Estrazione del gas a Bomba: Caramanico(Pd): «una legge vigente lo vieta»

Alessandro Biancardi

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BOMBA. Una legge regionale approvata dalla giunta Del Turco vieterebbe l’insediamento di industrie con emissioni in atmosfera al di fuori delle zone industriali. Una norma non secondaria almeno per la recente vicenda della estrazione di gas a Bomba.

Così il progetto della società americana Forest Oil per l’estrazione del gas sulle sponde del lago di Bomba appare incompatibile con le norme previste dal Piano regionale della Qualità dell’Aria, approvato dalla Regione Abruzzo nella passata legislatura e tuttora vigente.

E’ quanto sostiene in un’interrogazione presentata ieri mattina il consigliere regionale Franco Caramanico (Pd) che nel suo documento fa osservare come «stando a quanto previsto dalle normative regionali, i gestori di impianti che producono emissioni inquinanti in atmosfera sono obbligati a richiedere l’autorizzazione alla Regione, tenuta, a sua volta, a far osservare le prescrizioni del Piano di Qualità dell’aria».

 Ora nel suddetto Piano, nella sezione dedicata agli “Interventi sulle sorgenti diffuse”, si fa espressamente riferimento al divieto di insediamento di nuove attività industriali ed artigianali con emissioni in atmosfera in aree esterne alle aree industriali infrastrutturate.

Proprio questa parte della norma bloccherebbe –secondo Caramanico- il progetto della società petrolifera statunitense, dal momento che la localizzazione dell’impianto «ricade in una zona a squisita vocazione paesaggistica, non destinata ad attività produttive e dunque soggetta ai vincoli precedentemente citati».

«Ci chiediamo», conclude caramanico, «come il Presidente Chiodi non abbia posto lo stop all’iter del progetto sulla base di quella che è una legge della Regione Abruzzo, legge che il Governatore farebbe meglio a valutare nei suoi  aspetti portanti».

25/03/2011 8.32