Parcheggio a San Giuseppe, utile ai cittadini o solo uno spot elettorale?

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. L’Ater riapre il parcheggio sotterraneo nel quartiere San Giuseppe a Lanciano.

Trentuno posti auto che nel giro di breve tempo saranno messi a disposizione di cittadini e Comune – alcuni saranno riservati ai mezzi della Polizia municipale – in una zona dove i parcheggi rappresentano un problema soprattutto di domenica, quando gioca nel vicino stadio la Virtus Lanciano.

Una bella notizia? Non per il circolo cittadino dell’Italia dei Valori, secondo cui i problemi per il quartiere sono ben altri.

Nel quartiere San Giuseppe, infatti, i netturbini non sarebbero tenuti a fare le pulizie, l’erba delle aiuole non viene falciata dal Comune, l’arredo urbano non viene mantenuto, la domenica i tifosi invadono le strade ed i vigili pare che dichiarino di non essere competenti ad intervenire su suolo “privato”, salvo che per l’ostruzione di passi carrai.

Il Comune si ritiene esonerato in quanto i terreni su cui sono state costruite le case appartengono all’Ater. L’Ater, a sua volta, non avrebbe i soldi necessari per pagare chi dovrebbe effettuare queste attività. Risultato: il quartiere è all’abbandono e i cittadini si sentono discriminati.

«Nei prossimi giorni andremo in tutte le case del quartiere a spiegare questa situazione – assicurano Gabriele Di Bucchianico, responsabile regionale Ambiente IdV, e Michele Marino, coordinatore cittadino - Diremo a tutti che il Comune non vuole spendere 3.000 euro per non assumersi l’onere di provvedere alle pulizie, allo sfalcio dell’erba, alla manutenzione delle panchine».

I problemi del quartiere San Giuseppe sarebbero tutti in ‘soli’ (per l’amministrazione comunale) tremila euro?

E’ quanto sostiene l’Idv, secondo cui da un paio d’anni l’Ater ha offerto al Comune di acquisire gratuitamente i suoi terreni (strade, aiuole, ecc) con il solo onere di compartecipare alle spese del tecnico che deve individuare i terreni rimasti all’Ater dopo la vendita di alcune case ai privati.

Costo complessivo: circa 6.000 euro (3.000 per l’Ater, altrettanti per il Comune). Eppure non si arriva a nessuna conclusione: il tecnico non viene nominato, lo sporco non viene rimosso, l’erba non viene falciata.

Altra questione è quella del parcheggio interrato. I 31 posti auto, costati 800 milioni delle vecchie lire, per 10 anni sono stati chiusi e l’area trasformata in una discarica a cielo aperto, dove i rifiuti l’hanno fatta da padrone.

Adesso i blocchi saranno rimossi e il parcheggio riaperto, come annunciato dal commissario dell’Ater, Tobia Monaco.

La riapertura è frutto di un accordo siglato tra Ater e Comune con il quale quest’ultimo si assicura almeno cinque posti auto riservati ai mezzi della Polizia municipale, visto che la sede del Comando sarà spostata proprio nei pressi del posteggio.

Per questo è stato predisposto anche un bando per l’assegnazione dei posti. Ma per l’Italia dei Valori si tratta di una decisione solo strumentale: «Il parcheggio – sottolineano i dipietristi - è già stato offerto invano una volta (al costo di 50 euro al mese). Hanno risposto solo in cinque. Tra assicurazione, manutenzione e pulizia costerà un sacco di soldi».

Le motivazioni della riapertura del parcheggio, secondo l’Idv, sono ben altre: «A meno che, dopo aver fatto trascorrere inutilmente due anni, ad un mese dalle elezioni questa Amministrazione inconcludente, ma opportunista, non inventa una inaugurazione di facciata degna dei migliori film di Totò e Peppino».

 23/02/2011 14.19