Francavilla, Angelucci ed otto assessori segnalati alla Corte dei conti

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. Roberto Angelucci, in qualità di sindaco, ed otto assessori della sua Giunta: Giuseppe Pellegrino, Daniele D’Amario, Rocco Moroni, Carmine Campli, Anna Maria Chiementa, Luciano Orsini, Nicola De Francesco.

Sono questi gli amministratori di Francavilla al mare che hanno firmato le delibere con le quali – secondo l’inchiesta della Gdf di Chieti - è stata agevolata la prescrizione dei canoni enfiteutici, cioè quegli affitti che debbono pagare i cittadini che posseggono terreni o case che anticamente erano di proprietà comunale e che non sono stati affrancati.

Ora a questi nove segnalati la Corte dei conti potrebbe chiedere il danno erariale di 1,143 mln non riscossi dal Comune.

«Un’omessa riscossione» di 351 mila euro per il 2005 e 2006, mentre la differenza per arrivare alla cifra totale è stata calcolata considerando anche gli anni precedenti prescritti dal 2001.

«Le delibere di Giunta hanno evidenziato precise responsabilità – secondo la GdF – rispetto alla volontà di non portare a compimento l’attività di accertamento e quindi di riscossione, in particolare per il 2005», anno per il quale – secondo gli accertamenti della Finanza – i dati erano ormai pronti ad opera delal società Sertec, che nel 2002 era stata incaricata di accertare questi canoni.

Le delibere incriminate sono tre e secondo l’indagine dimostrerebbero la volontà di non far pagare i cittadini obbligati, essendo molto generiche le motivazioni del rinvio. La numero 476 del 19 maggio 2005 decise di “soprassedere alla riscossione”, adducendo come spiegazione la mancanza di calcoli precisi. C’è poi la 743 del 28 luglio stesso anno, in cui il rinvio viene votato per ulteriori “approfondimenti”. Infine la delibera 249 del 3 aprile 2008 (pochi giorni prima delle elezioni e quindi al termine del mandato di Angelucci) decise la revoca alla società Sertec che precedentemente era stata incarica dell’accertamento e della riscossione di questi canoni enfiteutici.

Con quest’ultima delibera si decise anche di affidare uno studio di fattibilità alla Risco, la società di riscossione interna partecipata dal Comune. Ma di questo studio però non si è trovata traccia, forse per la difficoltà incontrata dagli inquirenti di reperire in ordine la documentazione del Comune. Come sconosciuta è anche la conclusione, se c’è stata, del contenzioso con la Sertec di Sara Di Muzio, la società che era stata incaricata dell’accertamento di questi canoni e che aveva prodotto i primi risultati, poi disconosciuti dall’amministrazione Angelucci.

Il conseguente mancato incasso dei canoni non ha infatti consentito il pagamento dell’aggio alla Sertec, che come da contratto doveva riscuotere il 10% dell’incasso.

«Questa attività investigativa sui canoni enfiteutici fa seguito – nota la GdF – a precedenti indagini sul comune di Francavilla al mare che hanno evidenziato gravi irregolarità relative all’illecito ricorso ad operazioni di factoring (il prestito della Banca Ifis, ndr) e all’affidamento della Piscina comunale ad una società privata senza alcun corrispettivo, con ingenti danni erariali».

Insomma si sarebbe di fronte, secondo quanto emerso dalle indagini, a «conclamate condotte abusive» che hanno provocato danni erariali a causa della ripetuta inerzia con cui è stato affrontato il problema della riscossione dei canoni enfiteutici.

Una tirata d’orecchie anche all’amministrazione Di Quinzio, che ha fatto scoppiare questo caso, ma che non ha fatto altro per la riscossione. Il mancato coinvolgimento nell’inchiesta degli ultimi amministratori è però dovuto al fatto che non c’è danno erariale in quanto questi canoni non sono ancora prescritti a differenza degli altri.

Sebastiano Calella 01/03/11 7.58