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E’ spaccatura Di Stefano-Di Primio sul direttore del Teatro Marrucino

I problemi emersi nell’ultima riunione del Cda

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E’ spaccatura Di Stefano-Di Primio sul direttore del Teatro Marrucino
CHIETI. Altro che pausa di riflessione per la nomina del direttore artistico del Teatro Marrucino.


E’ invece scontro sulle strategie per far risorgere un teatro prestigioso e dalla lunga tradizione come quello di Chieti. Fumata nera dunque sabato alla riunione del CdA (Gaetano Bonetta, Paolo Roccioletti, Cristiano Sicari) con la presenza del sindaco Umberto Di Primio e del senatore Fabrizio Di Stefano, per scegliere tra gli aspiranti che hanno inviato il curriculum. C’è stato un rinvio di qualche giorno per una pausa di riflessione. In realtà l’incontro ha fatto registrare una spaccatura netta e forse insanabile: non tanto sui nomi, che sono tutti di livello dal medio-alto all’eccellente, quanto sulle strategie che stanno dietro la scelta di questo o di quel candidato. Il problema è che si confrontano due idee contrapposte di futuro per il Marrucino: da una parte c’è chi è favorevole ad una nomina aquilana, dall’altra c’è chi invece si oppone non per questioni campanilistiche, ma perché ha in mente un progetto di crescita del teatro di Chieti che non va d’accordo con un eventuale sua trasformazione in succursale dell’Aquila. Le ultime indiscrezioni indicano infatti che la lotta per la Direzione artistica sembra ristretta a due candidati: Ettore Pellegrino, sponsorizzato dal senatore Di Stefano e Maurizio Colasanti, prima scelta del CdA. Ettore Pellegrino è il direttore dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese, dell’Aquila, che già è stata chiamata a “salvare” il Marrucino: ha solidi legami professionali con il consulente artistico della Fondazione Francesco Sanvitale, aquilano, proveniente proprio dalla Sinfonica. Pellegrino, tra l’altro, è vicino anche a Vittorio Antonellini, ex direttore della Sinfonica e dei Solisti Aquilani. Quindi referenze di assoluto pregio, un curriculum di ottimo strumentista, ma sembra con poca esperienza di direzione. Il vice sarebbe Fabio D’Orazio che apparentemente sconfitto, verrebbe successivamente imposto come vice di Pellegrino.

Il CdA spinge invece per Maurizio Colasanti e su questo nome è d’accordo anche il sindaco che però non vuole la rottura con Di Stefano. Ottimo solista di Oboe, con laurea in filosofia, Colasanti ha dalla sua gli studi di direzione orchestrale che lo hanno portato a dirigere nei più importanti teatri del mondo, dalla Spagna (Valencia) agli Usa (Carnegie Hall, New York) alla Corea (in un teatro di Seoul con 3500 posti, cioè 10 volte il Marrucino) e recentemente a Palermo, dove ha diretto La Rondine di Puccini, con Sergio Castellitto voce recitante. Naturalmente ci sono altri nomi prestigiosi, come Patrick De Ritis, anche lui ottimo strumentista, Giuliano Mazzoccante, pianista internazionale nato a Chieti, Maurizio Di Mattia originario di Teramo e con esperienze a Roma addirittura con Zeffirelli e a Caracalla. Si parla cioè di professionisti di altissimo livello: si tratta di capire solo in funzione di quale progetto possono essere chiamati. Ed allora lo scontro è proprio questo: da una parte c’è “l’aquilanizzazione” del Marrucino che sembra sponsorizzata dal senatore Di Stefano, dall’altra il CdA ed il sindaco premono per un progetto di crescita autonoma del teatro teatino e identificano in Colasanti la chiave di volta per continuare sicuramente la collaborazione con l’Aquila, ma mirando alla creazione di un’orchestra locale e di una produzione autonoma. Per il momento la bilancia è in equilibrio, ma il CdA ha deciso di far sentire il suo peso e minaccia di dimettersi se viene imposto un candidato non di suo gradimento. Sarà in grado il centrodestra di affrontare anche quest’altra pausa del Marrucino? Ma sono all’opera anche i mediatori: nominare Colasanti non significa tagliare L’Aquila o Pellegrino. Ci sono tante occasioni di lavoro nel corso della stagione teatrale….
Sebastiano Calella