Università d’Annunzio in crisi: nomina improvvisa di un pro-rettore

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il professor Massimo Sargiacomo, ordinario della d’Annunzio nella Facoltà di Scienze manageriali, è stato nominato da Franco Cuccurullo pro-rettore con compiti di consigliere per il settore amministrativo.

Una nomina improvvisa ed imprevista, sia per la giovane età del nuovo “aiuto” del rettore, sia perché arriva ad appena una settimana dalla nomina del professor Sargiacomo ad Ordinario. Laureato in Economia e Commercio e con il Dottorato di Ricerca in Economia delle Aziende e degli Intermediari Finanziari, il professor Sargiacomo è anche presidente del Corso di Laurea in Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Telematica Leonardo da Vinci e Coordinatore didattico del Master di I livello in Economia e Gestione della Moda.

Il nuovo pro-rettore era comunque già considerato un uomo di fiducia di Cuccurullo come componente del gruppo di lavoro per la valutazione della ricerca (Civr).

La singolarità di questa nomina dipende anche dal fatto che il rettore –ormai in scadenza - non ha mai voluto consiglieri o vice accanto a sé negli ultimi 10 anni del suo mandato. La nomina del nuovo prorettore, allievo del professor Giuseppe Paolone, può essere però interpretata secondo lo slogan pubblicitario “quando il gioco si fa duro, i duri scendono in campo.”

In pratica Cuccurullo, avvertendo il clima di crisi della sua gestione ormai in fase terminale, ha

chiesto aiuto a Paolone, preside di Scienze manageriali, sicuramente il più ferrato tra i docenti di lungo corso della d’Annunzio per capacità manageriali e per esperienza accademica.

C’è però un’altra lettura della nomina del professor Sargiacomo: il suo ruolo di fatto va a sovrapporsi a quello del direttore generale Marco Napoleone, il cui rapporto con Cuccurullo nell’ultimo periodo si è molto deteriorato e sfilacciato. E l’incarico arriva a pochi giorni dalla denuncia per tentata estorsione presentata dalla d’Annunzio contro il titolare della Farmaceutici T. S.. Un esposto firmato da entrambi (Cuccurullo e Napoleone), ma di cui il rettore potrebbe essersi pentito.

Secondo alcuni infatti si rivelerà il cavallo di Troia attraverso il quale penetrare nei segreti del Cesi, il Centro per l’invecchiamento, e quindi della Fondazione dell’Università. Insomma la decisione di rivolgersi immediatamente alla Procura avrebbe preso in contropiede il rettore che in passato aveva fruito spesso delle capacità di mediatore del direttore generale.

Ed anche stavolta – come ha riferito l’imprenditore denunciato – lo aveva chiamato durante il burrascoso colloquio con Faiella nella speranza di appianare in qualche modo la vicenda. Cosa che non è avvenuta, perché Napoleone ha fiutato l’aria ed ha rilanciato la sfida: «la vicenda è da

Procura», ha detto ad entrambi (rettore ed imprenditore).

Quindi ha scritto di getto l’esposto, alla cui firma Cuccurullo non si è potuto sottrarre. In pratica una guerra di nervi tra i due massimi rappresentanti della d’Annunzio, la cui amicizia storica si è

recentemente incrinata forse in modo irrecuperabile. Come se Cuccurullo si fosse pentito anche di un’altra firma, quella sull’ultimo contratto di Marco Napoleone. 

Sebastiano Calella 08/04/11 9.41