MORTE SOSPETTA

Ritrovato cadavere a Casalbordino, forse ucciso da un cacciatore

Sul luogo anche il magistrato della procura di Vasto

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La zona del ritrovamento

La zona del ritrovamento

CASALBORDINO. Un cadavere è stato rinvenuto stamani a Casalbordino, in provincia di Chieti.

Dale prime informazioni trapelate non si esclude ce sipossa trattar dimorte violenta, dunque di un omicidio.

LA VITTIMA
Il morto è un pensionato di Casalbordino, Gabriele Di Tullio, di 54 anni, ex operaio.  Una volta colpito, Di Tullio avrebbe compiuto pochi passi prima di cadere faccia a terra sotto un ulivo. Nei pressi del cadavere la decina di pannocchie, raccolte poco prima di morire tra le piante alte all'incirca un metro e ottanta. L'uomo aveva perso la moglie una decina di anni fa, lascia due figlie di 13 e 20 anni.
Sul posto sono arrivati il comandante provinciale dei carabinieri di Chieti, Giuseppe Cavallari e il comandante della Compagnia di Ortona, il capitano Gianfilippo Manconi. Coordina le indagini il sostituto procuratore della Repubblica di Vasto, Giancarlo Ciani

FERITA DA ARMA DA FUOCO
Il cadavere è stato ritrovato nelle campagne di Casalbordino, lungo la strada statale 16, a pochi chilometri dallo svincolo autostradale Vasto Nord dell'A14, in un campo di mais di proprietà della famiglia della vittima.
Il corpo senza vita era riverso a terra. Nelle vicinanze non è stata ritrovata nessuna arma. Un primo esame effettuato dal medico legale ha evidenziato una ferita da arma da fuoco alla gamba sinistra, probabilmente a sparare è stato un fucile. Solo l’autopsia disposta dalla procura potrà accertare con precisione le cause del decesso.

IL RITROVAMENTO
A trovare il corpo dell’uomo, intorno alle 5 di questa mattina, è stato un nipote che si era recato al lavoro sul luogo del delitto.  Il campo dove è stato trovato il cadavere è coltivato a mais ed è di proprietà della famiglia Di Tullio. L'auto della vittima, una Opel Corsa Bianca, è stata ritrovata parcheggiata sul ciglio della strada. Questo lascia pensare che l’omicidio sia stato compiuto proprio lì dove il corpo è stato trovato e che il cadavere non sia stato trasportato lì in un secondo momento. Il pensionato sarebbe arrivato a bordo della sua automobile e da quel momento inizia il giallo. L’automobile è stata posta sotto sequestro per gli accertamenti del caso.

LA CENA IN FAMIGLIA POI IL MISTERO
Secondo quanto riferito dai parenti dell’uomo agli inquirenti, il pensionato aveva cenato ieri sera con la famiglia e poi era uscito a tarda ora. I familiari non sanno se dovesse incontrare qualcuno.  I militari stanno ascoltando tutti i conoscenti per cercare spunti utili per individuare la mano che ha sparato. Vogliono capire se l’uomo avesse avuto recentemente problemi con qualcuno, se ci fossero tensioni o problemi.

«NON SCARTIAMO NESSUNA IPOTESI»
Il colpo esploso Di Tullio gli ha trapassato la gamba recidendogli, molto probabilmente, l'arteria femorale. Le indagini, al momento, non escludono alcuna ipotesi, neanche quella che a sparare possa essere stato qualche cacciatore di frodo (la caccia è chiusa) scambiando l'uomo per un animale. «Ci sono accertamenti da fare, non scartiamo nulla», è stato il commento del colonnello Cavallari. Intanto il corpo della vittima e' stato portato all'obitorio dell'ospedale di Vasto dove domani sarà eseguita l'autopsia.

«INCIDENTE DI CACCIA»
Si fa sempre più concreta l’ipotesi che l’omicidio sia in realtà un incidente di caccia.
Il colpo di fucile sarebbe stato sparato da un bracconiere, che si presume ritenesse di avere visto muoversi, nella notte, un cinghiale. La novità arriva da un pallettone per cinghiali che avrebbe raggiunto alla gamba sinistra la vittima per poi uscire. Non è stato trovato, ma i fori di entrata e uscita hanno fornito elementi in tal senso agli investigatori. Di Tullio sarebbe morto per dissanguamento.
Il cacciatore di frodo, che si ritiene abbia sentito le grida del ferito, potrebbe essere fuggito per timore delle conseguenze. La morte, secondo il medico legale, sarebbe avvenuta nelle prime ore del mattino. La caccia al cinghiale e' attualmente chiusa in provincia di Chieti ed e' per questo motivo che i bracconieri preferiscono le ore notturne e le zone isolate per cacciare di frodo.