Illegittima la revoca dell’incarico all’ex manager della Asl Catalano, condannata la Regione

Alessandro Biancardi

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VASTO. La revoca dell’incarico all’ex manager della Asl di Sulmona-Avezzano, Fulvio Catalano, è stata illegittima, e per questo la Regione Abruzzo dovrà corrispondere il compenso maturato sino alla naturale scadenza quinquennale prevista dalle parti.

E’ quanto ha stabilito il giudice del tribunale di Vasto, con sentenza del 18 marzo scorso, sul ricorso presentato dall’ingegner Catalano nei confronti della Regione Abruzzo.

Catalano, all’epoca dei fatti manager della Asl di Avezzano-Sulmona, era stato sollevato dal suo incarico dalla Giunta Del Turco che aveva disposto la revoca con delibera di Giunta regionale 1327 del 9 dicembre 2005.

Il Giudice, oltre a rilevare gravissime irregolarità formali dell’atto deliberativo, ha rilevato che né in sede amministrativa né nell’ambito del procedimento, la Regione Abruzzo ha compiutamente dimostrato la fondatezza delle condotte contestate e delle irregolarità ascritte a Catalano, né ha fornito la prova della particolare gravità ed urgenza che ha legittimato il provvedimento risolutivo.

Catalano era stato sollevato dall’incarico, e al suo posto nominato Giancarlo Moroni, per una presunta gestione ‘scellerata’ dell’azienda sanitaria che dirigeva.

Due, in particolare, le motivazioni avanzate dalla Giunta Del Turco a sostegno della sua decisione: innanzitutto un illecito utilizzo dei posti letto privati per il servizio sanitario pubblico; in secondo luogo a Catalano fu contestato di essersi rifiutato di dare seguito ai contratti che la Regione aveva stipulato a livello regionale con le strutture private accreditate, nonché alla gestione della tesoreria unica regionale, con la conseguenza che la Asl si era trovata nella impossibilità di eseguire i pagamenti correnti.

Da qui la decisione di sollevare Catalano dal suo incarico che però, secondo quanto ha stabilito ora il giudice di Vasto, è stata una decisione illegittima.

La sentenza del tribunale ha anche considerato non veritiera la necessarietà e l’urgenza della risoluzione adottata, né che è stato in alcun modo accertato e provato che sia stata svolta in sede amministrativa una accurata e dettagliata istruttoria al fine di accertare la fondatezza delle contestazioni mosse. 

Ha ancora precisato che a fronte della complessità delle contestazioni mosse al manager Catalano, a fronte dell’articolazione di tutte le questioni trattate, dei rilevanti interessi economici e diritti costituzionalmente coinvolti, sia stata svolta una procedura amministrativa viziata, caratterizzata da una anomala celerità nel corso della quale è stato ampiamente contratto il diritto di difesa di Catalano, che non ha potuto di fatto contestare e screditare tempestivamente e compiutamente le contestazioni che gli venivano mosse.

Secondo la sentenza, tra l’altro, la Regione Abruzzo non solo non è stata in grado di dimostrate la fondatezza e la correttezza delle generiche contestazioni mosse al professionista, ma soprattutto tale situazione è stata determinata da una colposa violazione degli ordinari criteri di diligenza ascrivibile all’ex manager.

Il Giudice ha inoltre riscontrato l'infondatezza dell'addebito mosso in ordine alla verifica della Guardia di Finanza che ha accertato un aumento ingiustificato della spesa pari a 9.000.000 di euro, dovuto all’utilizzo di posti letto autorizzati ma non accreditati, tanto che la Corte dei Conti ha archiviato il relativo procedimento.

Il Giudice, ancora, ha dato atto che non è stato in alcun modo contestato dalla Regione convenuta, né alcuna prova contraria è stata fornita a riguardo, in ragione dell’opera di risanamento delle finanze della Asl effettuato dal ricorrente, tenuto conto che la Giunta Regionale ha approvato i bilanci di esercizio degli anni 2002, 2003 e 2004. 

Il Giudice, infine, ha riconosciuto che dalla lettura della documentazione prodotta dai legali di Catalano, è emerso che i fatti denunciati dall’ex manager e le gravi irregolarità lamentate, siano stato oggetto di diversi procedimenti penali che hanno visto indagati i massimi esponenti della sanità abruzzese, procedimenti penali in corso di svolgimento. 

Grande soddisfazione hanno manifestato i difensori di Catalano, gli avvocati Carmine Di Risio e Marialucia D'Aloisio sia per l'esito del giudizio sia per i principi di diritto enunciati dal giudice che ha riconosciuto la correttezza e la serietà dell'operato dell’ex manager della Asl.

 

23/03/2011 13.06