Servizi socio-assistenziali, a rischio decine di posti di lavoro

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il Piano di riordino del sistema sanitario regionale mette in ginocchio l’ente d’Ambito sociale 21 e a rischio decine di lavoratori che operano nei servizi socio-assistenziali dei Comuni delle Comunità montane Valsangro e Mediosangro.

Andrea Gagliardi, segretario generale della Fp Cgil di Chieti, denuncia la situazione e ‘minaccia’ l’interruzione del servizio. Il problema è nato con i tagli alla sanità imposti dal Governo alla Regione Abruzzo.

Infatti accade che, diversamente dagli altri Enti d'Ambito che, dietro corretto indirizzo
della Regione Abruzzo, hanno prorogato gli appalti per la realizzazione dei piani sociali alle cooperative sociali già assegnatarie, nell’ambito 21 si è deciso di operare una rimodulazione del piano stesso per “re-internalizzare” i servizi.

Per alcuni di essi - servizio di segretariato sociale, servizio sociale professionale, servizio di pronto intervento sociale, intervento di telefonia anziani – la re-internalizzazione è stata totale, per altri -  servizio residenziale per minori, centro diurno per minori, assistenza domiciliare, inserimento lavorativo, Adi, Sad, attività gestione tempo libero, assistenza scolastica disabili – è stata invece parziale.
In ogni caso, però, questa rimodulazione ha messo a serio rischio decine di posti di lavoro e la continuità assistenziale degli utenti.

Nulla di strano, infatti, se la modalità di re-internalizzazione prevedesse due elementi essenziali, quali la continuità assistenziale operatore-utente, fondamentale in alcuni casi, e il mantenimento dei livelli occupazionali.

In questa operazione, invece, secondo quanto denuncia la Cgil, non ve ne è traccia, basti solo pensare che gli operatori socio-assistenziali e le altre figure professionali necessarie vengono assunte dall'Ente con contratti a termine attraverso una agenzia di lavoro somministrato.

«Questo è il ringraziamento agli operatori delle varie cooperative sociali, tutte donne – precisa Gagliardi - che in questi anni hanno assicurato cure e assistenza ai cittadini più bisognosi. Lavoratrici che – aggiunge il sindacalista - pur non percependo da mesi la retribuzione per la nota situazione di difficoltà della Regione Abruzzo sui fondi sociali, hanno continuato la loro opera senza interruzione».

Proprio per far fronte alla situazione e salvaguardare la tutela professionale e il futuro occupazionale delle operatrici dei servizi di assistenza socio-sanitaria, il sindacato ha organizzato per i prossimi giorni alcuni incontri con le lavoratrici.

«Valuteremo ogni possibile ipotesi di mobilitazione – fa sapere il segretario generale Fp Cgil - compresa,
nostro malgrado, l'interruzione del servizio, ipotesi finora sempre da noi rifiutata per il profondo rispetto che
abbiamo nei confronti dei più deboli».
21/02/2011 9.39