Sciopero alla Denso di San Salvo

Alessandro Biancardi

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SAN SALVO. Un'ora di sciopero con corteo interno articolata nei tre turni di oggi alla Denso, l'industria metalmeccanica giapponese di Piana Sant'Angelo che produce motori e alternatori.

La giornata di protesta è stata indetta dalle sigle di categoria sindacali che sostengono in una nota che l'azienda non vorrebbe presentare il piano industriale a fronte "probabilmente" di un problema di esubero strutturale che la Denso non vorrebbe discutere coi sindacati e risolvere.

Nuove astensioni alla fabbrica di Piana Sant’Angelo, dunque, dopo quelle organizzate nelle settimane scorse. Sulla Denso, tra l’altro, pendono anche alcune giornate di cassa integrazione decise proprio per far fronte al calo di produzione.

L'astensione dal lavoro di oggi, tuttavia, è stata proclamata dai sindacati anche per altri problemi: quello relativo alla mensa, che «la Denso starebbe affrontando con superficialità», per non dire delle aree pause. Secondo i sindacati, l'azienda vorrebbe inoltre introdurre nello stabilimento di San Salvo i 17 turni con lo scorrimento, installare nuovi rilevatori di presenza, i totem, con l'obiettivo di un controllo totale del personale, riducendo gli spazi collettivi e individuali di libertà. Così facendo, concludono i sindacati, l'azienda rimette in discussione i sacrifici fatti dai lavoratori in questi anni per il risanamento e il rilancio della fabbrica.

Di questo, e più in generale della crisi dello stabilimento abruzzese, si parlerà nell'assemblea retribuita del prossimo 6 aprile, anche alla luce delle novità che riguardano il Giappone. Il sisma del paese nipponico, infatti, potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro dello stabilimento di San Salvo, sia in positivo che in negativo.

Se, da un lato, le conseguenze del terremoto potrebbero ulteriormente bloccare la produzione e le commesse, infatti, dall’altro lato la crisi che sta investendo il paese nipponico potrebbe anche determinare il trasferimento di alcune produzioni proprio in Italia. Già qualche mese fa, infatti, prima che accadesse tutto questo, l’industria giapponese aveva pensato di spostare la produzione degli alternatori in Italia e adesso questo processo potrebbe essere accelerato.

 29/03/2011 9.25