«Partito sleale», il sindaco Lapenna attacca Forte e si lancia verso il voto

Alessandro Biancardi

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VASTO. E’ “slealtà” la parola che più delle altre ricorre nel lungo discorso pronunciato dal sindaco di Vasto Luciano Lapenna, dimessosi ieri mattina dopo la scelta di Peppino Forte di ‘sfidarlo’ alle Primarie.*SCONTRO PD-SEL, CON LE DIMISSIONI DI LAPENNA RISCHIO REAZIONE A CATENA

L’aggettivo ‘sleale’ il sindaco dimissionario lo rivolge al suo partito, il Pd, ma più volte anche a Peppino Forte: «Il presidente del consiglio, un segretario del partito, a cui si chiede di essere arbitro – spiega Lapenna - un'ora prima della chiusura delle candidature alle primarie presenta la sua, mentre Molino (assessore alle finanze che aveva annnunciato la sua partecipazione) ritira la propria; è una mossa che lascio a voi giudicare».

Il sindaco Lapenna né ha anche per Molino, che definisce ironicamente “il rottamatore”, ma nel suo mirino oggi finisce soprattutto il segretario cittadino del Pd. «Devo dire che Peppino Forte – continua il sindaco dimissionario nella conferenza stampa organizzata nel giardino di casa sua - nonostante abbia ritenuto di presentare la sua candidatura alle primarie, non ha fatto nemmeno una telefonata al sindaco, il suo avversario. Mi è parso questo un fatto molto, molto sleale nei miei confronti».

Ancora la parola slealtà rivolta a Peppino Forte. Slealtà nel merito – la scelta di candidarsi alle primarie – e slealtà nel metodo – il fatto, cioè, di averlo ufficializzato all’ultimo momento.

«Sono dispiaciuto – aggiunge Lapenna - perché dopo cinque anni di intenso lavoro per questa città, avevamo tutte le carte in regola per ripresentarci all'elettorato e stravincere al primo turno. Ora tutto è più difficile».

Difficile ma non impossibile. Tanto che Luciano Lapenna, pur essendosi dimesso da sindaco, non intende assolutamente rinunciare alla corsa alle prossime amministrative, per cercare di tornare sulla poltrona di primo cittadino, magari con una nuova squadra che non lo tradisca, come pensa abbia fatto quella attuale.

Lapenna non si è tirato fuori ufficialmente dalle Primarie (che però, probabilmente, a questo punto salteranno) ma ha deciso di ‘lanciarsi’ da solo e di anticipare tutti i suoi avversari (interni e non) alla corsa al voto.

Lo farà sabato sera con il suo primo comizio in piazza per coinvolgere la cittadinanza e «gridare ai quattro venti la slealtà di taluni personaggi».

Rispetto alle dimissioni Luciano Lapenna ha ribadito che per ora sono irrevocabili: «Al momento confermo le mie dimissioni, non ci sono fatti nuovi e mantengo una posizione molto chiara. Come ho gia detto ieri, ripeto: per cortesia, togliamo di mezzo le istituzioni. Una cosa sono le partite interne, che ci giochiamo nelle sedi opportune e con la collettività, altra cosa le istituzioni, che dobbiamo salvaguardare. Immaginate cosa sarebbe successo a Vasto – aggiunge - senza queste mie dimissioni con una giunta in quelle condizioni e con un presidente del consiglio che è il mio avversario alle primarie».

Le dimissioni saranno comunicate ufficialmente nel corso del Consiglio comunale di oggi pomeriggio, ironia della sorte proprio dal presidente dell’assise Peppino Forte.

Poi Lapenna avrà venti giorni di tempo per ripensarci.

Se confermasse le dimissioni a Vasto arriverà il commissario prefettizio che traghetterà il Comune fino al voto del 15 e 16 maggio.

Come dire, il sindaco Lapenna non concluderà il suo mandato. Ma lavorerà – non si sa se insieme al suo partito, il Pd, o indipendentemente - alla realizzazione di un Lapenna bis.

d.d.c.  15/02/2011 14.23

SALTA IL CONSIGLIO PER NUMERO LEGALE

 Il consiglio comunale era stato convocato per le 15 di oggi per discutere un solo punto all'ordine del giorno, la sanita' nel Vastese.

L’asseblea però e' andato deserto per mancanza del numero legale. In aula c'erano i membri d'opposizione, una dozzina, ma nessuno della maggioranza di centrosinistra, compresi quelli del gruppo del Pd, partito lacerato dopo le dimissioni del sindaco, Luciano Lapenna, seguite allo scontro sulle candidature alle primarie tra primo cittadino e il segretario locale del partito, Giuseppe Forte. Nell'aula consigliare, invitati a presenziare ai lavori, sono giunti alcuni consiglieri regionali, Antonio Menna, Nicola Argiro', Giuseppe Tagliente, Giorgio De Matteis. Con loro anche il direttore sanitario della Asl di Lanciano- Vasto-Chieti, Amedeo Budassi, quello del presidio Vasto-Gissi, Giuseppe Mariotti e il direttore della radiologia dell'ospedale di Vasto, Maria Amato. I lavori sono cosi' slittati a giovedi' e venerdi' prossimi. Molti consiglieri di maggioranza di centrosinistra hanno atteso all'esterno del municipio che la seduta fosse dichiarata deserta, atteggiamento letto da alcuni come segnale di solidarieta' al sindaco Lapenna, che ha da oggi venti giorni di tempo per decidere se ritirare le dimissioni. L'attivita' amministrativa nel frattempo prosegue, con il primo cittadino che ha avocato a se' i poteri della giunta.

 15/02/2011 17.28

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SCONTRO PD-SEL, CON LE DIMISSIONI DI LAPENNA RISCHIO REAZIONE A CATENA

 Per Gianni Melilla, coordinatore regionale Sinistra Ecologica e Libertà le  dimissioni da sindaco dI Luciano Lapenna sono l'ennesima dimostrazione di quanto il Pd sia distante dalla volontà del popolo del centrosinistra di unirsi e costruire una alternativa al berlusconismo.

Questa situazione, secondo Melilla, si estende a tante altre città  abruzzesi che voteranno il 15 Maggio. «A Penne il sindaco del Pd Donato Di Marcoberardino è stato sfiduciato dal suo partito e non sarà riproposto per il secondo mandato», analizza. «Al suo posto non c'è un  solo candidato, ma più candidati con le inevitabili fibrillazioni. A Roseto il Pd prosegue nella sua politica di rifiuto sostanziale del confronto con le altre forze del centrosinistra, dall' Italia dei Valori a Sinistra Ecologia e Libertà alla Federazione della Sinistra. A Manoppello il Pd ha  3 candidati sindaci, a Popoli ha 2 candidati sindaci». 

Solo a Lanciano, secondo Melilla, ci si è preparati per tempo «unendo la coalizione e si è scelto con elezioni primarie condivise il candidato sindaco, il dottor Pupillo che ha il consenso e la forza per vincere le elezioni perchè partito bene e per tempo».

Da mesi, spiega il coordinatore di Sel, «stiamo chiedendo alle altre forze del centrosinistra di vederci e sciogliere con coraggio e lungimiranza tutti i nodi aperti, chiedendo un atto di generosità a tuuele forze politiche per impedire che prevalgono personalismi e agguati vergognosi come nel caso di Vasto al Sindaco Luciano Lapenna. Torniamo a chiedere un incontro collegiale  urgentissimo al PD, all'Italia dei Valori , alla FDS, ai Verdi e ai Socialisti per recuperare la piena unità del centrosinistra alle prossime elezioni».

Il segratio del Pd, Silvio Paolucci analizza invece il caso Spoltore e sostiene che il Partito Democratico sia «bersaglio ogni giorno di uno sciacallaggio continuo da parte dei vertici abruzzesi di Sel, che invece proprio in Abruzzo mostrano un atteggiamento profondamente incoerente».

«In Abruzzo Sel ha un una strategia diversa di luogo in luogo, a seconda delle convenienze dei gruppi dirigenti locali» sottolinea Paolucci, «come dimostra il clamoroso caso di Spoltore, dove Sel mantiene in vita, con esponenti della destra, un sindaco e una giunta di persone espulse dal Pd e pronte a realizzare un nuovo impianto di lavorazione di rifiuti alle porte di Pescara. Quanto alle primarie, proprio Sel che le reclama a livello nazionale tutti i giorni, in Abruzzo non le vuole a Roseto, perché evidentemente lì ha poca forza o ha paura di perderle: è bene che si sappia che lì ha addirittura posto il veto alle primarie. Dove invece Sel ha un proprio candidato, come a Penne e Casalbordino» ricorda Paolucci «ecco che si chiede il ricorso alle primarie. In qualunque modo si cerca di mettere in difficoltà il Pd, inserendosi nel suo dibattito interno e alimentando le divisioni come a Vasto. Costruire l’unità del centrosinistra è ben altra cosa».

Di fronte alla richiesta di un tavolo regionale delle forze di centrosinistra, Paolucci sottolinea che «il Pd è il primo a volerlo ed anzi lo riteniamo a questo punto urgente, per chiarire se da parte dei nostri interlocutori di centrosinistra c’è la volontà reale di unire le forze per vincere e costruire, assieme a noi, l’alternativa alla destra senza giochi al massacro: accusarci a vicenda sui giornali è facile, ma questo porta solo a ridistribuire i voti all’interno della coalizione. Qui invece bisogna battere la destra».

 15/02/2011 17.27