LA RITORSIONE

Chieti. Guerra tassisti, Di Primio si infuria e vende le quote della Saga

Le mille quote del Comune di Chieti saranno cedute

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Umberto Di Primio

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CHIETI. «E’ inutile investire se si continua a considerare l'Aeroporto d’Abruzzo come “cosa” dei pescaresi ed a comportarsi di conseguenza».
Questa volta il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, si è proprio arrabbiato e se la prende con il Comune di Pescara e la Regione.
Il primo cittadino è solidale con i lavoratori dal Consorzio Radio Taxi “Cometa”, da mesi in lotta con la cooperativa Cotape (Consorzio Taxi Pescara) su chi debba lavorare dentro Pescara e l'Aeroporto. Cotape sostiene che Cometa debba restare fuori e per la prossima settimana ha minacciato anche lo sciopero Di Primio, però, non gradisce e denuncia non solo le «ingiuste e continue prevaricazioni a danno dei tassisti di Chieti» ma anche «la colpevole inerzia del Comune di Pescara e della Regione».
Per questo ha annunciato di aver dato disposizione di vendere le 1.000 azioni del valore nominale di 5,16 euro cadauna della Saga, Società Abruzzese Gestione Aeroporto S.p.A., detenute dal Comune di Chieti.

«La protesta di due giorni fa dei tassisti pescaresi nei confronti dei colleghi teatini è solo l'ultima di una lunga serie di insulti e minacce fisiche e verbali ripetutamente rivolte loro riguardanti l’accesso all’Aeroporto d’Abruzzo», denuncia il sindaco, «accesso impedito ai tassisti teatini che effettuano legittimo servizio di trasporto passeggeri, regolamentato da una legge apposita che stabilisce che l'area aeroportuale può essere utilizzata dai taxi di qualsiasi città capoluogo, con quote stabilite in base ai rispettivi bacini d'utenza.
Tutti i Comuni interessati alla questione dell'Aeroporto d'Abruzzo - ha rimarcato il sindaco - hanno sottoscritto tale legge, tranne quello di Pescara, evidentemente ostaggio dei propri tassisti, determinando in tal modo una situazione intollerabile. La Regione, sinora inerte riguardo tale questione, a questo punto ha l'obbligo di intervenire per giungere ad una risoluzione».