Frode fiscale, sequestrati 2 mln di euro di beni a due imprenditori. Indagato anche un sindaco

Alessandro Biancardi

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COLONNELLO GABRIELE MISERI

COLONNELLO GABRIELE MISERI

LANCIANO. A dicembre scorso l'imprenditore Carlo Cericola di 47 anni era stato arrestato insieme ad un altro imprenditore, Vincenzo Pomilio, di 45 anni, per una frode fiscale e fatture false per oltre 2,5 milioni di euro.

Oggi, sempre nell'ambito della stessa operazione la sezione Tributaria della Guardia di Finanza di Chieti, coordinata dal colonnello Gabriele Miseri, ha eseguito un sequestro preventivo per equivalente di beni per oltre 2 milioni di euro.

Così questa mattina, su disposizione del gip di Lanciano, Massimo Canosa, è scattato il sequestro dei beni riconducibili ai due. L'operazione è stata condotta da 30 uomini della Guardia di Finanza che hanno messo i sigilli a 25 quote parte di appezzamenti di terreno; 82 quote parte di unità immobiliari, alcune delle quali in costruzione, 29 autoveicoli e 4 motocicli, 24 posizioni bancarie e/o postali, un ramo d’azienda e le quote societarie di una s.r.l.

Pochi giorni prima dell'arresto Cericola si era aggiudicato l'appalto per la messa in sicurezza della discarica di Bussi (che non ha nessun tipo di collegamento con l'inchiesta della Finanza).

L’ indagine che va avanti da mesi ha permesso di scoprire un sistema fraudolento posto in essere da Vincenzo Pomilio finalizzato ad evadere il fisco attraverso la sistematica costituzione di società fittizie e l'emissione e l'utizzo di fatture per operazioni inesistenti. L'imprenditore, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, operava, con apposita delega dei prestanomi, su tutti i conti intestati alle imprese.

Di contro il soggetto utilizzatore, Cericola, nonchè altri 8 indagati- provvedevano ad annotare le fatture fittizie in contabilità ed ad  utilizzarle nella  dichiarazione annuale dei redditi per ottenere  consistenti risparmi d’imposta. Le fittizie prestazioni erano “pagate” con somme tratte dai conti correnti intestati alla società. Le somme ricevute in pagamento, dopo essere state versate sui conti della società emittente, erano restituite in parte ai soggetti utilizzatori attraverso l’emissione di assegni  negoziati per cassa.

 Facendo questo si è consentito alla società utilizzatrice la riduzione degli utili da tassare e la costituzione di un falso credito d’iva  in sede di dichiarazione annuale d’imposta. Ai titolari delle società (emittenti ed utilizzatrici), invece, è stata consentita l’acquisizione d’ingenti disponibilità finanziarie e bancarie, tali da permettere la costituzione  di fondi nascosti da usare per  l’acquisto “in nero” di merce e l’accumulazione di una consistente ricchezza di natura illecita, ossia composta dai soldi derivanti dalle movimentazioni finanziarie delle fatture false.

04/03/2011 17.07

INDAGATO ANCHE IL SINDACO DI ROIO DEL SANGRO

 In tutto, le ditte coinvolte sono dieci, ma solo una minima parte sono quelle realmente operanti, mentre le altre sono tutte società di comodo, vuote e utili solo per l’emissione delle false fatture.

Il ruolo chiave secondo gli investigatori sarebbe quello svolto da Pomilio che sarebbe stato in grado di tessere una tela di interessi tra aziende vere o presunte. Cericola a sua volta utilizzava le fatture false emesse da società che formalmente non appartenevano a Pomilio, ma che in realtà erano riconducibili a lui.

Tra gli indagati figura anche il sindaco di Roio Del Sangro, Giuseppe Cavorso, poiché titolare di una delle ditte attenzionate dagli investigatori che si prestava a fare false fatture. L’indagine avrebbe ricostruito i diversi rapporti tra gli indagati, tutti legati da amicizia e da rapporti di lavoro poiché operanti nel settore edile e delle costruzioni.

I sequestri avviati questa mattina hanno tuttavia lasciato nella disponibilità delle società e degli indagati i beni affinchè le ditte realmente operanti possano continuare a lavorare.

Con il sequestro per equivalente i proprietari però non potrano più disporre la vendita dei beni che alla fine del procedimento giudiziario -in caso di condanna- saranno venduti all’asta per rimpinguare le casse dello Stato frodato.

Al momento dunque anche per la ditta Cericola non dovrebbero esservi problemi per ottemperare ai lavori già commissionati come la messa in sicurezza della discarica di Bussi. Il livello di attenzione però rimane alto.

 04/03/2011 18.40