Ispezioni della Asl agli istituti riuniti di Chieti: accanimento per rappresaglia?

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Chi c’è dietro l’accanimento nei confronti degli Istituti riuniti di assistenza “San Giovanni Battista” di Chieti?»

Accuse pensanti quelle che il Confsal Fenal Diccap rivolge alla Asl 2 di Chieti-Vasto-Lanciano nel cui territorio rientra la casa di riposo teatina.

Smeraldo Ricciuti e Pino Palmerini, rispettivamente segretario provinciale e aziendale del Confsal, in una nota denunciano le continue ispezioni nei confronti degli Istituti riuniti, le ultime delle quali si sono svolte il 1 e 2 febbraio scorsi.

«Le ultime ispezioni – sottolineano i segretari sindacali - a nostro modo di vedere sono inopportune e inappropriate giacché eseguite su problematiche già ampiamente conosciute da tutti gli attori del caso, Regione, Asl n. 2 e Comune, che non fanno altro che turbare il personale che vive dello stipendio del proprio lavoro e che lo vede messo costantemente in discussione».

Il Confsal, al proposito, ricorda che a seguito delle ispezioni eseguite nel corso degli anni non è stato mai costatato e/o verbalizzato nulla di negativo a riguardo all’assistenza fornita ai degenti da parte del personale degli Istituti riuniti di Chieti, dove in qualsiasi giorno o istante ci si rechi, non si vedono, assolutamente, ospiti poggiati su barelle.

Il riferimento è a quanto sta accadendo nei presidi ospedalieri della Asl di Chieti-Vasto-Lanciano, dove si registrano diversi episodi di sovraffollamenti dei reparti, tempi di attesa lunghissimi, condizioni di lavoro inadeguate per personale medico e infermieristico.

Il tutto, sottolinea il sindacato, nel più totale silenzio e assenza di controlli.

Tutt’altro trattamento – puntualizzano Ricciuti e Palmerini - è invece riservato agli Istituti Riuniti poiché, a seguito di numerose ispezioni effettuate da funzionari della Asl, era stata richiesta la messa a norma di alcuni impianti, la trasformazione di alcuni cameroni, dove erano ospitati da 12 a 14 degenti, nel rispetto di parametri dettati dalla Asl.

L’Amministrazione della casa di cura avrebbe recepito l’input dell’Asl e adeguato la struttura con un crono programma dei lavori, a tutt’oggi in fase di realizzazione, e con impegni economici importanti che non posso essere soddisfatti dalla tariffa giornaliera per la degenza degli ospiti a carico della Asl, sufficiente appena al pagamento del personale dipendente e del vitto.

«All’inizio dell’anno – aggiunge il sindacato - la Asl n. 2, su un debito di circa 4 milioni di euro vantato dall’Ente, anche su nostre sollecitazioni e interessamento, ha versato un acconto di circa 2.200.000 euro, che sono serviti per tamponare parte dello scoperto venutosi a creare con la Carichieti e al pagamento di minima parte dei fornitori e degli stipendi del personale dipendente».

A questo primo versamento, tuttavia, non è seguito il saldo del debito, mentre la risposta della Asl sarebbe stata quella di un ulteriore accanimento nei confronti dell’Istituto. «Quasi di rappresaglia – denunciano i due sindacalisti - nei confronti degli II.RR.AA., nonostante la Regione abbia prorogato i contratti in essere per l’anno 2011/2012. Noi crediamo – concludono Ricciuti e Palmerini - che sia arrivata l’ora di finirla con queste scaramucce e, in tal senso invitiamo tutti gli attori a lavorare in sinergia per risolvere i problemi esistenti, non per distruggere un’Istituzione che opera nell’interesse sociale e della collettività. Chi vuol capire, capisca e mediti su questo».

05/02/2011 9.09