SANITA'

Villa Pini, parere favorevole alla proroga dell’affitto chiesta da Petruzzi

Oggi l’incontro tra i sindacati e gli organi della procedura fallimentare

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Nicola Petruzzi

Nicola Petruzzi

CHIETI. Il Comitato dei creditori di Villa Pini, ascoltata la relazione favorevole del curatore fallimentare, ha espresso il suo “sì” al prolungamento dell’affitto della clinica, come aveva richiesto il Policlinico Abano Terme il cui contratto scadeva alla mezzanotte del 28 settembre.

L’ok era molto atteso ma è stato condizionato da una clausola che i creditori hanno voluto fortemente e cioè la rinuncia da parte del Policlinico ad ogni eventuale, successiva pretesa economica fondata sul rapporto che si è sviluppato in questi due anni di gestione da affittuario. La decisione, che però aspetta di essere tradotta in un atto formale da parte del giudice delegato, dovrebbe consentire alla casa di cura di arrivare alla prossima asta con tutte le attività a pieno regime e senza lo spettro di un trasloco immediato.
La notizia di questo sblocco improvviso del contenzioso sulla proroga dell’affitto è giunta in serata, dopo un giornata convulsa di incontri a tutti i livelli, con il personale in fibrillazione e con i sindacati ed il Policlinico che hanno rinviato ed aggiornato ai prossimi l’incontro già previsto e convocato per ieri in clinica.
Infatti non solo a Villa Pini erano in corso trattative ed incontri con lo staff della curatela, ma forse la riunione convocata da Nicola Petruzzi sarebbe stata solo interlocutoria e non risolutiva, in vista dell’incontro che oggi ci sarà tra i sindacati ed il giudice delegato. Di fatto questa possibilità di proroga fortemente voluta smentisce le voci di abbandono imminente da parte di Petruzzi e rivaluta il ruolo del curatore e del Comitato dei creditori, spesso dipinti come irresponsabili a causa della precedente decisione contraria a questa proroga perché richiesta in forma inammissibile. Il criterio che sembra aver ispirato sia il parere favorevole del curatore sia l’ok successivo del Comitato è stato esclusivamente quello economico, cioè la salvaguardia del valore di mercato della clinica che è il fine ultimo dell’esercizio provvisorio. Come dire: più soldi ci sono, meno spese e meno contenziosi, meglio i creditori saranno soddisfatti (dipendenti compresi nella loro doppia veste di lavoratori e di titolari di stipendi della vecchia gestione e finora non riscossi).

Su questo punto si era soffermata anche l’attenzione dei sindacati, che avevano sollevato il problema di un eventuale aggravio di spesa a carico della massa attiva del fallimento, in caso di trasloco improvviso e di una nuova gestione. Di qui la decisione favorevole alla proroga dell’affitto che allenta la tensione e che sposta il problema della gestione definitiva di Villa Pini alla prossima asta. Un tempo che forse servirà a conoscere la tanto attesa sentenza  del Consiglio di Stato sulla regolarità degli accreditamenti concessi dalla Regione. L’udienza infatti c’è stata ai  primi di luglio e i quasi tre mesi trascorsi (agosto compreso) sono ancora i tempi tecnici per la pubblicazione della decisione finale da cui dipende se l’asta sarà “affollata” di offerte oppure no.

Sebastiano Calella