Estrazione petrolio in mare, nuova autorizzazione per la Petroceltic

Alessandro Biancardi

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VASTO. Lo scorso 29 Marzo il Ministero dell'Ambiente ha rilasciato parere positivo per la ricerca di petrolio in mare da parte della società irlandese Petroceltic.

La notizia la comunica Maria Rita D'Orsogna sul proprio blog. La ditta è autorizzata ad acquisizione dati petroliferi tramite riflessione sismica e potenzialmente alla perforazione di pozzi petroliferi nel vastese.
L'approvazione da parte della commissione di Via era stata già conferita il 28 luglio 2009, dopo soli tre mesi dalle  richieste della Petroceltic. Il 21 maggio 2010 anche il  Ministero per i Beni e le Attività Culturali aveva dato il suo parere  positivo, incluso quello per la trivellazione di pozzi esplorativi. «La cittadinanza era all'oscuro di queste approvazioni precedenti», spiega D'Orsogna.
Pochi giorni fa è arrivato anche il benestare del Ministero dell'Ambiente. Nel testo redatto nel 2009, la commissione Via affermava: «Non sono pervenuti atti da parte della regione Abruzzo».
 Nel testo del 2010, il Ministero per i Beni e le Attività culturali,  ha sottolineato che «la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per  l'Abruzzo - l'Aquila ha rilasciato parere favorevole» e che  anche «la Soprintendenza per i beni architettonici dell'Abruzzo – Chieti  ha concesso il suo nulla osta».
La Petroceltic è attualmente autorizzata a compiere riflessioni sismiche nel mare, spiega sempre D'Orsogna dal proprio blog, «con micro-esplosioni spesso  dannosi a cetacei e delfini, per acquisire dati sulla presenza di petrolio  nel sottosuolo. In caso positivo, la ditta potrebbe realizzare un pozzo  esplorativo, simile ad Ombrina Mare, trivellato nel 2008».
Ma la docente ortonese che da molti anni vive e lavora a Los Angeles e segue la situazione del suo territorio d'origine, spiega che in tutti i documenti resi pubblici dal Ministero, «non compare alcuna azione  attiva da parte della regione Abruzzo nel rappresentare la contrarietà  dei suoi cittadini. Compaiono invece quelli della provincia di Chieti,  di Assoturismo, della Confcommercio e di una moltitudine di associazioni  e di cittadini privati».

«Siamo fortemente preoccupati di questo ennesimo attacco alla nostra costa», continua, «perchè non è chiaro se i pozzi esplorativi saranno sottoposti a  nuova valutazione di impatto ambientale -  come impone il Ministero dell'Ambiente - oppure se ne saranno esenti,  come invece indica la commissione VIA e il Ministero dei Beni Culturali».

LA CONCESSIONE

 La concessione - denominata d505 - si trova a 40 chilometri dalla costa e  a soli 26 chilometri dalle  Isole Tremiti.  In giacenza presso il ministero ce ne sono altre,  su aree più vicine alla riva. «Temiamo», scrive D'Orsogna, «che il permesso  d505 sia solo il primo di una lunga serie e che autorizzarlo innescherà una catena di altri permessi ed autorizzazioni,  in mare ed in terraferma. In altri paesi,  come ad esempio lungo le coste est ed ovest degli Stati Uniti,  vige il divieto assoluto di trivellazione a 160 chilometri da riva, per  precauzione».
I comitati ambientalisti adesso sperano che l'approvazione di prospezioni sismiche,  con possibilità di pozzo esplorativo  siano un ulteriore campanello di allarme per tutte le autorità locali.
«Soprattutto ci auspichiamo che il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, finora troppo timido sulla questione idrocarburi, sia più attivo e tenace nella richiesta della VIA per il permesso esplorativo  e che in futuro possa manifestare la sua contrarietà con coraggio,  in maniera ufficiale - e non a parole -  presso i Ministeri romani».

Infine, il Ministero dell'Ambiente ha reso nota l'approvazione  del permesso petrolifero  sul suo sito web in data 29 Marzo 2011. «In  Abruzzo fino ad oggi 5 aprile 2011», sottolinea la professoressa, « nessuno se n'e' accorto, sebbene esistano moltitudini di  assessori e consiglieri all'ambiente,  al turismo e anche addetti agli affari petroliferi.  Duole sottolineare, ancora una volta, che ad accorgersi di queste notizie  e a sollevare osservazioni, debbano essere  cittadini di buona volontà  e non le autorità pagate apposta per rappresentarci e proteggerci».

05/04/2011 11.51