Botte, minacce, violenze ed estorsioni ai danni della ex: «Tanto io non ho niente da perdere»

Alessandro Biancardi

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VASTO. Gliel’aveva detto chiaramente: uno come lui, con innumerevoli precedenti penali e parecchi anni di carcere alle spalle, non aveva niente da perdere.

E allora giù botte, violenze di ogni tipo, minacce di morte e persino estorsioni di soldi. Prima cinquemila euro, poi diecimila, addirittura 15mila. E le solite minacce: se non me li dai ti uccido, e uccido anche il tuo nuovo compagno.

Mesi e mesi di persecuzioni che si sono finalmente concluse con la denuncia dello stalker, un 66enne di origini napoletana, accusato dei reati di ingiuria, violenza privata, minaccia, atti persecutori ed estorsione ai danni dell’ex compagna, una 42enne di Vasto.

La denuncia è scattata a seguito delle indagini del Commissariato di Vasto, che hanno permesso di ricostruire una storia dai contorni davvero agghiaccianti.

Una storia iniziata nel periodo della separazione tra i due. La ’classica’ fine di una relazione: lei non vuole più avere a che fare con lui; lui non vuole arrendersi all’abbandono. Così sono iniziati i pedinamenti, le reiterate minacce e molestie, anche con continue ed assillanti telefonate e, in qualche circostanza, con minacce di morte.

La donna aveva deciso di lasciare il suo compagno a causa della sua aggressività e delle continue umiliazioni a cui era sottoposta, ma l’uomo “ossessionato”, non si era rassegnato alla fine della loro relazione sentimentale e aveva iniziato a perseguitarla.

Inizialmente aveva messo in atto delle vere e proprie follie, tagliandosi le braccia con un pezzo di vetro, tentando di impiccarsi con una corda nell’abitazione della donna e, in un altro episodio, ingoiando candeggina.

Tutto per convincere la malcapitata a riallacciare la loro relazione. Ma quando si rendeva conto che questo non serviva, ricominciava a minacciarla e perseguitarla in tutti i modi.

In un episodio, mentre la donna era alla guida della sua auto, l’uomo l’aveva repentinamente sorpassata facendo un testa coda e provocando un pericoloso incidente dove rimasero coinvolte altre auto, fortunatamente senza feriti. Solo per dimostrare alla donna di cosa era capace.

Era arrivato perfino a nascondersi tra i cespugli vicini al luogo di lavoro della donna, per spiare i suoi movimenti senza essere visto, per poi avvicinarla quando la vedeva uscire e molestarla. In un altro episodio si era arrampicato lungo il muro dell’abitazione della donna per cercare di entrare attraverso un balcone lasciato aperto.

Nonostante le avesse rovinato la vita, la donna non aveva mai voluto denunciarlo, per paura di ulteriori ritorsioni. A un certo punto era anche riuscita a rifarsi una vita, trovando un nuovo compagno.

Ma lì la situazione è peggiorata. Da quel momento sono arrivate anche continue richieste di denaro che l’uomo pretendeva dalla donna. Era il prezzo da pagare per essere lasciata in pace.

Inizialmente aveva richiesto 5.000 euro, poi 10.000 per arrivare addirittura a 15.000.

La ragione della richiesta stava nel fatto che l’uomo riteneva di aver collaborato alla vita domestica quando i due erano ancora una coppia.

La scorsa estate aveva pedinato la vittima fino all’abitazione del nuovo compagno di lei, urlando ingiurie e minacce nei confronti di entrambi. Pensando di toglierselo di torno, la 42enne ha deciso di consegnare al suo persecutore la somma di 4.000 euro, insieme ad alcuni oggetti, da lui espressamente richiesti, tra cui una macchina fotografica digitale.

Ma non è servito a niente. Le minacce e le violenze sono proseguite. La vittima, a quel punto, non ce l’ha fatta più e ha finalmente avuto il coraggio di sporgere denuncia alla Polizia per quanto aveva subito.

L’uomo è stato denunciato e, se dovessero insistere i comportamenti persecutori, seguirà la diffida degli organi competenti. Rischia, inoltre, di essere punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni

Qualora la diffida fosse operativa, potrebbe essere arrestato, se si trovasse nuovamente a commettere atti simili.

 Daniela Di Cecco 02/04/2011 11.07