Comune di Vasto, ormai nel centrosinistra è guerra di tutti contro tutti

Alessandro Biancardi

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VASTO. Le dimissioni del sindaco Lapenna a seguito della decisione di Peppino Forte di sfidarlo alle Primarie, hanno scatenato a Vasto una guerra politica all’interno del centrosinistra.

La sensazione che se ne ha è che siano tutti contro tutti. Sindaco, consiglieri comunali e membri del direttivo del partito, insieme ad esponenti di associazioni vicine alla coalizione, che avrebbero dovuto lavorare tutti insieme per cercare di confermarsi alla guida della città alle prossime elezioni amministrative, nel giro di due giorni hanno invece fatto venire alla luce contrasti e malumori che probabilmente covavano da tempo, ma che ora sono esplosi con una forza e una violenza inaspettata.

 Così, dopo la dura presa di posizione del sindaco oggi altri due esponenti vastesi escono allo scoperto

 FORTE: «ERA TUTTO ORGANIZZATO» 

 Peppino Forte ha in questa vicenda un quadruplo ruolo, anzi quintuplo.  E’ intanto protagonista perché candidato alle primarie contro Lapenna, ma è stato anche la causa scatenante dell’ira del sindaco, che lo ha portato alle dimissioni. E poi è presidente del Consiglio comunale di Vasto, ma anche segretario cittadino del Pd. Ed è, infine, giornalista.

 «Un buon cronista», come si definisce egli stesso; e proprio da buon cronista Peppino Forte oggi dice che la vicenda del Comune di Vasto era in realtà già programmata da tempo.

«Due mesi fa – sottolinea in una nota in cui si firma, quasi a ribadire il concetto, Peppino Forte, candidato alle primarie’ - dentro la sede del Partito Democratico, quando emerse con forza la richiesta di Primarie, l’iscritto Patrizio Lapenna, nell’argomentare la sua contrarietà, affermò: “… significa che le Primarie le faremo al primo turno”. Presi atto, quale segretario, dell’affermazione e da buon cronista la appuntai. Oggi mi appare utile per poter dire con il massimo della tranquillità – incalza Forte - che qualcuno un piano già organizzato lo aveva già programmato».
Era tutto scritto, secondo Forte, e «i capricci, i distinguo e la melina portata avanti ad oltranza per lasciare in mano ad altri il cerino acceso della responsabilità appare adesso in tutta la sua evidenza».
Come aveva fatto all’indomani della decisione del sindaco, Forte torna a chiedere ancora a Luciano Lapenna di ritirare le dimissioni: «Occorre che tutti siano responsabili e lui quale sindaco, pro tempore, ha il dovere di esserlo più di altri».
In caso contrario, secondo il segretari del Pd, Lapenna dimostrerebbe una sola cosa; «Chi utilizza e piega le istituzioni a fini propri personali sarebbe fin troppo evidente». 
Peppino Forte ne ha anche per altri esponenti del centrosinistra: «Desta stupore e meraviglia la solidarietà di gente come Gianni Melilla, responsabile regionale di Sinistra, Ecologia e Libertà, che si pone in netto contrasto con il pensiero e le direttive impartite da Vendola in materia di Primarie».
Da parte di Forte partono una serie di attacchi dal destinatario più o meno velato: «Chi ha vissuto di rendita politica per ben 30 anni, come egli stesso ha affermato ripetutamente all’interno di assemblee di partito ed in privato, è altra persona ben nota ai vastesi. Io non ho mai tramato per sistemare parenti ed affini all’interno di enti ed istituzioni, nè ho “lavorato” per sistemare l’amico di famiglia che ha accesso al frigorifero della mia cucina».
Infine il candidato alle Primarie – che a questo punto restano in forse - fa appello «ai responsabili, agli iscritti e a tutti gli amici del Partito, a tutti i livelli, perché non venga meno l’impegno e la disponibilità da parte di coloro che hanno per davvero nel cuore le aspettative ed i problemi di Vasto a non indugiare oltre ed a operare concretamente fin da subito con le altre parti dei moderati e del centrosinistra, perché si torni a progettare e ricostruire insieme il destino dell’intera comunità e non dei singoli».

‘VASTO VIVA’: «LAPENNA MENTE SAPENDO DI MENTIRE»

Nella guerra di tutti contro tutti si inserisce anche Angelo Bucciarelli, ex segretario provinciale della Margherita e componente dell'associazione “VastoViva”. L’associazione aveva da subito preso le distanze dalle primarie ed era stata poi attaccata dal sindaco nel corso della conferenza stampa organizzata ieri, «Luciano Lapenna mente sapendo di mentire», tuona ora Bucciarelli. In particolare la querelle tra il sindaco dimissionario e il presidente dell’associazione Vasto Viva riguarda presunti incarichi e poltrone, con particolare riferimento alla presenza di Bucciarelli nel cda del Civeta, il Consorzio intercomunale del Vastese che gestisce lo smaltimento dei rifiuti.

 «Non è vero – puntualizza Bucciarelli - che sono stato nel Cda del Civeta per 10 anni, in quanto la mia permanenza in quell’ente va dall’aprile del 2004 al luglio del 2009. Ricordo che, in seguito ad un’iniziativa politica congiunta portata avanti da Gabriele Marchese, sindaco di San Salvo, e dal sottoscritto, allora segretario provinciale della Margherita, e ad uno spezzone del centrodestra, riuscimmo a conquistare la gestione di quell’ente. Non è vero che sono stato 'tolto' da lui, come afferma Lapenna, ma il mio incarico è scaduto nel 2008 e, per incapacità a decidere dell’assemblea dei sindaci, il Cda è rimasto in carica per un altro anno ancora, in regime di prorogatio».

Lapenna e Bucciarelli, nonostante i trascorsi passati, sono ormai ai ferri corti, e quest’ultimo non lo nasconde.

«E' riprovevole buttare fango su chi è stato artefice della sua candidatura a sindaco di Vasto nel 2006. Chi scrive ricorda di aver spaccato il partito della Margherita per poterlo candidare come leader del centrosinistra e rispettare, coerentemente, un accordo che prendemmo con i Ds. Mal me ne incolse! Se la Margherita avesse candidato Peppino Forte, colui che ambiva a candidarsi al suo posto, lui ora non sarebbe il sindaco dimissionario della città del Vasto, che agogna, disperatamente, ossessivamente, essere ricandidato in barba a primarie, regole e decisioni democraticamente prese. Pensa, Lapenna, di essere l’unto del Signore, in realtà è solo un politico che dopo 9 anni di consigliere regionale, 2 anni di assessore provinciale esterno (cioè senza essere eletto, ma indicato dal partito), 5 anni di sindaco (dopo un accordo tra segreterie DS e Margherita), pretende di sottrarsi al giudizio democratico sancito dallo statuto del Pd, le primarie, solo perché teme di perderle. Tenga la schiena dritta Lapenna – conclude Bucciarelli - e affronti Peppino Forte in un confronto libero, aperto, democratico».

 RIFONDAZIONE:«COMPROMESSA LA FORMAZIONE DI UNA COALIZIONE»

 Il partito della Rifondazione comunista invece dice di non voler entrare nel merito dei problemi interni al Pd ma si pone domande visto che «Forte ed i suoi sodali hanno di fatto compromesso le sorti di una possibile coalizione di centro-sinistra, con le loro manovre in seno a quelle che sarebbero dovute essere, nelle dichiarate intenzioni, delle primarie di coalizione».

«Così sarebbero auspicabili chiarimenti», sostiene Rc, «su come e quando sia maturata la decisione di Forte di partecipare alle primarie; ci piacerebbe conoscere i nomi dei sottoscrittori alla sua candidatura, che dovrebbero essere almeno il 30% degli iscritti al PD; dovrebbe spiegare Forte perchè erano già pronti i suoi manifesti elettorali. Non dovrebbero esserci difficoltà a fornire chiarimenti se la candidatura è stata mossa davvero nel segno di una limpida onestà
politica».
«Come Prc», aggiunge il circolo locale, «abbiamo elaborato dei punti di programma, per i quali sono state coinvolte persone che rappresentano uno spaccato importante della società
civile e sui quali siamo disponibili a confrontarci con quelle parti che condividono con noi il modello di città in cui vivere. Ma quelle proposte hanno bisogno di essere praticate da una giunta guidata da un sindaco che abbia quell'onestà politica che Forte ha mostrato di non poter vantare».

 d.d.c.  16/02/2011 12.25