La Provincia di Chieti in difesa dei cristiani nel mondo

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La Provincia di Chieti difende la libertà religiosa dei cristiani nel mondo.

Il Consiglio provinciale di Chieti, nell’ultima seduta del 3 marzo 2011, ha infatti approvato un ordine del giorno sulla libertà religiosa dei cristiani presentato da Paolo Sisti, capogruppo del Pdl.

«Sono circa 200 milioni (dati Onu) i cristiani nel mondo che stanno subendo persecuzioni e violenze – ha dichiarato Paolo Sisti -  Il fenomeno si concretizza in episodi di intolleranza, fanatismo e violenza, come testimoniano gli ultimi cruenti ed incresciosi fatti che si sono verificati in Egitto a danno dei cristiani copti. Dinanzi a tali barbarie le Istituzioni italiane non possono rimanere silenti, ma devono assumere iniziative forti, ognuna per la propria competenza, tese a ribadire la tutela delle fedi religiose nel rispetto dei principio della reciprocità». Con il documento approvato il Consiglio impegna il presidente della Provincia e la Giunta a sostenere l’azione del Governo nazionale e dell’Unione Europea ad intraprendere iniziative idonee contro la persecuzione dei cristiani nel mondo.

«Dalla affermazione incondizionata della libertà religiosa – ha puntualizzato al proposito Paolo Sisti - derivano la pace e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’uomo, primo fra tutti quello della sacralità della vita umana, ma tale principio di civiltà non può valere a senso unico».

Un argomento di pace e solidarietà che non ha però fatto mancare battibecchi e polemiche all’interno del Consiglio comunale. «Mi rammarica – ha infatti concluso Sisti - che i consiglieri dei gruppi di minoranza Pd, Idv, Sel e Rifondazione Comunista, con la loro astensione, non abbiamo voluto condividere il documento con cui si condanna la persecuzione dei cristiani nel mondo e si chiede, più in generale, di garantire la libertà religiosa».

Sull’approvazione dell’ordine del giorno è intervenuto anche il consigliere dell’Udc Federico Fioriti: «Una comunità si definisce anche e soprattutto – ha detto - stabilendo quello in cui crede. Questo non significa voler “imporre” un credo, ma definire e rafforzare ciò che si è. Siamo cristiani e semplicemente stiamo ribadendo orgogliosamente di esserlo».

L’ordine del giorno è stato approvato con i voti favorevoli dei gruppi di maggioranza: Pdl, Udc, Mpa, Theatina per la Libertà e Costituente di Centro.

05/03/2011 10.19