conseguente adeguamento del canone di affitto ai prezzi correnti.

«Mentre c'è chi continua a favoleggiare di aver lasciato conti in ordine, questa Amministrazione continua a portare avanti un piano di rigore nella gestione finanziaria, – dice il presidente Enrico Di Giuseppantonio. E' in un clima di difficoltà quotidiana, a volte estrema, che Giunta e Maggioranza lavorano, responsabilmente, da quasi due anni. Un periodo scandito  fra l'altro dalla vendita di beni immobili di proprietà dell'Ente, necessario per ripianare i debiti, che finora ha fruttato 1.556.790 euro mentre il Piano delle alienazioni prevede la vendita di beni per ulteriori 9 milioni di euro. Riteniamo che questa sia l'unica strada percorribile per tentare di risollevare le finanze, evitare una situazione ancora più pesante, e avviare la Provincia verso un lento ritorno ad una gestione normale. Noi contiamo di farcela, altri continuano  a esercitarsi nella propaganda».

12/04/2011 16.11