Centrali biomasse, discariche e altri impianti: la Frentania bombardata da inquinamento

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. L’associazione Nuovo Senso Civico non si arrende e prosegue senza tentennamenti la sua battaglia a favore dell’ambiente.

LANCIANO. L’associazione Nuovo Senso Civico non si arrende e prosegue senza tentennamenti la sua battaglia a favore dell’ambiente.

Si riaccende, così, il fuoco della polemica sul progetto di realizzazione della centrale a biomasse di Treglio e sull’analogo progetto a Guardiagrele. L’associazione continua a dare vita a una serie di iniziative. Sta ‘pattugliando’ il centro urbano di Treglio strada per strada, per raccogliere le firme necessarie alla petizione contro l’impianto e ha organizzato, per il prossimo 13 marzo (ore 17 presso il Palazzo degli Studi di Lanciano), un convegno sul tema “Inceneritore per biomasse: fonte di guadagno per i proprietari, fonte di inquinamento per la collettività”.

Nel mirino del Nuovo Senso Civico, ancora una volta, è finito Antonio Di Nunzio, vice sindaco di Treglio, progettista e proprietario dell’inceneritore per biomasse, tanto che l’associazione ha definito la centrale la «grossa stufa dell’ingegnere e vicesindaco». L’associazione non trascura la realizzazione di un analogo impianto a Guardiagrele, ma sottolinea che qui, a differenza di quanto avviene a Treglio, i cittadini ed alcuni politici si sono opposti. Da parte degli amministratori frentani, invece, neanche una parola: «Siamo stanchi di ripetere quotidianamente che i politici devono fare gli interessi dei cittadini – sottolineano i responsabili di Nuovo Senso Civico - purtroppo, tranne rare eccezioni, questo non accade quasi mai».

OLTRE VENTI IMPIANTI INQUINANTI

Ma non è solo la centrale di Treglio a inquinare l’area frentana, ‘bombardata’ – nel vero senso della parola – da decine di impianti inquinanti. Secondo la denuncia dell’associazione, infatti, l’inceneritore di Treglio inquinerà un'area di 20 chilometri quadrati, praticamente tutta la Frentania, a cui si devono sommare tante altre fonti di inquinamento: i due inceneritori e la turbogas di Ortona; pozzi petroliferi in mare e in terra; Turbogas di Ortona (105 MW); Turbogas di Gissi (850 MW); Turbogas Sevel (100 MW); inceneritore di rifiuti tossici e nocivi Laterlite di Lentella; inceneritore per biomasse ad Ortona; stoccaggio di Koke ad Ortona (scarti di lavorazione del petrolio); discarica di rifiuti tossici e nocivi di Rocca San Giovanni; discarica di rifiuti tossici e nocivi Bosco Mottille San Salvo; discarica di Cerratina a Lanciano; Akea di Orsogna; Ciaf di Atessa; discarica abusiva di rifiuti pericolosi della camorra a Tollo.

In fase di autorizzazioni o costruzione ci sono inoltre: raffineria e pozzi di gas a Bomba; discarica di Amianto ad Ortona; Centro Oli di Ortona; inceneritore per biomasse a Castelfrentano; inceneritore per biomasse di Vasto 1; inceneritore per biomasse di Vasto 2; linea elettrica ad alto voltaggio di Terna.

Oltre venti impianti che rischiano di creare danni irreparabili per la salute di migliaia di cittadini. «Dopo tutto questo – tuona l’associazione ambientalista - qualcuno ha mai sentito un sindaco, un consigliere comunale, provinciale o addirittura regionale della Frentania, difendere la salute e gli interessi dei propri concittadini? Se ne conoscete qualcuno fateci un fischio. Pretendiamo da questa classe dirigente – conclude Nuovo Senso Civico – dignità e rispetto per i cittadini».

 E ORA SPUNTA UN ANALOGO IMPIANTO A GUARDIAGRELE

Dopo Treglio anche Guardiagrele si prepara alla battaglia contro l’inceneritore. L'amministrazione guidata dal sindaco Sandro Salvi starebbe infatti valutando la realizzazione di un impianto da 1 megawatt nella zona industriale di Piano Venna. Contro il progetto si è già schierato apertamente Franco Caramanico, ex sindaco di Guardiagrele ed ex assessore regionale all'Ambiente. Proprio da amministratore regionale, infatti, Caramanico aveva elaborato il nuovo Piano energetico regionale, poi modificato dalla Giunta di centrodestra in carica, nel quale, però, non c'era la previsione di simili impianti, perché sarebbero stata necessaria materia prima in quantità poco realistiche per la composizione del paesaggio abruzzese.

Sull’impianto in fase di progettazione a Guardiagrele è intervenuta anche l’opposizione comunale, che ha sollevato sospetti circa la ‘fretta’ con cui si sta compiendo l’iter di preparazione alla realizzazione della centrale. L’amministrazione Salvi avrebbe infatti saltato il passaggio in commissione Edilizia per far approdare il progetto direttamente alla commissione Assetto del territorio, che è soltanto consultiva.

E anche l’associazione Nuovo Senso Civico ha assicurato che si batterà con ogni forza contro la realizzazione dell’ennesimo impianto che rischia di minacciare irrimediabilmente la tutela dell’ambiente.

Daniela Di Cecco  26/02/2011 11.44

«ABBIAMO INTRAPRESO LA VIA DELLA SOSTENIBILITA’»

«Laterlite è un'azienda che ha intrapreso da molti anni la via della sostenibilità», replicano dall’azienda, «prima in Italia a diffondere la cultura dell'isolamento termoacustico in edilizia. Il nostro ciclo produttivo utilizza combustibili alternativi non rigenerabili e ciò consente di risparmiare combustibili fossili, il tutto nel più ampio
rispetto per l'ambiente, con emissioni molto contenute in atmosfera. Abbiamo impianti all'avanguardia in Europa ed il ciclo dell'Argilla Espensa è considerato tra quelli più sostenibili tra i materiali per l'edilizia. Siamo un'azienda trasparente e ad altissima tecnologia e sensibilità ambientale. Laterlite ha intrapreso da anni un percorso di sostenibilità globale», prosegue l’azienda, «con la progressiva sostituzione di combustibili non rinnovabili, come metano, gasolio e carbone, con combustibili secondari e non rigenerabili, che hanno un potere calorifico residuo che può e deve essere riutilizzato. Il risparmio di minerali fossili, secondo lo schema indicato dal Protocollo di Kyoto e più recentemente  dall’Europa 2020, avviene con controlli rigorosi che prevengono rischi per l’ambiente e portano alla generazione di nuova energia. Attualmente i combustibili alternativi sono utilizzati negli impianti di Rubbiano di Solignano e Lentella». 21/11/2011 18.15