Il sindaco al consigliere: «troppe richieste di documenti: è mera curiosità»

Alessandro Biancardi

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LA TRASPARENZA E’ UN’OPINIONE. MIGLIANICO. La trasparenza va bene ma le richieste di accesso agli atti non debbono essere «chilometriche» né debbono essere il frutto di mera «curiosità».

Le interrogazioni consiliari vanno bene ma non si può pensare di poter chiedere spiegazioni per ogni singolo aspetto di un documento altrimenti si rischia di intasare il Comune.

È in sintesi questa la risposta molto più articolata del sindaco di Miglianico Dino De Marco ad un consigliere comunale di opposizione che a quanto pare risulta troppo attivo sia nel firmare interrogazioni consiliari, sia nel chiedere l'accesso agli atti per esercitare quel diritto di controllo che il suo mandato pure gli impone.

La lettera del primo cittadino De Marco non è recente ed è datata 27 gennaio 2011. E’ diretta alla consigliera Maria Sara Antonelli la quale chiedeva documenti e risposte a diverse interrogazioni pare formalmente corrette anche se per il sindaco vanno riformulate seguendo alcune direttive che spiega nella missiva.

Il primo cittadino premette subito che il Comune «intende contemperare l'esigenza di funzionalità dell'Amministrazione comunale con quella di garantire l'attività di controllo politico amministrativo».

Insomma i consiglieri possono controllare ma devono attenersi a regole precise.

Così il sindaco invita il consigliere, sia in sede di richiesta di documentazione che di interrogazione, «a voler contenere le istanze di rilascio indiscriminato di atti, specie quando i dati possono (debbono) essere desunti dalla documentazione visionabile». Tutto questo per evitare «sprechi di denaro e di carta» ma anche per «non sottrarre personale» che invece dovrebbe essere impegnato in servizio all'utenza.

«Dunque», scrive il primo cittadino, «per il bene degli amministrati bisogna evitare richieste chilometriche per informazioni che viceversa, ciascun consigliere potrebbe acquisire visionando gli atti pubblici in senso lato».

Pare di capire che secondo De Marco ogni consigliere dovrebbe limitarsi a quei documenti che sono in qualche modo pubblici, facilmente consultabile grazie anche all'introduzione del nuovo albo pretorio on line dove vengono inseriti sia le delibere di giunta e di consiglio che le determine dirigenziali.

«I consiglieri comunali quindi, non debbono contrastare la funzionalità dell'amministrazione locale e devono evitare di far utilizzare dall'ente risorse umane per soddisfare richieste tendenti ad un minuzioso controllo dei singoli atti, ovvero dei singoli capitoli di spesa, chiedendo addirittura “ in che cosa consiste detta entrata».

In pratica il primo cittadino sembra dire al consigliere particolarmente attivo “visto che il bilancio è pubblico, lo hai visionato, accontentati di quello che c’è scritto, se non lo capisci è un problema tuo, non è ammissibile che tu possa fare domande su ogni singola voce”.

Così facendo il consigliere avrebbe dimostrato, sempre secondo il sindaco, di «confondere le funzioni di indirizzo e controllo politico amministrativo di spettanza consiliare con la mera curiosità».

Richieste troppo puntuali sarebbero per giunta superflue, visto che proprio per agevolare la trasparenza lo stesso Comune appronta delle relazioni illustrative proprio al fine di rendere più trasparente la scelta della gestione «ma tutto ciò non può significare che l'amministrazione debba svolgere un'attività didattica in favore dei consiglieri comunali».

«Le tante interrogazioni pervenute a sua firma», conclude il sindaco, «non sono formulate nel rispetto di quanto sopra, pertanto Ella è invitata a riformularle, tenendo conto dei predetti suggerimenti».

11/04/2011 9.27