Sbrolli, (Carichieti):«banca solida e nuovo corso. Qualche errore c'è stato…»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7681

ROBERTO SBROLLI

ROBERTO SBROLLI

PESCARA. Flashbank magari è stato un errore di percorso, ora però tutte le forze della Carichieti sono concentrate per comunicare il nuovo corso ed il cambiamento sotto la guida del nuovo dg, Roberto Sbrolli.

Sembra trasparire questo dal breve colloquio di stamane con il nuovo direttore generale della Caricheti, alla sua prima uscita pubblica per un incontro alla Confartigianato a due settimane dalla nomina al posto, occupato da 14 anni, di Francesco Di Tizio.

Anche se la mattinata viene dedicata ad ascoltare le tante e motivate richieste degli imprenditori artigiani di Pescara per il rinnovo della convenzione per l’accesso al credito, la discussione con i giornalisti cade sull’argomento Flashbank.

Una banca ai più sconosciuta,  partecipata al 100% dalla Carichieti, pescata in una inchiesta della Procura di Milano sulla ‘Ndrangheta, di cui PrimaDaNoi.it si è occupata nei mesi scorsi.

All’inizio un po’ reticente, poi proprio il direttore è tornato sull’argomento: «errori ne sono stati fatti, è inutile nasconderci dietro un dito…diciamo che alcune piazze fuori regione, come quella di  Milano, devono essere meglio presidiate».

Non ha, però, lesinato critiche alle inchieste di PrimaDaNoi.it: «alcune informazioni sono state viste in maniera pretestuosa. Cosa è successo alla Carichieti e all’ex direttore generale? Una semplice ispezione di Bankitalia – ha aggiunto il neo direttore- che si è conclusa in modo molto favorevole con una piccola sanzione al direttore di 12 mila euro. Poi un’altra ispezione su Flashbank ma che ritengo su importi molto risibili: siamo una banca solida».

Giudica il lavoro di PrimaDaNoi.it frutto di pettegolezzi?

«Non lo giudico…non l’ho letto», ha risposto con un sorriso tirato Sbrolli, «non ho letto niente, non perché voi non siete importanti, anzi io vi leggo sempre, ma perché su delle cose ho preferito far scorrere perché riguardavano una persona a me cara: l’ex direttore generale».

Sarà, sta di fatto che il cda della banca nei primi mesi di gennaio decise di procedere per le vie giudiziarie contro PrimaDaNoi.it chiedendo provvedimenti d’urgenza poi però con il cambio della dirigenza si è preferito fare marcia indietro.

TANTO RUMORE PER NULLA?

«Sulla Flashbank», ha spiegato Sbrolli, «si è alzato un polverone: da quanto mi risulta l’allora direttore generale non è stato nemmeno chiamato come persona informata dei fatti. Poi sono state tirate in ballo vecchie storie come la Merker».

Tanto rumore per nulla insomma?

Secondo il nuovo direttore, quello causato dall’inchiesta della magistratura (che non vede personale della banca indagato) e dall’uscita di articoli di stampa «è solo un danno reputazionale  più che patrimoniale che è, invece, quantificabile in 500 mila euro per la società affidata Perego (azienda in odor di ‘ndrangheta, ndr)».

Mentre si starebbe ancora quantificando il danno patrimoniale nell’intera Flashbank per la quale, come ha annunciato oggi il direttore, «è già stato avviato il processo di fusione per incorporazione alla Caricheti».

«Vogliamo essere trasparenti in tutto», «vogliamo dialogare con i giornalisti e mostrare i documenti», «vogliamo comunicare all’esterno tutto quello che facciamo con un responsabile della comunicazione»: sono queste le nuove intenzioni firmate Sbrolli.

Tra i nuovi obiettivi, oltre a quello di supportare le piccole e medie imprese artigiane, anche la volontà di radicarsi nel territorio.

Dunque una scelta di campo: non più Milano e Potenza (dove si trovano le filiali Flashbank), ma la banca avrà un occhio di riguardo per la provincia di Chieti e Pescara senza tralasciare le Marche e l’Umbria.

CORO DI RINGRAZIAMENTI PER DI TIZIO

«Ho accompagnato io il “morto”», ha detto ironizzando Gigi De Vitis, responsabile di tutte le filiali della Carichieti, «è stato per me un onore fare da autista a Di Tizio quando ha lasciato la banca: sono rammaricato che un manager di quel livello, con quella cultura bancaria, pupillo di Modigliani (Premio Nobel per l’Economia, ndr), se ne sia andato. Poteva rimanere benissimo a New York -ha aggiunto- invece è venuto in Abruzzo e ci ha insegnato a rischiare, a mettere gli attributi sul tavolo, a far crescere una banca»

«Siamo una banca solida che è cresciuta grazie a lui da 16 milioni di euro a 2 miliardi», è quanto ha ripetuto più volte Sbrolli unendosi al coro di “grazie” che proveniva anche da alcuni associati alla Confartigianato, clienti della Carichieti da anni.

Il nuovo direttore in cosa sarà continuità con Di Tizio e in cosa rinnovamento?

«La continuità sarà nella continua crescita, naturalmente sana», ha risposto il direttore a PrimaDaNoi.it. «Di diverso ci sarà che ora sono io il direttore generale».

E in cosa sarà differente?

«Non perché non sia stato fatto prima», ha detto, «ma vorrei valorizzare di più le risorse umane, far crescere il patrimonio umano della banca che è la cosa più importante».

«Per concedere un prestito », ha spiegato il direttore, «guarderemo alla storicità di un’azienda e non solo al bilancio».

Nessuna intenzione di unirsi alle altre piccole banche abruzzesi: «ognuno vuole la propria autonomia che va anche a tutele del cliente nell’ottica della concorrenza», ha chiosato il direttore.

 Manuela Rosa 14/02/2011 17.10