Battaglia sui rifiuti a Vasto: Moretti chiede 250mila euro all’ad di Pulchra

Alessandro Biancardi

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VASTO. Un risarcimento di 250mila euro per acquistare macchinari per l’ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto.

E’ la richiesta di Stefano Moretti, presidente dell’associazione “Azzurro per la libertà”, che nei giorni scorsi ha depositato l’atto di citazione nei confronti dell’amministratore delegato della Pulchra Ambiente, Giovanni Petroro.

La richiesta di risarcimento di Moretti, che da anni è ormai protagonista di una vera e propria battaglia sulla gestione – a suo dire «poco chiara e trasparente» – dei rifiuti a Vasto, arriva a seguito dell’archiviazione della querela presentata nei confronti dello stesso Moretti da Giovanni Petroro.

Petroro è amministratore delegato della Pulchra, società partecipata per il 51% dal Comune di Vasto e per la restante parte della società privata Sapi, che fa capo allo stesso imprenditore Petroro.

Per le dichiarazioni ed accuse lanciate da Moretti negli anni, Petroro si è sentito diffamato a tal punto da intraprendere una azione giudiziaria che il Procuratore Capo Francesco Prete ha però ritenuto «infondata in quanto gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non appaiono idonei a sostenere l'accusa in giudizio».

A questo punto Moretti, non soddisfatto della sentenza di archiviazione, ha fatto a sua volta richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’Ad della Pulchra.

L’atto di citazione è stato depositato qualche giorno fa tramite l’avvocato Vincenzo Chielli, che chiede la somma di 250mila euro per i danni che Petroro avrebbe cagionato a Moretti.

«Mi sono sentito profondamente offeso ed umiliato – commenta quest’ultimo - in quanto sapevo di dire la verità ed è per questo che ho deciso di procedere con la richiesta di risarcimento danni».

Ma il presidente dell’associazione “Azzurro per la libertà” assicura che non terrà i soldi per sé.

«Ritengo che ognuno di noi, e specialmente chi ha maggiori disponibilità, dovrebbe impegnarsi per la crescita di quei servizi della propria città che possono essere di pubblica utilità. Per questo, se il risarcimento che otterrò me lo permetterà – precisa Moretti - provvederò all'acquisto di un eco-cardio-ecografo full digital da donare al reparto di cardiologia dell'ospedale civile di Vasto. A Vasto c'è molto da fare per l'ospedale e sono sicuro che un interessamento da parte delle forze produttive della nostra zona potrebbe farci avere una struttura di primo livello senza l'intervento della Regione. I costi da sostenere non sono proibitivi. Per questo invito lo stesso Giovanni Petroro – conclude Moretti - a rendersi portavoce di una cordata di imprenditori che abbia come scopo quello di migliorare la sanità vastese».

IL ‘GIRO DI SOLDI’ SOTTO I RIFLETTORI DELLA MAGISTRATURA

Si spengono dunque i riflettori sulla gestione dei rifiuti di Vasto? Tutt’altro, perché Moretti non ha alcuna intenzione di arrendersi.

D’altra parte sulla gestione dei rifiuti è in corso anche un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia tesa a verificare eventuali irregolarità nel servizio gestito dalla Pulchra.

La Dia, secondo quanto denunciato da Riccardo Alinovi, avrebbe aperto un fascicolo sulla società partecipata vastese, che gestisce da dodici anni il servizio di igiene pubblica, a seguito di un esposto inviato dallo stesso Alinovi nel cosiddetto “Open book”, un libro-denuncia in cui sono riportati i tratti salienti dell’affaire.

Ma cosa ci sarebbe dietro questo affaire? «Un 'giro di soldi' – così l'aveva definito Moretti – messo in piedi dalle precedenti amministrazioni che graverebbe pesantemente sulle tasche dei vastesi».

Moretti ha sollevato dubbi anche sui contratti di affitto che la Pulchra spa paga ogni anno alla società di Gianni Petroro (la Sapi srl). Ed è ancora da chiarire - secondo quanto affermato sempre da Moretti - la presenza degli uffici della Pulchra all'interno della struttura dove ha sede la Sapi srl.

UN SISTEMA CHE COL PASSARE DEGLI ANNI ‘MARCISCE’… A SPESE DEI CITTADINI

Nonostante critiche e l'interessamento della magistratura, la gestione della Pulchra Ambiente, iniziata nel 1998, andrà avanti ancora per molti anni. La Pulchra Ambiente Spa ha infatti durata fino al 31 dicembre del 2030, con una convenzione con il Comune che scade nel 2013.

Cosa accadrà a quel punto? L’amministrazione comunale – che sarà votata con le prossime elezioni di maggio – revocherà la convenzione o la rinnoverà ulteriormente?

Decisioni che con ogni probabilità dipenderanno dalla forza politica che si insedierà a Palazzo Sant’Antonio, ma che in generale avranno ripercussioni sui cittadini.

Sono i vastesi, infatti, a pagare le spese della gestione dei rifiuti. Ultimamente, per esempio, hanno subito un aumento della Tarsu del 30%, nonostante l’avvio in tutta la città del servizio di raccolta differenziata porta a porta.

Così come è aumentato il canone che il Comune versa alla Pulchra. Sempre secondo la denuncia di Moretti, infatti, all’atto della convenzione, nel 1998, era stato stabilito che il Comune versasse alla Società il canone annuo di 3.360.598.948 lire + iva quale corrispettivo dei servizi di gestione dei rifiuti.

Oggi, a distanza di dodici anni e con una popolazione di circa 6.000 unità in più, il canone che il Comune versa annualmente alla Pulchra è di circa 5.800.000.000 delle vecchie lire.

«In dodici anni – tuona Moretti - a fronte di una popolazione residente aumentata di poche migliaia di unità e di un servizio scadente, il canone che noi cittadini vastesi versiamo, senza poter contare niente nella gestione della Società, è raddoppiato. Se poi questo canone è sommato ai soldi versati per mantenere in vita i debiti del Civeta (il Consorzio intercomunale del Vastese che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, ndr) l’importo lievita a circa 13.000.000.000 delle vecchie lire (6,5mln di euro)».

LA ‘STORIA’ DELLA PULCHRA AMBIENTE

Un vero e proprio dossier quello che Stefano Moretti ha realizzato.

La società è nata nel 1998 con l'insediamento della prima Giunta Tagliente che ha ritenuto necessario privatizzare il servizio. Secondo la denuncia di Moretti per una operazione così importante, con un costo elevato per le casse comunali, l'amministrazione Tagliente ha ritenuto opportuno limitarsi ad invitare delle ditte iscritte nell’Albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento rifiuti.

«Sarebbe stato moralmente e politicamente corretto – precisa Moretti - predisporre una gara d'appalto aperta, quantomeno, a tutte le aziende italiane operanti nel settore».

A questo invito hanno invece risposto solo due aziende abruzzesi operanti nel settore ed aventi le caratteristiche richieste: la Deco Spa e la Sapi Srl.

Il servizio è stato affidato alla Sapi e Giovanni Petroro nominato Amministratore delegato, una carica che, a differenza degli altri membri del consiglio di amministrazione che vengono cambiati ogni tre anni, è rimasto in carica dalla fondazione della società ad oggi.

 Altra questione denunciata da Moretti è quella degli ampi – a suo dire «eccessivi» – poteri delegati all’amministratore : «determinazione dell’organico per numero e qualifiche e conseguente assunzione di personale di qualsiasi livello e con qualsiasi mansione fissandone la retribuzione;

acquisti di macchinari, impianti, automezzi, mobili e macchine di ufficio e quant’altro necessario per lo svolgimento dell’attività della società anche a mezzo di contratti di leasing; incarichi di prestazione da parte di terzi; affidamento di incarichi di consulenza di qualsiasi tipo; apertura di conti correnti bancari con relativa richiesta di affidamento e linee di credito sotto qualsiasi forma, funzionalmente necessari alla gestione e per importi congrui alle necessità emergenti dai programmi e bilanci preventivi».

Anche rispetto alla sede della Pulchra Moretti ha individuato presunte irregolarità.

Fino ad ora però le sollecitazioni del cittadino non hanno portato ad alcuna conseguenza.

d.d.c. 16/02/11 11.31