L'ESPOSTO

«Nella comunità circolavano droga e alcool». Due denunce contro Lilium

Un ragazzo racconta ai magistrati: «un educatore ci accompagnava a comprare stupefacenti»

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«Nella comunità circolavano droga e alcool». Due denunce contro Lilium
CHIETI. Oggi l'avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena ha presentato due esposti alla procura di Chieti per «gravi irregolarità» segnalate da alcuni adolescenti.

Denunce shock inoltrate ai magistrati  e messe nero su bianco sulla scorta di alcune testimonianze fornite da ex  ospitati  della cooperativa Lilium, un centro di cura per minori con gravi disturbi psichiatrici di S. Giovanni Teatino.
 Secondo la denuncia dell'avvocato le segnalazioni ricevute in merito alla circolazione di droghe e alcool nella comunità sono state confermate da un ragazzo di Padova.
Nella relazione del perito Paolo Cioni si afferma che il ragazzo ha dei ricordi e dei vissuti «estremamente negativi» sulla comunità terapeutica di Chieti: in particolare riferisce che «circolavano droga e alcool. Gli educatori ci portavano a comprarla al Parco Florida, vicino a Pescara». In particolare cita un educatore che sarebbe stato «il referente di questo meccanismo».
La Lilium contattata da PrimaDaNoi.it ha confermato di non essere al corrente di questa denuncia. Si riservano di commentare non appena conosceranno i dettagli della vicenda.
Recentemente la comunità era salita all'onore delle cronache per il caso di una ragazza di Trento trattenuta in struttura contro la sua volontà nonostante avesse subito un assalto sessuale da parte di un infermiere della struttura. La vicenda, assieme ad altre segnalazioni, era stata presentata alla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza presieduta dall'onorevole Alessandra Mussolini. La comunità aveva ammesso di non aver sporto una formale denuncia affermando di «aver svolto repentinamente indagini interne, per appurare quello che realmente era accaduto, coinvolgendo anche i carabinieri e invitando la ragazza stessa a sporgere denuncia, cosa che, però, la minore si è rifiutata di fare».
«La Lilium non è la prima comunità a finire nell'occhio del ciclone», commenta il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus.  «Il denominatore comune di queste comunità, oltre alla "impostazione manicomiale", è la mancanza di reali controlli esterni e indipendenti che impediscano queste violazioni. Riteniamo sia indispensabile creare delle strutture di vigilanza indipendenti con possibilità di ispezioni a sorpresa e poteri sanzionatori al fine di stroncare sul nascere qualsiasi devianza o irregolarità. Ne va della salute e dalla felicità dei nostri figli».