Morte dell’operaio, la verità dall’autopsia: infarto o scarica elettrica?

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Sarà l'autopsia effettuata oggi pomeriggio dal medico legale Ivan Melasecca a chiarire le circostanze e le cause che hanno portato alla morte di Haralambe Ciuboteriu.

L’uomo, operaio edile di cittadinanza romena, è deceduto ieri mattina in un cantiere edile in un fondaco di vico Corsea 2 a Lanciano. In particolare, l’esame cadaverico dovrà confermare la morte per cause naturali – si sospetta un infarto – che secondo una prima ricostruzione della Polizia di Lanciano ha colpito il 44enne ieri mattina, mentre lavorava alla ristrutturazione di un immobile.

Secondo le testimonianze raccolte Ciuboteriu, 44 anni, era al primo giorno di lavoro e prima di accasciarsi al suolo, nel locale dove stava lavorando con un altro collega, ha preso un caffè nel bar antistante. Il titolare del bar lo ha visto barcollare prima di cadere a terra. Inutili i tentativi di soccorso, per il 44enne non c’era più nulla da fare.

Questa circostanza escluderebbe l'ipotesi dell'incidente sul lavoro, ma le indagini degli agenti del commissariato di Polizia proseguono anche in altre direzioni.

Una pista che non è stata esclusa è quella della morte a causa di una scarica elettrica che avrebbe letteralmente fulminato il rumeno. A supporto di quella che al momento è solo una delle ipotesi investigative, ci sarebbero gli accertamenti da parte della Polizia, che ha anche chiesto ai tecnici dell’Enel di staccare il contatore elettrico e mettere in sicurezza il cantiere.

Restano inoltre da accertare tutta una serie di irregolarità riscontrate in  materia di rispetto delle norme di sicurezza, tanto che la ditta edile - che stava svolgendo lavori di ristrutturazione nel locale adibito in passato a magazzino dall'affittuario, titolare di un forno molto frequentato della zona - sarebbe anche oggetto di probabili sanzioni amministrative. Per il momento il locale è stato sequestrato e sono intervenuti anche i tecnici della Asl per i rilievi in materia di sicurezza del lavoro.

L’inchiesta, affidata al pm Rosaria Vecchia della Procura della Repubblica di Lanciano, mira anche ad accertare la regolarità della posizione lavorativa di Ciuboteriu. Il fatto che fosse al suo primo giorno di lavoro – cioè che proprio nella giornata di ieri sia stata regolarizzata la sua posizione - dà adito quanto meno a qualche sospetto sulla possibilità che il lavoratore non fosse regolarmente assunto e che la sua posizione sia stata legalizzata proprio in coincidenza con il decesso. Su questo la polizia sta facendo gli accertamenti del caso anche per escludere ogni responsabilità della ditta esecutrice dei lavori rispetto alla morte dell’operaio.

Prove importanti, al proposito, potranno arrivare dai risultati dell’autopsia; se il 44enne non è morto a causa di un malore ma a seguito di una scossa elettrica, o comunque per cause non naturali, il suo cadavere porterà di certo i segni e potrà così far emergere circostanze che ora gli inquirenti tendono ad escludere. In questo caso, ovviamente, cambierebbe tutto il quadro investigativo, perché dalla morte per circostanze naturali si passerebbe all’incidente sul lavoro e dovrebbero essere accertate, di conseguenza, eventuali responsabilità di terzi.

Una volta conclusa l’autopsia, la salma rientrerà in Romania, a Sirte, dove risiedono la moglie e i due figli di Ciuboteriu, con l'aiuto della Croce Rossa Italiana, per lo svolgimento dei funerali.

15/03/2011 15.20