Chieti, il Tar sospende una parte dell’isola pedonale al Corso Marrucino

Alessandro Biancardi

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Chieti, il Tar sospende una parte dell’isola pedonale al Corso Marrucino
CHIETI. Fermi tutti: è sospesa la delibera 109 del Consiglio comunale di Chieti che vieta per alcune ore il transito nell’isola pedonale anche ai residenti di Corso Marrucino.

Questo ha deciso per il momento il Tar Pescara che il 24 marzo prossimo discuterà il merito del ricorso degli stessi residenti.

E’ la solita guerra di chi abita nel centro storico e che viene penalizzato dalla necessità di creare isole pedonali, in questo caso il Corso dello “struscio”?

Non sembra, a leggere il ricorso che ha convinto il Tar a concedere la sospensiva. Infatti sia la delibera, sia il successivo Regolamento comunale impediscono a quattro famiglie di uscire ed entrare nel proprio garage o negli spazi per il posto auto durante le ore serali, quelle appunto utilizzate per il passeggio (dalle 18 alle 20,30 nei giorni feriali e dalle 18 alle 21 nei festivi).

Questo atteggiamento viene contestato dai residenti, che vedono limitato in modo grave il loro diritto di parcheggiare sotto casa in quegli orari. Il che è tanto più grave, secondo i ricorrenti, perché il Comune conosceva questa situazione, ma non ha sentito ragioni. Del che è traccia nella discussione in aula quando il consigliere Emiliano Vitale ha fatto cenno a «quelle quattro persone che hanno il garage» sul Corso, «ritenendo evidentemente – si legge nel ricorso – che la misura dei loro diritti sia proporzionale al loro esiguo numero».

 Di qui la contestazione a tutto il procedimento che ha portato alla delibera ed al successivo regolamento, perché il Comune non ha nemmeno informato i residenti di questi cambiamenti in corso. Il ricorso di 30 pagine è in effetti una censura a tutto campo di un modo di amministrare la città che non tiene conto delle procedure, delle leggi e del buon senso.

«Eccesso di potere per irragionevolezza»: questo il rilievo più importante dei ricorrenti. In primis i titolari di queste rimesse non riescono a capire come possa il Comune bloccare la loro vita privata non per tutelare un bene artistico, ad esempio la pavimentazione di recente rinnovata (molti sanno che si circola anche sull’Appia antica….), ma solo per favorire 50 metri di isola pedonale. Inoltre si chiedono anche perché sia stato limitato ad 1 o 2 il numero dei loro permessi a guidare nella zona a traffico limitato, se in famiglia ci sono più patentati e più auto: cosa che non capita ai non residenti, ma proprietari di abitazioni, perché sui loro permessi è scritto che possono accedere con un più targhe. Invece secondo il regolamento, una famiglia di marito e moglie con due patenti che abita in corso Marrucino può avere un solo permesso. Chi esce in auto per andare a lavorare?

s. c.  08/03/2011 19.25