Procter&Gamble, si continua a sperare di salvare il centro di ricerca

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. Non si ferma la mobilitazione di tutta la regione per scongiurare – impresa, ormai quasi impossibile – la chiusura del centro di ricerca Procter&Gamble SpA di San Giovanni Teatino. 

Qualche giorno fa, infatti, l’onorevole Vittoria D’Incecco (Pd) ha presentato un’interrogazione alla Camera dei Deputati in cui ha chiesto al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, al ministro dello Sviluppo economico e al ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca come intendono attivarsi per scongiurare questa ipotesi.

Ora sulla questione è intervenuto anche il Consiglio di Facoltà dell’Università dell'Aquila che ha approvato una mozione contro la chiusura del Centro Ricerche di Sambuceto.

Sono diversi, infatti, i gruppi di ricerca della Facoltà che hanno avuto nel corso degli anni l'opportunità di collaborare con i ricercatori di questo centro e numerose sono state le iniziative che hanno coinvolto gli studenti della facoltà sia per visite tecniche che per stage e tesi di laurea.

«Queste occasioni – sottolinea il Consiglio di facoltà nella mozione - ci hanno permesso di conoscere ed apprezzare i ricercatori di questo centro di eccellenza e hanno consentito agli studenti che ne hanno beneficiato di fare una proficua esperienza di formazione su tematiche di frontiera. Come Istituzione impegnata nella formazione superiore e nella Ricerca – si ribadisce nella mozione - non possiamo non sottolineare come la chiusura di un centro di ricerca di eccellenza mondiale come questo rappresenti un duro colpo per l'intero territorio della Regione Abruzzo, soprattutto in un momento in cui è sempre più diffusa la consapevolezza che per lo sviluppo di questo territorio è strategico attrarre e valorizzare le risorse umane qualificate, non solo per la contingenza della crisi che stiamo vivendo».

La Facoltà di Ingegneria si augura che si possa concretizzare una iniziativa industriale importante che eviti la chiusura di questo importante centro di ricerca, consentendo di utilizzare ancora le elevate competenze del personale a beneficio della P&G e di tutto il territorio regionale.

Se la chiusura dovesse essere confermata a rischio ci sono 140 persone e le loro famiglie, che rischiano di vedere compromesso irrimediabilmente il loro futuro professionale.

Se la chiusura verrà confermata - le attività dovrebbe essere interrotte al più tardi a giugno 2012 - il lavoro di ricerca non sarà definitivamente concluso ma trasferito in altre sedi mondiali, e precisamente tra Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Singapore. A tutti i dipendenti è stata data la possibilità di continuare il loro lavoro nella nuova sede all'estero, ma molti di loro, con le proprie famiglie, non potranno certo spostarsi.

Oltre al futuro professionale di questi ricercatori c’è poi da considerare la grave perdita per il territorio abruzzese, e per tutta l’Italia, che si lascerà sfuggire un know-how unico e molto consolidato. L’ennesimo esempio, per essere chiari, della preoccupante e sempre crescente fuga dei cervelli.

12/02/2011 9.22