LA POLEMICA

Elettrodotto Gissi, scatta la polemica sui mancati avvisi pubblici

Di Primio contro il perito Di Pasquale: «non ha visto bene». E lui, ironico, «sono deficiente»

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Elettrodotto Gissi, scatta la polemica sui mancati avvisi pubblici
CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio lo definisce «un solerte perito industriale che non si accorge». Lui, il tecnico, si scusa ironicamente «per la sua deficienza».

E’ clima teso a colpi di battute ironiche tra il sindaco di Chieti Umberto Di Primio e Antonio Di Pasquale il perito che nei giorni scorsi ha sollevato una serie di perplessità sull’ elettrodotto Villanova-Gissi, oggetto di un’indagine da parte della Procura di Chieti «e poco pubblicizzato dai Comuni interessati».
E tra i comuni che non hanno reso trasparente la richiesta di autorizzazione del progetto di Abruzzoenergia c'è, secondo Di Pasquale, pure Chieti.
In particolare il Comune avrebbe sì pubblicato l’avviso di autorizzazione contravvenendo però ad una serie di requisiti imposti dalla legge in materia di Digit Pa, accessibilità, fruibilità e non modificabilità.
Di Pasquale ha evidenziato la difficoltà ad accedere al documento sull’albo pretorio online del Comune (bisognava registrasi, secondo il perito) e la rimozione del testo dall’albo pretorio (oggi facendo una ricerca a ritroso ad aprile e maggio, comunque non ci sono più questi documenti, secondo il perito).
Critiche che non sono scese giù al sindaco Di Primio che ha precisato che il Comune ha pubblicato l’avviso in questione sul progetto dal 5 aprile al 5 maggio (il tempo di 30 giorni indicato dalla legge). Che non è pervenuta alcuna osservazione, che l’avviso in questione è stato corredato di tutta gli elaborati grafici relativi alle opere da realizzare, per circa 108 fogli. Che la consultazione dell’avviso di che trattasi poteva essere effettuata, nel periodo di pubblicazione previsto dalla legge, direttamente sull’albo pretorio on-line del Comune di Chieti, cliccando sulla sezione “Avvisi” dell’albo stesso. E che addirittura non ci sono stati mai problemi di accessibilità ma che il perito si è confuso non accorgendosi che la registrazione era richiesta solo per attivare il servizio di newsletter e non certo per la consultazione dell’avviso.
Il sindaco ha infine sottolineato che il solerte Di Pasquale che ha fatto richiesta al Comune il 5 giugno per ottenere la documentazione non è stato poi così solerte nel ritirarla visto che «ad oggi non ha ancora trovato un momento per passare al Comune di Chieti per ritirare gli atti richiesti con tale sollecitudine».
Replica piccato Di Pasquale: «purtroppo evidentemente per mia personale “deficienza”, tra la fine di aprile e l'inizio di maggio corrente anno, l’avviso non è stato a me accessibile. Fra aprile 2012 e maggio 2012 il sito relativo all'albo pretorio on-line del Comune senza ombra di dubbio non funzionava come oggi».
Di Pasquale ha sottolineato che oggi non vi è più traccia di quei documenti e che comunque l’avviso era sprovvisto di firma digitale e di altri requisiti di accessibilità per i diversamente abili.
«Il motivo per cui non ho ritirato più gli atti del Comune? Semplice», conclude Di Pasquale, «solo tre giorni dopo la richiesta a Chieti abbiamo ottenuto tutto l’occorrente dal Ministero che, con 21 giorni si anticipo rispetto al Comune (che solo il 29 giugno ha messo a disposizione le carte) ci ha fornito tutto l’occorrente. Dunque sembrava assurdo acquisire lo stesso atto anche dal Comune».