Bullismo a Chieti, ai domiciliari tre componenti del gruppo

Alessandro Biancardi

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Bullismo a Chieti, ai domiciliari tre componenti del gruppo
CHIETI. Erano diventati il terrore dei ragazzini di Chieti, vittime di vessazioni, insulti, minacce e violenze di ogni genere, e neanche gli arresti del gennaio scorso ai danni di due di loro avevano fermato il resto della banda.

Mercoledì sera, però, i carabinieri di Chieti hanno messo la parola fine alle losche attività dei bulli a arrestato tre di loro, finiti ai domiciliari.

Le indagini dei carabinieri non si erano mai fermate da quando, lo scorso 19 gennaio, una delle giovani vittime si era fatta coraggio e aveva deciso di recarsi presso la caserma di via Ricciardi per denunciare le angherie che un gruppo di coetanei lo costringeva a subire.

I militari si sono messi subito a lavoro, giungendo in poco tempo all’arresto in flagranza di due componenti della banda. Due giovani poco più che ventenni residenti a Chieti.

Ma gli episodi di bullismo non si erano fermati, così i militari del nucleo operativo della compagnia di Chieti hanno proseguito le indagini e si sono messi sulle tracce degli altri individui ritenuti responsabili di gravi episodi di estorsione compiuti in vari momenti in danno dei ragazzi che solitamente frequentano il centro del capoluogo teatino e la zona della Trinità.

L’attività svolta dai carabinieri ha consentito di raccogliere in breve tempo utili informazioni. Fondamentale è stata la collaborazione dei ragazzini presi di mira e, in particolare, di uno di loro, R.L. di anni venti, che ha denunciato di essere stato ripetutamente vittima delle vessazioni e della richiesta di soldi da parte dei “bulli” del posto, confidando ai militari che le richieste erano così insistenti da scoraggiarlo dal frequentare il centro della città pur di non fare brutti incontri.

In un'occasione, inoltre, le loro minacce si sono concretizzate in una vera e propria aggressione e il ragazzo, fermato a muso duro da tre del gruppo, è stato costretto a consegnare il denaro che aveva con sé, pur di non incappare al momento in guai peggiori. Ma subito dopo ha trovato la forza di denunciare l’accaduto ai carabinieri e da lì i militari sono risaliti all’identità dei componenti della banda.
Così nella giornata di mercoledì i militari, individuati i responsabili, su disposizione della magistratura hanno dato esecuzione alla misura cautelare della sottoposizione agli arresti domiciliari nei confronti di altri due giovani appartenenti alla gang: C.F. di 25 anni e M.M. di 23 anni.

Inoltre le indagini hanno consentito la scoperta di ulteriori episodi che hanno portato nuovi elementi a carico di uno dei ragazzi arrestati a gennaio, il 23enne J.G., a carico del quale la magistratura ha emesso un’ulteriore misura cautelare della sottoposizione agli arresti domiciliari, eseguita sempre nella giornata di mercoledì dai militari dell’arma teatina.

 ddc  18/03/2011 10.39