LA SENTENZA

Forest Oil Bomba, il Tar sospende il parere negativo del comitato Via

Wwf: «ora basta. Chiodi intervenga». La Forest Oil esulta

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 Forest Oil Bomba, il Tar sospende il parere negativo del comitato Via
ABRUZZO. Il Tar di Pescara con un'ordinanza di ieri ha sospeso il parere negativo del comitato Via della Regione Abruzzo sul progetto della Forest Oil a Bomba imponendo un nuovo passaggio al comitato stesso.

Infuriato Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Abruzzo secondo il qualche «è evidente che stiamo pagando il cattivo funzionamento del Comitato Via che denunciamo da anni».
L’istanza è quella presentata dalla Forest Oil per la concessione di coltivazione di idrocarburi finalizzata alla realizzazione del proprio progetto denominato "monte Pallano" che prevede la perforazione e messa in produzione di ulteriori tre pozzi. Ma è prevista anche la realizzazione nel territorio del comune di Bomba di una centrale di raccolta e trattamento gas estratto e la costruzione di un metanodotto di allacciamento alla rete Snam.
Recentemente un delegato dell’associazione ambientalista è stato sentito in Consiglio Regionale sul funzionamento della commissione ed aveva illustrato ai consiglieri proprio le problematiche connesse alla
valutazione del comitato sulla Forest. Pareri di poche righe decisi in sedute fiume con decine di progetti da esaminare sono, infatti, più vulnerabili ai ricorsi, in un senso o nell'altro. «L'Abruzzo non se lo può più permettere», tuona Di Tizio. «Su Bomba un'intera comunità con decine di sindaci, l'amministrazione provinciale e migliaia di cittadini si era schierata per difendere il proprio futuro fornendo al comitato Via
approfondimenti tecnici adeguati per bocciare il progetto. Emerge chiaramente la necessità di mantenere e potenziare ulteriormente le nuove norme».
Per quanto riguarda Bomba il Comitato dovrà tornare a riunirsi per valutare il progetto. «Ci aspettiamo non
solo il rinnovo della bocciatura dell'intervento», dicono dal Wwf, «ma la redazione di un parere solido con decine di pagine di motivazioni per evitare di esporsi a ricorsi amministrativi nel merito. Ci auguriamo che questa volta il Comitato dedichi un'intera seduta all'esame di questo unico progetto».

Il 10 aprile scorso il Comitato V.I.A de L’Aquila boccia il progetto Forest con determinate motivazioni inserite nel verbale finale.
La Forest contesta questa decisione e si muove in due direzioni: facendo ricorso al TAR ritenendo carenti le motivazioni della bocciatura e chiedendo allo stesso Comitato V.I.A. un riesame dell’argomento con la presentazione di ulteriori documenti.
 Nel frattempo sempre la Forest avanza la richiesta alla Regione Abruzzo di un risarcimento di oltre 140 milioni di euro in caso di bocciatura definitiva del progetto.
Il 3 luglio scorso il Comitato V.I.A. si riunisce di nuovo sull’argomento, ma sceglie di non riaprire il dibattimento confermando di fatto la prima decisione negativa con le medesime motivazioni.
«Da sottolineare che da parte nostra», spiega il comitato Nuovo senso civico, «avremmo voluto invece una riapertura della discussione in quanto avevamo portato tutta una serie di documenti inoppugnabili relativi alla storica franosità e fragilità del territorio, documenti, tra l’altro, fatti propri e sottoscritti dai 22 Sindaci della vallata, con alla testa il primo cittadino di Bomba, nei quali si ricorda, tra l’altro, che quell’area è terra di frane e l’abbassamento del terreno in seguito alle estrazioni potrebbe scatenarne di distruttive e mettere a rischio la stabilità della diga».

CAPORALE (VERDI):«COMITATO VIA SUPERFICIALE?»
«Perché», si domanda Walter Caporale consigliere dei Verdi,«un progetto palesemente pericoloso, previsto in un’area geologicamente delicata dove insiste già un impianto, definito per legge altamente pericoloso come la centrale idroelettrica del Lago artificiale di Bomba (Chieti), non trova da parte del Comitato VIA della Regione Abruzzo le giuste motivazioni per un diniego definitivo? Non sarà che il Comitato VIA è superficiale nell’esprimere i pareri? E’ questo il motivo per cui passano tutti i progetti più devastanti come le Cave, le discariche, che hanno fatto dell’Abruzzo una groviera mettendo spesso a repentaglio anche le falde acquifere, per non parlare dei dilaganti progetti di impianti a Biomasse (i futuri inceneritori) che riscuotono pareri positivi perfino all’interno di aree protette? Ma i cittadini abruzzesi per chi pagano le tasse? I componenti del Comitato Via», aggiunge Caporale, «alcuni dei quali strapieni di incarichi, incapaci di dimostrare e motivare anche le cose più semplici, pagheranno le spese sostenute dalla Regione Abruzzo per i ritardi, le "dimenticanze", le decine di riunioni, le decine di ricorsi? O pagheranno almeno i danni derivanti alla salute degli abruzzesi dal loro modo di lavorare, a dir poco superficiale e discutibile? Gli abruzzesi pagheranno 138 euro in più di tasse l’anno per i problemi legati alla Sanità: perché non si pensa anche di mandare a casa chi non è capace di tutelare il territorio, l’ambiente e la salute dei cittadini? Presenterò un’Interrogazione e chiederò spiegazioni in merito».

LA FOREST OIL ESULTA
E nel silenzio assoluto della Regione l’unica esultanza arriva proprio dalla ditta che ha proposto il progetto avversato.
«Accogliamo con estrema soddisfazione la decisione del Tar di Pescara, dato che gran parte delle osservazioni che abbiamo presentato sono state accolte nel merito e che la procedura verrà riaperta», dichiara il General Manager Giorgio Mazzenga, «ora chiediamo maggiore attenzione da parte della Autorità competenti e un esame trasparente e puntuale di tutti gli aspetti di un progetto di grande portata socio-economica per Chieti e per tutto l’Abruzzo. Si tratta di un progetto serio e approfondito, suffragato da pareri tecnici autorevoli  e specializzati che meritano di essere presi nella dovuta considerazione. Come pure riteniamo importante la valutazione dei pareri già espressi dai ministeri competenti (Infrastrutture e Sviluppo economico). Il giudizio del Tar ci conforta ed è un’ulteriore conferma della nostra volontà di proseguire con convinzione nel progetto, nonostante le  recenti campagne denigratorie, a nostro giudizio assolutamente infondate».
Il ricorso presentato chiedeva la riapertura del procedimento al fine di instaurare un contraddittorio con tutte le Amministrazioni competenti e svolgere una istruttoria per valutare gli impatti ambientali del Progetto della Forest e le possibili misure precauzionali.
«Il piano di investimenti da circa 90 milioni di euro previsto da Forest CMI», ricorda infine Mazzenga, «garantirà una produzione di gas efficiente e rispettosa dell’ambiente, insieme alle royalties per decine di milioni di euro e alle misure compensative di cui beneficeranno la Regione e il Comune di Bomba, senza contare il positivo impatto occupazionale sul territorio».