Comune Chieti, nasce l’Intergruppo Udc, Fli, Aceto: rimpasto in vista?

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2434

CHIETI. Nasce l’Intergruppo “Udc, Fli e Liberato Aceto” all’interno della maggioranza al Comune di Chieti.

Si tratta dell’inizio di un percorso politico che dovrebbe arrivare alla creazione di una casa dei moderati e ad un confronto più aperto sulle decisioni dell’amministrazione. Insomma più dialogo all’interno della maggioranza, più confronto anche con le opposizioni e soprattutto un nuovo atteggiamento rispetto all’Istituzione “Comune” che non è espressione della maggioranza, ma di tutti i cittadini. Ad illustrare questa posizione in un incontro con la stampa alla Provincia, i consiglieri Udc, con Andrea Buracchio, il Fli con Silvio Tavoletta e Alessandro Carbone, ed infine Liberato Aceto. Il clima era quello del “volemose bene”, ma dietro il progetto politico non bellicoso si cela qualche ostacolo per il sindaco in carica. E così il passaggio politico del Bilancio si annuncia complicato per Di Primio.

In fibrillazione sono soprattutto queste componenti interne alla maggioranza di centrodestra che si sono unite in un patto operativo per decidere di volta in volta se votare o no i provvedimenti dell’amministrazione comunale. La decisione che è stata presa stavolta è di votare comunque il Bilancio, facendo buon viso a cattivo gioco. Molti sono infatti i tagli operati dall’assessore Roberto Melideo, a fronte delle diminuite rimesse da parte di Stato e Regione che di fatto hanno smentito l’utilità della “filiera istituzionale”: in campagna elettorale si era detto infatti che sarebbe stato un vantaggio per Chieti avere lo stesso partito, e cioè il Pdl, al potere alla Provincia, alla Regione ed al Governo.

Cosa che non è avvenuta, tanto che l’assessore ha dovuto fare i salti mortali per presentare un Bilancio decente. Però ci sono stati molti tagli e su questo la componente interna della coalizione esprime qualche dissenso per il metodo con cui è stata stretta al cinghia.

«Non siamo degli irresponsabili – spiega Alessandro Giardinelli, Udc – e comprendiamo le difficoltà di questo Bilancio con tutte le ristrettezze che ci sono. Apprezziamo anche che i tagli minori sono stati fatti per il sociale, per gli eventi e per i Lavori pubblici, così il Comune offre una risposta intelligente ai problemi della città e dei cittadini. Forse un maggiore coinvolgimento nella gestione di questi tagli andava fatta, per evitare che alcuni assessori restino forti ed altri no».

 Proprio questo è il punto di dissenso politico: se proprio non si possono spalmare meglio le ristrettezze, forse si potrebbe pensare ad un rimpasto delle deleghe, sembrano pensare queste componenti della maggioranza. In pratica gli Eventi sono nella delega del sindaco, il Sociale è dell’assessore Emilia De Matteo, ex Forza Italia, ed i Lavori pubblici sono nella delega di Mario Colantonio, ex An. Agli altri le briciole, chi può spendere sono solo in tre. Il che non è gradito per ragioni elettorali alle altre componenti che scalpitano per contare di più nell’amministrazione comunale. Al rimpasto pensano pure i delusi (in particolare i 4 accreditati come Forza del sud) che a cena in questi giorni hanno accarezzato il progetto di contare di più in Consiglio comunale. Altro elemento di fibrillazione nel Pdl è la prova di forza che il vicesindaco Bruno Di Paolo ha dato con il congresso del suo partito “Giustizia sociale”. Questa esibizione, non solo muscolare, ha messo in allarme il Pdl che si vede sfilare la sua base popolare e molti temi politici dalla facile presa: i problemi del lavoro, l’assistenza sanitaria, gli anziani. Che sia in discussione anche la poltrona del vicesindaco che qualcuno non vuole far crescere?

Sebastiano Calella  02/03/2011 16.35