Zio Di Quinzio vuole la miss-nipotina ambasciatrice di Francavilla

Alessandro Biancardi

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GIULIA DI QUINZIO

GIULIA DI QUINZIO

FRANCAVILLA. E’ stata una esperienza che ha coinvolto buona parte di Francavilla.

In molti si sono ritrovati davanti alla tv per tifare, come ai tempi dei mondiali. Ma questa volta si trattava di tifare e votare Giulia Di Quinzio, la candidata a miss Italia che per tre serate ha fatto sognare Francavilla e sperare fino all’ultimo. Eliminazione dopo eliminazione, Giulia era sempre lì, fino alla fine.

Il terzo posto finale è un ottimo risultato, uno dei più alti per una miss abruzzese negli ultimi decenni e proprio per questo potrebbe essere l’inizio di una nuova vita per Giulia, nipote del sindaco Nicolino Di Quinzio.

Proprio zio Nicolino ha voluto («non senza imbarazzo») scrivere una lettera aperta alla nipotina per proporle un compito importante: quello di divenire ambasciatrice di Francavilla e svolgere un ruolo “sociale” e utile per spingere il paese magari nel difficoltoso mondo del marketing turistico e sollevare un pò l’economia locale.

Un compito non facile che potrebbe trasformarsi in una piccola manna se il Comune riuscirà a gestire bene l’operazione (magari meglio dell’affaire dei manifesti abusivi ovunque che invitavano a votare per Giulia…)

Chissà se almeno sulla giovane il paese riuscirà a riunirsi e magari lavorare ad un progetto comune, ma anche politico, il vero punto dolente dell’amministrazione Di Quinzio.

«Gli studi classici che vai compiendo e il giusto spirito competitivo che ti anima», scrive Di Quinzio nella lettera aperta, «continueranno – ne sono sicuro – a sostenerti nel percorso di successi che ora ti si è aperto per tuo merito e per lo spontaneo coraggio che hai mostrato pubblicamente nelle difficili prove or ora sostenute. L'affetto che provo per te come zio si è unito, non senza qualche imbarazzo, alla mia soddisfazione di sindaco di Francavilla al Mare nel vedere una nostra giovanissima concittadina lanciata con tanta spontaneità e sobrietà sulla scena nazionale».

«Mi piacerebbe molto se tu volessi legare questa tua brillante esperienza», propone lo zio Nicolino, «alla realtà del tuo ambiente e alla tua città, che fossi delle sue bellezze e dei valori che ne orientano la vita pubblica una “ambasciatrice” convinta negli ambienti della moda e dello spettacolo ai quali le positive valutazioni della giuria popolare ti hanno introdotta. Francavilla città ravvivata dall'arte e dalla cultura filosofica, sostenuta dal turismo, dall'artigianato e dall'agricoltura; Francavilla città di aggregazione e solidarietà basate su valori laici e religiosi; Francavilla città vivibile ed “elegante”: di questa tua città, per la quale lavoriamo, e degli eventi culturali ispirati dalla sua notorietà passata, legata alla villeggiatura e ai nomi di Francesco Paolo Michetti e del suo cenacolo, vorremmo che tu fossi la “madrina”».

15/09/2010 10.42