Una «colata di cemento» sta per abbattersi su San Giovanni Teatino

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. Una «colata di cemento di oltre 160 mila metri cubi» si sta per abbattere su San Giovanni Teatino.IL SINDACO: «NESSUNA SPECULAZIONE»

O, almeno, così la pensano Sandro Paludi e Alessandro Feragalli, componenti del gruppo consiliare “Unione per San Giovanni Teatino”, in merito all’approvazione della variante al Piano regolatore generale, votata ieri dalla sola maggioranza. Al momento di approvare il documento, infatti, l’opposizione è uscita dall’aula non partecipando al voto della delibera a cui mancherebbe il rapporto ambientale, previsto dalla normativa vigente in materia di Vas (valutazione ambientale strategica).

La delibera di adozione è stata comunque approvata e ora dovrà seguire la pubblicazione sul Bura, con la possibilità di effettuare osservazione nei successivi 45 giorni. L’approvazione definitiva, dunque, spetterà alla prossima amministrazione comunale che uscirà vincente dalle consultazione del 15 e 16 maggio prossimi. Il nuovo strumento urbanistico riguarda «nuove aree edificabili pari all’equivalente di 60 campi da calcio, che si riverseranno sul territorio di San Giovanni Teatino per incrementare di altri 2.000 abitanti la popolazione residente in una zona in cui sono presenti decine di centri commerciali, fabbriche ed infrastrutture di elevato impatto ambientale».

Secondo l’Unione, dunque, «si è perso il senso del limite e quello che fino a qualche anno fa era un paese vivibile, oggi presenta i sintomi dei malesseri di una grande città». I due consiglieri di opposizione, in particolare, lamentano che manca una reale strategia di sviluppo del territorio e che il potenziamento della rete infrastrutturale è limitata alla previsione della strada “nuova Teatina” che, collegando Dragonara al bivio di San Silvestro, dovrebbe rappresentare l’alternativa all’asse attrezzato.

Ma per Paludi e Feragalli questa infrastruttura si presenta come un grande bluff, considerando che lo studio di fattibilità della stessa superstrada evidenzia che la maggior parte del traffico veicolare che transita sul raccordo Chieti-Pescara non è diretto a sud ma verso Montesilvano e Pescara centro, e le aree su cui essa è localizzata sono classificate, per la maggior parte, a rischio frana ”elevato” e “molto elevato”, rendendola di fatto irrealizzabile.

«Una variante al piano regolatore – suggeriscono i due consiglieri - sarebbe necessaria per la riqualificazione del territorio, piuttosto che per la sua indiscriminata crescita edilizia, per risolvere realmente i problemi del traffico e del conseguente inquinamento, puntando sull’utilizzo della ferrovia come metropolitana di superficie, per valorizzare le potenzialità dell’aeroporto creando le condizioni per investimenti nel settore terziario avanzato e dei servizi, per tutelare realmente la collina, evitando ulteriori costruzioni e recuperando gli aggregati edilizi esistenti».

Secondo il gruppo di opposizione, dunque, è stata persa anche questa volta l’occasione per un confronto costruttivo tra le forze politiche, i cittadini e le associazioni di categoria.

«In un momento di crisi – concludono Paludi e Feragalli - la vera ricchezza di una comunità sono le idee, mentre l’amministrazione uscente Caldarelli-Chiacchiaretta ripete sempre e solo lo stesso ritornello: costruire, costruire, costruire».

 25/03/2011 10.42

IL SINDACO: «NESSUNA SPECULAZIONE»

Il sindaco Verino Caldarelli respinge tutte le accuse. «La Variante al P.R.G. di San Giovanni Teatino è stata progettata nell'ottica della riorganizzazione e rifunzionalizzazione della struttura urbanistica del territorio comunale», spiega il sindaco, «con l’obiettivo di perseguire efficacemente adeguati e sempre migliori livelli di sostenibilità. Le nuove previsioni edificatorie sono state effettivamente ridotte al minimo indispensabile per garantire un efficace controllo e adeguata tenuta del sistema urbano di San Giovanni Teatino».

Tali limitate espansioni, sostiene Caldarelli, avrebbero «il compito delicato di evitare aggressioni speculative, garantendo al contempo un minimo di condizioni di insediabilità in porzioni di territorio strategiche per la riorganizzazione territoriale del Comune».

Inoltre il progetto strategico di sviluppo «prevede operazioni relative al completamento e ristrutturazione della città costruita, nella logica di evitare ulteriore e dispersivo consumo del 
suolo, nonché di garantire un più efficace e razionale uso dell’esistente territorio urbanizzato, soprattutto mediante incentivi alla sostituzione edilizia e alla riconversione/delocalizzazione di funzioni urbane non più compatibili».

«Oltre alla previsione di specifici percorsi ciclopedonali», continua il sindaco, «viene riorganizzato il sistema della viabilità di Sambuceto attraverso la razionalizzazione delle strade esistenti, l’allargamento di tratti viari oggetto di criticità e di congestione, la  ridefinizione degli attraversamenti dei flussi di tipo metropolitano, nonché la previsione di una nuova arteria stradale, denominata “Teatina”, tutt’altro che un “bluff”, ma infrastruttura capace di ridistribuire realmente importanti quantità di traffico. Tali interventi, potenzialmente capaci di incidere sui fattori di criticità in ambito urbano, si accompagnano anche alle politiche di delocalizzazione di impianti produttivi presenti nel territorio e a quelle di creazione di cortine verdi di filtro con le aree produttive». 
Caldarelli assicura che andrà avanti anche il processo di Valutazione Ambientale Strategica sul territorio: «saranno portati avanti tutti gli studi, le analisi e i monitoraggi ambientali ed economico-sociali per meglio indirizzare ed eventualmente correggere le politiche di sviluppo del territorio, in piena coerenza con il processo di VAS».
30/03/2011 17.11