Parco Majella, nominato commissario Franco Iezzi, ed è suibito polemica

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La nomina del nuovo Commissario del Parco nazionale della Majella non ha lasciato indifferenti i sindaci dei Comuni che rientrano nel Parco.

Soprattutto gli amministratori del territorio Chietino, che occupa la maggior parte del Parco nazionale della Majella, infatti, contestano la decisione di nominare commissario dell’ente il direttore del Consorzio Industriale di Sulmona, Franco Iezzi.

«L’ennesima privazione al territorio, l’ennesimo depauperamento di una zona dell’Abruzzo e della sua ‘rappresentatività’, troppo spesso trascurata», dicono.

La pensano così i sindaci di Fara San Martino (Antonio Tavani), Civitella Messer Raimondo (Paolo Di Giuglielmo), San Valentino in Abruzzo Citeriore (Angelo D’Ottavio) e Roccamorice (Antonio Carmine Del Pizzo).

Gli amministratori, in particolare, contestano la scelta di individuare un commissario di Sulmona, che quindi non conosce il territorio e i problemi che le popolazioni del parco vivono quotidianamente.

Quella dell’Ente Parco è una nomina politica – sembra ‘sponsorizzata’ dalla parlamentare Paola Pelino, che guarda caso arriva proprio da Sulmona, e che avrebbe ‘caldeggiato’ il nome di Iezzi presso il ministero di Stefania Prestigiacomo.

Un ‘patto’ tra donne (sempre se le voci corrispondessero alla realtà) che non è andato giù ai quattro sindaci, che ora chiedono al ministro di fare un passo indietro e ritornare sulla sua decisione.

«Non è una questione politica ma territoriale – puntualizza Paolo Di Guglielmo, sindaco di Civitella Messer Raimondo – perché ancora una volta siamo stati penalizzati, esclusi, tagliati fuori da ogni decisione».

La scelta di Iezzi è stata infatti presa senza alcuna concertazione, senza nessun tavolo di confronto con i sindaci che conoscono il territorio e possono quindi meglio comprendere le sue esigenze.

Il Parco nazionale della Majella abbraccia tre province (L’Aquila, Chieti e Pescara), ma è quella chietina ad ‘occupare’ maggiormente il territorio.  

Il primo cittadino di Civitella Messer Raimondo insiste proprio sull’aspetto della territorialità, sottolineando che gestire un’area come quella del Parco senza conoscerne il tessuto, la natura, non può portare a nulla di buono.

«Chi più di noi sindaci – aggiunge Di Gugliemo – conosce le difficoltà del nostro territorio, e sa come intervenire? E invece non siamo stati neanche interpellati, non c’è stata data voce in capitolo».

I sindaci del Chietino per ora si limitano ad esprimere grandissima delusione, ma nei prossimi giorni sono pronti a verificare anche eventuali cause di incompatibilità per chiedere la revoca della nomina a Iezzi.

«Siamo delusi dal metodo utilizzato – sottolineano - oltre che dalla scelta effettuata. Nei prossimi giorni ci preoccuperemo di verificare anche le eventuali cause di incompatibilità, ma resta la grande delusione per una valutazione che potrebbe essere stata condizionata dalla fretta di dare un governo, a questo punto auspichiamo provvisorio, all’Ente».

Concludono i primi cittadini: «Ci auguriamo che il ministro raccolga questa nostra protesta e voglia tornare sulla sua decisione, evidentemente frettolosa, priva di concertazione territoriale e, speriamo, anche politica».

Tra l’altro sono in subbuglio anche altri amministratori della provincia dell’Aquila che, con molta probabilità, nelle prossime ore, si uniranno al coro di protesta.

 23/02/2011 13.40