Cup di Chieti la denuncia degli operatori: «senza sicurezza, con difficoltà economiche e personale»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Le code e i disservizi aumentano mentre «la dirigenza latita».

La situazione del Cup di Chieti alta rischia di scoppiare da un momento all’altro. Nessuna sicurezza, condizioni economiche non adeguate e carenza di personale. Una situazione che ha conseguenze, chiaramente, sui servizi agli utenti, ma che penalizza in modo pesante soprattutto il personale.

La denuncia arriva direttamente dagli operatori degli sportelli Cup presso l’ex ospedale Santissima Annunziata di Chieti centro ma che accomuna, in parte, anche gli altri sportelli della città: quello di Chieti Scalo e quello presso il nuovo ospedale di Colle dell’Ara.

Ieri pomeriggio gli operatori – una decina in tutto – si sono incontrati per trovare una linea comune in vista dell’incontro che si svolgerà domani, venerdì 25 febbraio, con la dirigente del Cup Lanciano-Vasto-Chieti, la dottoressa Mariangela Galante.

Un incontro che servirà proprio ad analizzare, e si spera affrontare, i tanti problemi che affliggono i Cup di Chieti, ma che non sono da meno nei distretti di Vasto e Lanciano.

Innanzitutto il problema sicurezza. «I nostri sportelli – denunciano gli operatori – sono ubicati in una sede (quella del vecchio ospedale) in cui manca ogni standard di sicurezza e garanzia per l’incolumità nostra e degli utenti».

Non ci sono sistemi di sorveglianza né ‘fisica’, né informatica. Presso il Cup di Chieti alta, infatti, non è prevista un’attività di controllo da parte delle guardie giurate o altro personale, ma non sono stati installati neanche sistemi di videosorveglianza, come le telecamere a circuito chiuso.

Manca ogni altro tipo di protezione, dai vetri antiproiettili a ogni altra misura di tutela degli operatori e sicurezza degli sportelli.

Chiunque può entrare indisturbato negli uffici del personale o accedere alla cassaforte, come è accaduto qualche giorno fa a Lanciano.

«Siamo potenzialmente soggetti ogni giorno a furti e rapine – lamenta il personale – lavorare con questo rischio e questa preoccupazione non è certo positivo. Abbiamo segnalato questa situazione tante volte ai nostri superiori, ma finora non è stato fatto nulla».

Ma quello della sicurezza non è l’unico problema del Cup di Chieti centro. Manca il personale, il sistema informatizzato per la gestione delle prenotazioni funziona a singhiozzo e tutto questo comporta code e disagi per gli utenti.

Per quanto riguarda il personale, presso gli sportelli dell’ex ospedale lavorano tre operatori. Uno di essi, però, è in malattia da una decina di giorni e non è stato ‘rimpiazzato’, così i due che restano devono operare su tre sportelli con gli inevitabili disservizi che questo comporta.

Si crea infatti grande confusione tra chi deve fare la coda solo per pagare il timbro, perché esente da ticket (che ha uno sportello a parte, proprio quello dove manca l’operatore), e chi invece deve effettuare anche il pagamento.

La più immediata conseguenza è che aumentano le code e gli utenti si lamentano. In questi giorni, per esempio, l’orario di chiusura agli utenti (12.15) viene immancabilmente prorogato di un’ora, così che gli operatori non riescono più ad effettuare il lavoro di back-office.

Altro problema che crea disagi e malumori per operatori e utenti è il malfunzionamento del sistema informatico: «Si blocca di continuo o si spegne da solo – denunciano gli operatori – e ogni volta bisogna staccare il sistema e farlo ripartire daccapo, con gravi ritardi sulla nostra tabella di marcia».

Non mancano, per gli operatori del Cup, le difficoltà economiche. In particolare, gli operatori lamentano il mancato pagamento dell’indennità di cassa, che spetta a qualunque lavoratore pubblico che abbia a che fare con i pagamenti. Secondo il contratto nazionale, infatti, chi maneggia denaro e ne è responsabile riceve come indennità il 5% in più della paga base.

«Questo avviene regolarmente in altri Cup, per esempio in quello di Lanciano – denunciano gli operatori di Chieti – mentre a noi non viene versata nessuna indennità e se ci sono degli ammanchi, degli errori, dei conti che non tornano, dobbiamo rimetterci noi». Da parte degli operatori del Cup di Chieti centro, anche una precisazione in merito alle prenotazioni per la mammografia.

«Sono ancora bloccate – precisano – e non è affatto vero che sono ripartite». Ma cos si può fare per risolvere, o almeno ridurre, i disagi per gli operatori, e quindi i disservizi per gli utenti?

Una prima risposta potrebbe arrivare dall’incontro in programma domani con i vertici del Cup. Anche se l’atteggiamento avuto finora non lascia ben sperare: «La dirigenza è stata totalmente latitante», concludono gli operatori.

d.d.c. 24/02/2011 11.58