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Sul debito Pannozzo il sindaco “si spiega”

Di Primio: «non mi si accusi di aumentare l’Irpef»

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Sul debito Pannozzo il sindaco “si spiega”
CHIETI. Se ne lava le mani. Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio si è scrollato di dosso ogni responsabilità sul debito fuori bilancio da 556.431 euro che il Comune di Chieti ha contratto nei confronti della ditta Pannozzo, di Sora, per lavori realizzati al Palatricalle.

Lo ha fatto ieri nel corso dell’assise civica in cui il Consiglio ha votato a maggioranza per il riconoscimento del debito con l’astensione dell’opposizione. Dopo aver ricostruito tutta la vicenda e le motivazioni dell’esposto alla Procura della Repubblica, il primo cittadino ha sferrato un attacco contro chi lo ha preceduto.
«Su questo atto la mia Amministrazione si china a raccogliere un debito che non è proprio, trattandosi di un lascito della precedente amministrazione», ha detto, «un debito cresciuto al punto tale da essere diventato assolutamente viziato e non esistente ma contro il quale, oggi, sia io che la mia Giunta non possiamo difenderci poiché già consolidato e non più opponibile sotto il profilo della opposizione giudiziale».
La questione Pannozzo risale al 2007 quando la ditta di Sora ha effettuato lavori extracontrattuali commissionati dal comitato organizzatore dei campionati di Basket femminili europei. Il comitato non ha riconosciuto i lavori e la ditta ha spedito al Comune un’ ingiunzione di pagamento per 400.000 euro lievitati (per la mancata opposizione dell’Ente), a 556.000 euro.
Il caso ha creato non poche tensioni in Comune. Il consigliere del Pd Alessandro Marzoli ha chiesto di visionare il fascicolo sul caso ma il sindaco glielo avrebbe negato.
Sul punto però Di Primio ha precisato. «Vorrei evitare inutili strumentalizzazioni», ha dichiarato, «mi si accusa, infatti, di aver trattenuto il fascicolo relativo al “Caso Pannozzo”, che non ho mai avuto se non per redigere la denuncia presso la Procura della Repubblica. Niente di più falso».
Infine Di Primio ha precisato che l’aumento dell’addizionale Irpef dello 0,2% è giustificato dalla necessità di pagare i debiti e mandare avanti la macchina amministrativa.