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Uda, il rettore Di Ilio sceglie i nuovi 8 componenti del CdA

Nuova gestione tra continuità e forze nuove, manca un rappresentante del personale

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 il rettore Di Ilio con Primavera e Marramiero (Confindustria)

Di Ilio con Primavera e Marramiero (Confindustria)

CHIETI. Il rettore ha scelto i componenti del nuovo CdA della d’Annunzio - che è stato convocato per giovedì 29 - attingendo alla rosa che era stata indicata dal Senato accademico.
Si tratta di tre consiglieri scelti tra i candidati esterni e di cinque provenienti dall’università che, insieme ai due studenti eletti, vanno a completare gli 11 componenti previsti dallo Statuto.
 I tre esterni sono: Antonio Bianchini, dirigente e vice presidente di Confindustria Pescara, Luigi D’Addona, pensionato del Ministero dell’università ed Ezio Ercole, giornalista. Solo il primo è la vera novità di questa presenza della società civile nella d’Annunzio che in questo caso si identifica in Confindustria. La sua nomina è il risultato di un’operazione partita da lontano, perché dopo le polemiche sul mancato raccordo tra la ricerca dell’università ed il mondo delle imprese locali, il nuovo rettore Carmine Di Ilio ha aperto ai due presidenti confindustriali Paolo Primavera ed Enrico Marramiero.
 E così la sponsorizzazione è risultata tanto forte e l’esito così scontato che sul sito di Confindustria Pescara già giovedì si comunicava che Bianchini era stato nominato consigliere durante il Senato accademico di martedì 20. In realtà quel giorno il nome di Bianchini era stato inserito solo nella rosa indicata al rettore, anche se appariva il più forte di tutti.
Gli altri due invece sono personaggi noti per aver già avuto esperienza negli organi gestionali dell’UdA. Proprio questo aspetto forse rivela meglio di ogni altra considerazione il metro usato dal rettore Di Ilio, al di là delle perplessità per la scelta di un dirigente (e non di un industriale che peraltro non c’era tra i candidati che hanno risposto all’avviso pubblico), di un pensionato (ancorché Miur) e di un giornalista accreditato di contatti ministeriali. Costretto da candidature dallo scarso peso specifico imprenditoriale (la riforma Gelmini in questo aspetto è già un flop), il rettore sembra aver scelto su D’Addona ed Ercole, di cui conosce le capacità, i contatti romani ed il lavoro svolto con il precedente rettore, e su Bianchini che è a provenienza garantita. Forse diverso è stato il criterio adottato per la scelta dei cinque consiglieri interni all’università che sono: Riccardo Palumbo (Economia aziendale), Ivo Vanzi (Geologia), Stefano Civitarese (Dipartimento Giuridico), Luigi Capasso (Medicina) e Cristina Caroli Costantini (Economia). Infatti pur trattandosi per il rettore di volti conosciuti come colleghi, il loro valore aggiunto dovrebbe essere che si tratta di forze nuove, salvo un paio di consiglieri ben “agganciati” con il passato. Queste ultime scelte però sono a rischio polemiche per qualche mugugno da parte degli esclusi eccellenti: tra questi c'è Giampiero Di Plinio, grande elettori di Di Ilio, che ha inoltrato il giorno 20 una dichiarazione di ritiro volontario per motivi di «studio e di ricerca». Non c’è nemmeno un rappresentante del personale, come da richiesta espressa formulata da Goffredo De Carolis durante il Senato accademico. Una scelta poco strategica perché ora in CdA ci sono gli studenti (eletti), i docenti (nominati), gli esterni e nessun dipendente, pur in presenza di qualche tensione tra gli impiegati per la nuova pianta organica e per la riorganizzazione degli uffici già elaborate dal direttore Filippo Del Vecchio.

Sebastiano Calella