Vasto, si è dimesso il sindaco Luciano Lapenna. Pronto a togliersi tutti i «sassolini»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5033

Vasto, si è dimesso il sindaco Luciano Lapenna. Pronto a togliersi tutti i «sassolini»
VASTO. Il sindaco Luciano Lapenna ha rassegnato, alle 10,30, nelle mani della dottoressa Rosa Piazza, Segretario Comunale di questo Comune, le sue dimissioni.

Dimissioni che sono previste dall’articolo 53 del D.L.GS 267/2000 e dell’articolo 84 dello Statuto Comunale.

«Lo scontro all’interno del Partito Democratico tra il sindaco ed il presidente del Consiglio Comunale, che coinvolge anche alcuni assessori», sono le prime dichiarazioni del sindaco Lapenna, «non può se non ripercuotersi negativamente sul funzionamento delle istituzioni che devono essere salvaguardate e non usate per interessi personali e di partito. Per l’alto senso di responsabilità che ho per la carica che ricopro, per il bene della mia Vasto, rassegno le mie dimissioni da Sindaco della Città».

«Esprimo profonda amarezza», ha continuato, «per non aver potuto completare il programma elettorale e chiedo scusa ai miei concittadini che sono certo ravviseranno anche in questo atto conclusivo, l’onestà e la serietà a cui ho improntato i miei comportamenti in questi cinque anni, operando non per fini personali ma solo per l’interesse della collettività. Mi auguro che questo mio gesto possa spingere tutte le forze politiche di destra, centro e sinistra ad uscire dal chiuso degli orticelli particolari e personali e occuparsi dei problemi reali della Città e delle sue sorti future».

E’ prevista per domani una conferenza stampa direttamente nella abitazione dell’ex primo citatdino che si dic epronto a chiarire meglio tutte le ragioni delle sue dimissioni.

Appena ieri Lapenna era stato indicato come sfidante ufficiale di Giuseppe Forte alle prossime primarie in vista delle comunali di primavera.

14/02/2011 11.15

I SASSOLINI DI LAPENNA

 Il sindaco dimissionario aspetterà domani per spiegare le ragioni del suo gesto, ma a PrimaDaNoi.it anticipa che si leverà parecchi sassolini dalla scarpa.

Il sindaco, dunque, non lo dice apertamente ma fa chiaramente intendere che a scatenare la sua decisione di dimettersi è stata la presa di posizione del partito rispetto alle Primarie.

Insomma, sembra proprio che a Luciano Lapenna non sia andata giù la decisione di candidare alle Primarie, come suo ‘rivale’, il segretario cittadino del Pd – nonché suo presidente del Consiglio comunale - Peppino Forte.

Una decisione che non è piaciuta al sindaco anche per come è stata presa. Quasi sottobanco, mormorano i più, con il nome svelato all’ultima ora quando invece circolava da giorni quello dell’assessore Domenico Molino.

Il sindaco adesso si sente tradito dal suo partito: prima spinto a candidarsi per le Primarie del 27 febbraio – Lapenna ha infatti ceduto alla sua titubanza solo nei giorni scorsi, dopo molte pressioni – e poi contrapposto a Peppino Forte.

Una sfida che non si aspettava; una sfida che il sindaco dimissionario aveva già vinto nelle precedenti amministrative del 2006 ma alla quale oggi non vuole più partecipare.

E così, con ogni probabilità, il sindaco si ritirerà anche dalle consultazioni Primarie che si sarebbero dovute svolgere tra due settimane.

E chissà se a quel punto si faranno, visto che resterebbe solo la candidatura di Forte.

 D’altra parte le Primarie, organizzate in ritardo e in fretta e furia, avevano già sollevato critiche da una parte del Pd. La clamorosa decisione di oggi del sindaco Lapenna né è probabilmente la diretta conseguenza.

Il dietrofront di Luciano Lapenna ha scatenato diverse reazioni in città e nel suo partito.

«E' un'emergenza di cui non conosciamo bene le ragioni – ha commentato Tommaso Coletti, presidente provinciale di Chieti del Pd - Luciano Lapenna è un bravissimo amministratore e ritengo che avesse la possibilità di continuare a fare bene il sindaco».

Anche Coletti, tuttavia, fa un riferimento alla candidatura di Peppino Forte: «Adesso c'è una situazione nuova – spiega il consigliere provinciale - con Giuseppe Forte che si è proposto per le primarie: dobbiamo verificare se la presa di posizione di Lapenna è irrevocabile, oppure sottende qualche problema che dobbiamo risolvere in fretta. Io - conclude Coletti - come presidente provinciale del Pd, mi attiverò per comprendere bene ciò che è successo e ripristinare l'unità del Pd, necessaria per poter affrontare le elezioni con la coalizione di centrosinistra che ha concrete possibilità di continuare a governare».

Reazioni alle dimissioni arrivano anche dai ‘rivali’ del sindaco: «Sono preoccupato e lo sono come vastese – afferma Massimo Desiati, già assessore regionale della giunta Pace e ora in corsa per le amministrative a capo della lista civica "Progetto per Vasto" - La nostra città sta vivendo anni di grave incertezza in un momento in cui occorrerebbe fare scelte importanti, scelte di fondo: idee e progetti sostenuti da responsabilità individuale, capacità amministrativa e politica. Invece, gli organizzatori della politica locale – polemizza Desiati - sono impegnati in bizantinismi e lotte personali interne, senza aver proposto la benchè minima traccia di progetto amministrativo».

Per Desiati la lotta interna al Pd è evidente: «Il sindaco in carica - spiega al proposito - si dimette ed azzera la giunta per sminuire il potere degli assessori che gli si contrappongono in assurde primarie, lasciando la città nella totale incertezza e con un bilancio non approvato».

Ma il candidato sindaco non lesina neanche critiche al centrodestra:«Il PdL – aggiunge - tergiversa nella individuazione di strategie nuove e vincenti, mostrando difficoltà nel proporre alternative progettuali valide. il centrosinistra è dilaniato da lotte di potere personali a suggello della propria mediocrità amministrativa. Vasto ingrigisce ed impoverisce, divorata da interessi economici anonimi che non concedono ricadute in termini di ricchezza per i suoi cittadini. E' il momento di ripartire – conclude Desiati - salvando quel che di buono c'è da salvare e rilanciando una fortissima azione amministrativa e di responsabilità politica delle migliori intelligenze della città».

Resta da vedere, dunque, se le dimissioni di Lapenna saranno confermate; il sindaco ha trenta giorni per un eventuale dietrofront. In ogni caso, il 15 e 16 maggio i vastesi andranno alle urne per decidere chi sarà il nuovo sindaco. Quanto ai candidati, a questo punto, è ancora tutto da decidere.

 d.d.c.  14/02/2011 14.12