Sevel, lo stabilimento della Val di Sangro vuole più lavoro e fare più straordinari

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. E di nuovo acceso il clima intorno alla Fiat dopo le dichiarazioni di Sergio Marchionne che in caso di fusione con Chrysler il centro decisionale potrebbe essere trasferito a Detroit.

Il segretario nazionale della Fim-Cisl, Bruno Vitali, ha incontrato ieri mattina a Lanciano il direttivo provinciale di Chieti della Fim-Cisl.

Argomento del giorno, ovvio, le esternazioni dell'ad e la certezza che potrebbero essere vicini mesi di lotta duri quanto quelli appena passati. «Solo gli operai italiani con il loro lavoro di qualità», ha dichiarato Vitali, «riusciranno a convincere il gruppo a rimanere in Italia».

E in queste ore c'è il sollievo di aver raggiunto gli accordi di Pomigliano e Mirafiori: «se non avessimo quelli in mano, oggi avremmo certamente fornito l'alibi a Marchionne per andare via».

Per sabato è previsto l'incontro tra il numero uno del Lingotto e l'esecutivo, a Palazzo Chigi. Marchionne è infatti ancora negli Stati Uniti e rientrerà in Italia non prima di venerdì. Il ministro Romani ha parlato con il premier Silvio Berlusconi e il sottosegratrio Letta e «abbiamo concordato che sulla questione deve intervenire il governo al massimo livello».

Romani comunque è stato categorico sui futuri assetti del gruppo. «La direzione generale ma anche il centro delle decisioni sui programmi e sulle strategie devono restare in Italia».

Il governo vuole sapere da Marchionne «come saranno spalmati» gli investimenti in Italia perchè «la Fiat avrà nel nostro Paese più dipendenti di prima, produrrà più di prima, movimenterà un indotto del 10% e sarà quindi un fattore fondamentale dell'economia».

«La Fiat è già un'azienda che ragiona su più centri direzionali, sta a noi mantenere dei livelli produttivi tali da non permettere alla Fiat di andare via, anche se c'è una parte del Paese che sul tema degli accordi di Mirafiori e Pomigliano ha remato contro, come la Fiom, come certa opinione pubblica, quasi che se la Fiat fosse andata via sarebbe stato meglio», ha continuato ieri Vitali a Lanciano.

L'incontro con i delegati Fim-Cisl della provincia di Chieti è stato l'occasione anche per annunciare l'imminente decisione dello stabilimento Sevel della Val di Sangro - il più grande d'Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri e di proprietà di una joint venture tra Fiat e Psa (Citroen e Peugeot) - di «chiedere più lavoro con maggiori straordinari il sabato».

Oggi pomeriggio è in programma un incontro con le Rsu dello stabilimento per annunciare nuove assunzioni e l'arrivo di operai in cassa integrazione da Mirafiori.

 08/02/2011 10.04