Impianto Casoni, Di Primio scrive alla Regione: «capire il perchè degli odori nauseabondi»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha chiesto l'intervento della Regione per risolvere uno dei problemi che da tempo incombe su contrada Casoni.

Il primo cittadino ha infatti scritto una lettera in cui si chiede ufficialmente di «controllare l'origine e le cause delle emissioni di odori sgradevoli e nauseabondi provenienti dall'impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti» che si trova nella zona.

Di Primio ha inoltrato il suo intervento al presidente della Regione Gianni Chiodi dove ricostruisce i disagi, più volti portati alla ribalta anche dai residenti.

«In varie occasioni e da ultimo oggi - scrive Di Primio - i cittadini hanno segnalato disturbi respiratori, bruciori agli occhi e alla gola nonché l'impossibilità a tenere le aperte le finestre delle abitazioni. Questa situazione, avvertita con l'avvio del funzionamento dell'impianto, avviene in modo ripetitivo ed in costante aumento».

Il sindaco di Chieti ricorda poi che l'autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo con determina dirigenziale n. 29 del 21 marzo 2006, precisa al punto 9 che la stessa è subordinata al rispetto delle esigenze igienico sanitarie prive di ogni rischio di inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo e del sottosuolo, nonché prive di ogni inconveniente derivante da rumori e odori.

Per questo Di Primio chiede una verifica del rispetto di tutte le indicazioni e le prescrizioni contenute nella determina di autorizzazione per il funzionamento dell'impianto.

Nei giorni scorsi anche l'Api aveva denunciato i problemi riscontrati dai residenti e chiesto alla Regione di istituire una commissione terza ed indaghi sul perché «permangono cattivi odori».

La Deco, invece, aveva annunciato che è in programma un incontro tecnico con i rappresentanti dei cittadini costituiti in comitati locali e le autorità competenti, incontro durante il quale «saranno resi pubblici ed illustrati tutti i dati rilevati nel corso del primo anno di esercizio dell’ impianto ed attestanti non solo il corretto funzionamento dei sistemi di trattamento delle emissioni, ma anche la totale infondatezza dei dubbi relativi agli effetti che tali emissioni potrebbero avere sulla salute dei residenti».

05/02/2011 12.01