Raggiunta l’intesa per la Pierburg di Cerratina

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Raggiunta l’intesa per la Pierburg, azienda del settore automotive di Cerratina.

L’azienda, che produce pompe idrauliche e impiega circa 200 addetti, era oggetto di un piano di rilancio aziendale presentato lo scorso dicembre. Nella giornata di giovedì scorso è stato raggiunta l’intesa tra l’azienda e le organizzazioni sindacali. Al tavolo erano presenti i massimi dirigenti della Pierburg Europa, la Rsu aziendale ed i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm di Chieti, Biscotti, Labbrozzi e Manzi. L’intesa, che ora dovrà essere approvata dalle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori in programma giovedì prossimo, prevede il rilancio del sito abruzzese e la conferma della strategicità di Lanciano, così come previsto nell’accordo di Livorno.

Sono tre, in particolare, gli aspetti dell’accordo siglato tra azienda e sindacati: la conferma delle attuali produzioni di primo impianto (grandi volumi); la specializzazione del sito per la produzione della piccola serie per case automobilistiche prestigiose; la realizzazione di un polo di riferimento per quanto concerne la ricambi.

A breve saranno avviati studi di compatibilità con il piano al fine di iniziare trasferimenti, a partire da agosto prossimo, di linee di produzione dell’aftermarket presso Lanciano.

E’ stato inoltre stabilito che l’azienda lavorerà per garantire livelli occupazionali capaci di mantenere competitivo il sito di Lanciano. Comunque, qualora dovessero esserci esuberi, l’azienda si impegna a non procedere unilateralmente ed a ricercare soluzioni condivise per l’intera durata quinquennale del piano industriale.

«Ancora una volta si conferma la validità della lotta – ha sottolineato il segretario provinciale della Fiom Cgil Davide Labrozzi - Lo sciopero e l’occupazione dello stabilimento del 2009 e gli stati d’agitazione attuati successivamente hanno modificato radicalmente la posizione dell’Azienda». Labrozzi ha ricordato l’idea originaria di chiudere il sito, poi sostituita da un progetto di vendita che le organizzazioni sindacali considerarono un truffa.

«L’accordo siglato oggi – ha aggiunto il sindacalista della Fiom - dimostra che in presenza dei presupposti per discutere concretamente con le aziende, non aventi l’obiettivo di dividere il tavolo, ma di ricercare soluzioni vere, la Fiom resta nel merito delle questioni e trova soluzioni ai problemi della gente e delle fabbriche. La Fiom – conclude Labrozzi  firma responsabilmente gli accordi».

 05/03/2011 17.50