Idv contro Marchionne: «la Val di Sangro non è Pomigliano D'Arco»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' ancora polemica per la visita alla Sevel di Atessa dei lavoratori di Melfi della Fiat che sono stati licenziati.

Ieri i due, invitati dalla Cgil per parlare con i dipendenti, sono rimasti fuori dai cancelli, come da volontà dell'azienda e oggi il segretario generale della Uil Metalmeccanici, Rocco Palombella, attacca sostenendo che si stanno facendo cose «per fare audience, per fare spettacolo».

«I lavoratori – ha spiegato l'esponente della Uil, «non si possono spostare a loro piacimento da uno stabilimento all'altro. Io stesso ho bisogno di una autorizzazione per andare in un qualsiasi stabilimento e l'autorizzazione mi può anche essere negata. Sono un sindacalista ma non ho titolo per entrare se non per svolgere un'assemblea o per una trattativa. Lo stabilimento non e' un luogo dove andare a passeggiare».

E per il segretario generale non solo si starebbero facendo scelte sbagliate ma si starebbe minando anche la tranquillità dei due lavoratori di Melfi: «loro hanno subìto un trauma. Portarli in giro come testimonianza in altri stabilimenti amplifica la paura, non la sicurezza. Il sindacato non e' paura, non e' terrore, ma sicurezza. Chi alimenta terrore tra i lavoratori non e' rappresentativo di chi deve difenderli. Noi dobbiamo difendere i lavoratori e non creare paure».

Per Palombella, inoltre, il segretario nazionale della Fiom Cgil, Maurizio Landini non sarebbe un sindacalista ma «il leader di movimento e di partito che spazia dai giudizi sul governo ai giudizi sulla giustizia. Io invece sono un sindacalista che rappresenta i metalmeccanici e voglio continuare a rimanere sul pezzo».

Intanto proprio la Fiom Cgil ha indetto otto ore di sciopero dello straordinario da attuarsi nella giornata di sabato 11 settembre 2010 dopo la scelta di ieri di Federmeccanica «di cancellare il Contratto Nazionale di lavoro, in accordo con i sindacati minoritari ed impedendo alle lavoratrici ed ai lavoratori di potersi esprimere sul loro Contratto».

Per la Cgil si tratta di una «violazione delle regole» e della «rottura dei principi democratici che risiedono alla base degli equilibri sociali».

Per la Fiom, l’unico Contratto in vigore rimane, «sotto ogni punto di vista, quello del 2008 firmato da tutti e votato dalle lavoratrici e i lavoratori».

Intanto anche parte della politica fa fronte comune con i lavoratori. L'Italia dei Valori si è schierato dalla parte degli operai: «la Fiom-Cgil», ha commentato il consigliere regionale Carlo Costantini, «non può essere considerato un nemico da combattere e il contratto sottoscritto, seppure disdettato, rimane in vigore fino a quando non verra' sostituito da un altro contratto stipulato fra le parti. E' chiaro - dice Costantini - che Marchionne vuole fare alla Sevel della Val di Sangro ciò che ha fatto a Pomigliano D'Arco 'imponendo' ai lavoratori l'accordo separato del giugno scorso. Le condizioni contrattuali che all'inizio dell'estate sono state fatte 'ingoiare' ai metalmeccanici di Pomigliano sono volte ad annullare i diritti conquistati in lunghissimi anni di lotta sindacale. L'Italia dei Valori sarà al fianco dei lavoratori e a difesa della loro dignita' contro chiunque vorrà attentare ai più elementari diritti del mondo del lavoro, ricordando anche che negli ultimi anni le grandi imprese (come la Fiat) hanno privilegiato in larga misura gli investimenti di natura speculativa, trascurando, invece, di investire nell'innovazione tecnologica per migliorare competitività e concorrenza».

 10/09/2010 15.06