Rischio estrazione, D'Orsogna contro Crescenti: «non è attendibile». Il geologo replica

Alessandro Biancardi

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Rischio estrazione, D'Orsogna contro Crescenti: «non è attendibile». Il geologo replica
ABRUZZO. Le polemiche, i contrasti, i dubbi e le paure sul petrolio in Abruzzo sembravano storia finita.

Invece da settimane l'argomento è tornato ad essere caldo perché l’opinione pubblica ed imovimenti ambientalisti hanno capito che c’è una volontà che sembra andare verso la petrolizzazione o comunque verso le perforazioni (Chiodi ha detto per esempio sì al gas…).

 Ci sono stati convegni e dibattiti di quanti sono a favore e anche di quanti sono contrari. Un punto d'incontro non si trova, ormai è certo, perchè ognuna delle due parti resta ancorata alle proprie convinzioni, ai propri studi e talvolta anche alle proprie ideologie.

Ha fatto discutere e scatenato chi è contrario al petrolio una intervista che avevamo realizzato qualche giorno fa a Uberto Crescenti, già presidente per 6 anni della Società italiana di Geologia, che sostiene che «il gas a Bomba si può estrarre e non succederà nulla».

«Ma quale rischio Vajont», ha detto il geologo, «è la solita tecnica di evocare tragedie per mettere in cattiva luce un’operazione che può o non può essere condivisa, ma solo su basi scientifiche e non emotive».

La docente Maria Rita D'Orsogna, di origine ortonose ma che vive nei Stati Uniti e che da mesi è in prima linea nella battaglia anti petrolio, ha fatto una piccola ricerca tra documenti noti e rinvenibili sul web che attesterebbero  un presunto latente conflitto di interesse dello studioso Uberto Crescenti. Per la D’Orsogna Crescenti  «non è attendibile».

Perchè? Il professore «è stato a capo del progetto Majella Petroleum System e Task Force Majella per conto del dipartimento di geologia di Chieti, sponsorizzato dall'Eni per otto anni e l'unico scopo era quello di studiare i metodi ottimali di trivellare la Majella allo scopo estrattivo».

Lo scopo dichiarato di questo studio era di creare strumenti per l'esplorazione e la produzione delle riserve di idrocarburi, in particolare dalla parte nord della montagna, secondo quello che loro chiamavano "Majella Petroleum System”. Il progetto partì nel 1998 e l'Eni decise di sponsorizzare lo studio assieme ad altre ditte petrolifere, fra cui la Norsk-Hydro Norvegese. In precendenza c'erano già state la Exxon-Mobil americana e la British Gas.

«Il popolo d'Abruzzo non ne ha saputo niente ed è stato solo grazie alle indagini dei cittadini», dice D'Orsogna, «incluse quelle della sottoscritta, che la verità è venuta a galla. Direi che il professor Crescenti quanto meno ha da spiegare questo conflitto di interessi nell'essere sponsorizzato dall'industria del petrolio e allo stesso tempo affermare che non c'è rischio alcuno per la popolazione se la Forest Oil trivellerà il lago di Bomba».

Ma gli ambientalisti hanno spulciato anche il curriculum di Crescenti e hanno scoperto che «ha lavorato come geologo per la ricerca di idrocarburi per conto della Montecatini, per circa 10 anni, dal 1958 al 1968. La Montecatini poi diventò Montedison». 

Nei giorni scorsi contro l'opinione di Crescenti si era schierato anche Francesco Stoppa,  geologo e professore ordinario del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università D'Annunzio.

«L’estrazione di gas comporta subsidenza, incidenti, inquinamento e perturbazione del sistema geologico profondo. A questo quadro di pericolosità si deve sommare il rischio dovuto alla sismicità dell’area».

D'Orsogna decide quindi di confrontare 'l'indice H' (proposto nel 2005 da Jorge E. Hirsch dell'università della California a San Diego per quantificare la prolificità e l'impatto del lavoro degli scienziati, basandosi sia sul numero delle loro pubblicazioni che sul numero di citazioni ricevute) tra i due.

«Secondo il sito americano Isiknowledge», dice D'Orsogna (che rende noto il proprio indice pari a 9) Stoppa ha H-index 15, Uberto Crescenti 1. «Maggiore e l'H-index, più influente è considerato l'accademico in questione».

«ll professor Crescenti», continua la D'Orsogna, «dice di non volere assumere posizioni ideologiche. Lo stesso ha piu' volte negato il riscaldamento globale, sebbene tutto l'establishment     scientifico mondiale, inclusa l'unione di geologi petroliferi americani convenga che il global warming esista e  sia causato dall'uomo. A me e' questa posizione che pare ideologia».

Un conflitto di interessi tutto da spiegare che probabilmente non avvantaggia chi prova a far passare il messaggio che anche con le trivelle l’Abruzzo può convivere. Così come accadde già per il centro oli di Ortona e la scoperta di certi affari ed appalti per importanti esponenti politici locali ed amministratori o organizzazioni industriali. In quel caso furono proprio i conflitti di interessi ad alimentare le proteste popolari.   

 22/02/2011 10.03

CRESCENTI REPLICA A D'ORSOGNA


«Non ho la fortuna di conoscere la D'Orsogna, esperta in scienze matematiche», replica il professor Crescenti, «non mi permetterei mai di criticare le sue conoscenze in queste discipline, di cui conservo pallidi ricordi di studente. Non vedo come, al contrario, lei possa disquisire di geologia con chi si è occupato di questa disciplina da oltre 50 anni».Sul giacimento di Bomba il professore conferma di aver espresso la propria opinione, sul progetto  Maiella sponsorizzatio dall'Eni, «ha richiamato a Chieti i maggiori esperti di geologia del carbonatico operanti in varie università italiane, soprattuttoRoma La Sapienza, Roma 3, Pisa e naturalmente Chieti. Non è affatto vero che "unico scopo era  quello di studiare i metodi ottimali di trivellare la Majella...", ma la ricerca era mirata a comprendere il comportamento idraulico di un massiccio carbonatico, finalizzato a predisporre programmi di produzione di idrocarburi in giacimenti esistenti in situazioni geologiche del sottosuolo analoghe».Per Crescenti, inoltre, «non ha senso» il confronto proposto con i dati richiamati dal sito americano Isiknowledge per vari motivi. «Tale catalogo non tiene conto di lavori pubblicati prima dell'entrata in gioco dell'ISI o pubblicati su riviste non impattate. E poi come si fa ad esempio a confrontare un Odontoiatra ad un esperto di Economia Politica. Se si tratta di Geologia degli Idrocarburi e di Geologia Applicata ha forse qualche senso confrontare due esperti delle stesse discipline».

Quanto alla ideologia «è difficile rispondere a chi sembra essere dipendente da ideologia "catastrofistica"». Sul Global Warming, «devo charire che personalmente non nego tale fenomeno, ma non sono d'accordo nell'attribuirlo all'Uomo. Non è affatto vero che "tutto l'estabilishment scientifico mondiale..." attribuisce  all'Uomo la causa del Global Warming: Gli scienziati cosiddetti "scettici" sono molto numerosi, forse in maggiore numero rispetto agli altri, ma hanno poca visibilità mediatica. Per quanto mi riguarda sono un scettico non per ideologia (quale ideologia?) ma per Scienza. In merito se la D'Orsogna vuole documentarsi ed approfondire il perchè dei miei convincimenti, può leggere alcune mie pubblicazioni come ad es. "Sul riscaldamentio globale del Pianeta Terra. SIGEA 2009, vol.1" o anche "Anidride carbonica e temperatura globale: prospettiva storica e nessi causali. In Italian Journal of Engineering  Geology and Environmental, 2010, vol2 ,ambedue disponibili su internet. Ma soprattutto si legga il volume a cura di Fred Singer :"La Natura, non l'attività dell'Uomo, governa il clima" di cui una vasta sintesi è riportata su 21.mo Secolo, 2008. Questo rapporto ha avuto il consenso di 32.000 scienziati di tutto il mondo. Chiariamo così l'affermazione che sono tutti  d'accordo nell'affermare le colpe dell'Uomo».

22/02/11 11.46

DI GIUSEPPANTONIO: «SERVE UN TAVOLO SERIO E CORRETTO»

Un tavolo di confronto «serio e corretto ma lontano dai riflettori, per mettere le opinioni a confronto e scrivere l’ultimo capitolo di questo libro».

E’ la proposta, accolta in maniera unanime, che il Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio ha lanciato nel corso del suo intervento alla della giornata di studio sul tema Gli idrocarburi in Abruzzo: conoscenza, territorio, impresa e lavoro, tenutasi lo scorso 18 febbraio presso l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” a Chieti. «Mi sono impegnato a convocare entro il prossimo mese di marzo – sottolinea Di Giuseppantonio – un tavolo di confronto lontano dalla ribalta mediatica, che veda tutti insieme, istituzioni, forze politiche, associazioni e movimenti ambientalisti, Confindustria e mondo imprenditoriale, organizzazioni sindacali e tecnici».

22/02/2011 14.05

* I VIDEO: QUI IL CONVEGNO INTEGRALE ORGANIZZATO DA CONFINDUSTRIA E UNIVERSITA' DI CHIETI