Cardiochirurgia, Asl e impresa si scontrano sulla variante

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Difficoltà di comunicazione tra le parti, incomunicabilità, cattiva interpretazione dei propri ruoli nella vicenda della Cardiochirurgia di Chieti?

Dopo la nostra cronaca dell’incontro che c’è stato mercoledì mattina, la Asl ha inviato un comunicato (già pubblicato) in cui si dava una versione leggermente diversa da quella che era stata riportata.

Mentre PrimaDaNoi.it aveva riferito di «un nulla di fatto» come risultato dell’incontro, la Asl accreditava la versione di «un’intesa raggiunta tra la Direzione generale e l’Ati», l’associazione temporanea di imprese che sta realizzando il nuovo edificio.

In serata una nota ufficiale però dell’impresa De Cesare,  in qualità di Capogruppo dell'Ati appaltatrice dei lavori di costruzione del nuovo Polo di Cardiochirurgia, che insostanza accredita maggiormente la versione di questo quotidiano e sconfessa in parte quella fornita dalla Asl.

«Le imprese costruttrici», scrive l’impresa De Cesare, «hanno dichiarato una disponibilità di massima a verificare la possibilità che alcune opere già previste nel progetto iniziale e/o nella variante già più volte approvata, senza conoscere nel dettaglio quali, su disposizione dell'Azienda possano non essere eseguite a vantaggio di altri lavori da realizzare sempre all'interno del cantiere in questione da parte dell'Ati appaltatrice. Ciò  per rendere funzionale l'opera in base a presunti generici nuovi desiderata della Regione Abruzzo».

 Questo significa che nei fatti questa disponibilità si traduce nell’eseguire complessivamente comunque lavori per 26 milioni di euro, così come già ampiamente sottoscritto, più volte deliberato ed approvato anche dal Crta.

«La Asl non dovrà ricorrere ad ulteriori finanziamenti per completare i lavori – prosegue la nota dell’impresa De Cesare-  in quanto è a tutti noto che fuori dagli importi dell'originario finanziamento, proprio per rimanere all'interno dello stesso in fase di redazione della seconda perizia suppletiva e di variante, erano stati estrapolati lavori previsti in progetto e sicuramente necessari, quali la sistemazione esterna, le rifiniture dell'intero 11° livello ed alcune apparecchiature impiantistiche, comunque necessarie al completamento dell'opera e che ammontano a circa un milione e centomila euro di spesa».

 Infine l’interpretazione autentica dell’impresa De Cesare: «Non corrisponde quindi al vero, ma è esattamente il contrario, che le Imprese si siano dichiarate disposte ad accettare una riduzione dei lavori al di sotto della cifra di 26 milioni di euro già finanziata e pattuita per consentire alla Asl di acquistare arredi ed attrezzature, come riportato nel comunicato, attingendo ai fondi attualmente previsti per i lavori, così come correttamente riportato da primadanoi».

 30/07/2010 9.15