Chieti, imprenditore protesta per sfratto e sale su traliccio

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un imprenditore è salito sulla sommità di un traliccio per la pubblicità, ad una decina di metri di altezza, all'interno del Centro artigianale Parco Paglia di Chieti Scalo.

Ha protestato così, nella giornata di ieri, contro il provvedimento di sfratto nei suoi confronti, da un capannone che si trova nel centro arigianale, sfratto che avrebbe dovuto essere eseguito proprio lunedì mattina. L'imprenditore - Valterio Amico, 52 anni, di Pescara - opera nel settore del legno e sostiene che rischia di perdere «due milioni e 30 anni di lavoro».

Da parte sua, la società la società Parco Paglia, proprietaria della struttura, sostiene che l'uomo occuperebbe senza alcun titolo il capannone, non avendo adempiuto al preliminare di compravendita nel 2007 del capannone industriale di circa 1000 metri quadrati costruito all'interno del Centro Artigianale e Direzionale di via Piaggio.

La società sin dal 2009 ha inoltrato ricorso al tribunale di Chieti per ottenere la restituzione dell'immobile.

Il tribunale con provvedimento cautelare ha ordinato a l'uomo di lasciare i locali.

«Da allora», raccontano ancora dalla società, «il signor Amico ha tentato in ogni modo di ostacolare l'esecuzione del provvedimento del giudice, continuando ad utilizzare il capannone senza pagare il prezzo della compravendita né il canone di leasing né altro indennizzo e provocando altri quattro pronunciamenti del giudice, tutti confermativi del suo obbligo di rilasciare l'immobile, costringendo la società Parco Paglia a richiedere l'intervento dell'Ufficiale Giudiziario e l'assistenza delle Forze dell'Ordine al fine di evitare incidenti».

La società Parco Paglia annuncia che continuerà con le sue azioni legali «a tutelare i propri diritti».

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IMPRENDITORE SMENTISCE OCCUPAZIONE ABUSIVA

«Non occupo abusivamente il capannone oggetto del provvedimento cautelare come dalla Parco Paglia affermato», replica Amico. «Ciò si evince da tutta la documentazione prodotta dalla quale emerge l'esistenza di una avanzata trattativa tra le parti successiva alla stipula del contratto preliminare dell'1.08.2007, relativa al'esecuzione da parte mia di lavori necessari nel capannone per adattarlo alle esigenze imprenditoriali e che dimostra il consenso della Parco Paglia all'esecuzione di tali lavori aggiuntivi».

Il consenso, secondo il diretto interessato, si evincerebbe anche nella e-mail inviata da Parco Paglia: «il Giudice Unico del Tribunale di Chieti, con provvedimento del 1.04.2011, in accoglimento dell'istanza proposta da me ed in parziale modifica del provvedimento cautelare reso dal Tribunale ha subordinato l'esecuzione del rilascio in favore della Parco Paglia S. p .a. al versamento da parte di quest'ultima di una cauzione, stante il mio diritto di ritenzione a garanzia del pagamento delle indennità per i miglioramenti apportati allimmobile».

05/04/2011 20.49