LA DENUNCIA

«Lavoratore Civeta malato di cancro e demansionato»

Ma dal consorzio arriva la smentita

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«Lavoratore Civeta malato di cancro e demansionato»
VASTO. «Lavoratore malato di cancro demansionato e vittima di accanimento aziendale».

Sono i termini usati dall’Ugl Igiene ed Ambiente segreteria regionale Abruzzo nell’esposto inoltrato alla Procura di Vasto e ad altre autorità competenti perché indaghino sul presunto demansionamento ai danni di un dipendente del consorzio intercomunale Civeta.
Secondo la ricostruzione del sindacato, il lavoratore, sorvegliante di sesto livello del contratto Federambiente, si è assentato dal lavoro per una serie di interventi chirurgici e trattamenti chemioterapici in seguito alla scoperta di un carcinoma maligno. Con ordine di servizio numero 2783 del 23 luglio 2012 il direttore generale Luigi Sammartino ha demansionato, sempre secondo il sindacato, il lavoratore prima attribuendogli la funzione di operatore ecologico e successivamente di autista nonostante il certificato medico fornito dall'uomo, indicasse chiaramente che in nessun modo doveva essere esposto alle polveri.
«Forse per questo», commenta Ugl, «il direttore generale lo ha mandato al trasporto del percolato in zona ad alto rischio biologico».
La legge anche in questo caso parla chiaro, rileva Ugl, dice che «si può demansionare un dipendente solo se le condizioni di salute siano tali da non poter svolgere le mansioni previste; in questo caso ci risulta problematico pensare che la mansione di operatore ecologico sia meno gravosa di sorvegliante. E' esattamente il contrario».
Dunque per il sindacato sono stati violati il contratto collettivo nazionale dei lavoratori e l’articolo 2103 del codice civile che stabilisce che il lavoratore ha il diritto di essere adibito alle mansioni per cui è stato assunto, ovvero a mansioni a queste equivalenti o corrispondenti alla superiore qualifica che abbia successivamente acquisito.
Oltre alla Procura della Repubblica di Vasto, anche la direzione provinciale del Lavoro di Chieti ed altre autorità territorialmente competenti sono state messe al corrente dell’accaduto.
«Qualora si accertino eventuali responsabilità», ha dichiarato Ugl,«non ci sottrarremo nel chiedere ai Comuni consorziati di rispondere, ed in prima persona anche ai sindaci, per tali avvenimenti, e questo in relazione ad alcune sentenze al riguardo».

IL CONSORZIO CIVETA SMENTISCE
Intanto il Consorzio Civeta smentisce la notizia riferita dal sindacato: «presso il Consorzio», commenta Massimo Demetrio Sgrignuoli, «oggi opera un dipendente che inviato alle visite mediche di routine, in data 03/07/2012, veniva reputato idoneo al servizio seppure con prescrizioni specifiche sulle mansioni da svolgere. L’Ente, a tutela del dipendente in argomento, ha dato esecuzione pedissequa alla prescrizione del medico competente».