Mario Pupillo (Pd) boccia la petrolizzazione «puntiamo su Parco costa teatina»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Anche il candidato sindaco del centrosinistra a Lanciano, Mario Pupillo, dice no alla petrolizzazione in Abruzzo.

Una nuova bocciatura all’accordo recentemente siglato tra Confindustria e le associazioni sindacali provinciali (con l’eccezione della Fiom-Cgil) per rilanciare il settore.

«Un salto all’indietro pericoloso verso una soluzione che non porta vantaggi né in termini occupazionali, né in termini economici», è invece l’idea di Pupillo. Il candidato sindaco elenca le ragioni secondo le quali il progetto non porterà vantaggi per la regione e propone le alternative che, a suo dire, dovrebbero invece essere prese in considerazione.

Per esempio il Parco della Costa Teatina, un progetto ormai datato – risale al 2006  - ma che non è stato ancora definitivamente lanciato. Soltanto lo scorso mese di ottobre, infatti, è nata la Costituente del Parco che stenta però a decollare a causa della carenza di fondi

Stesso discorso per il progetto del Campus Automotive pronto sulla carta ma di fatto ancora inesistente sul piano attuativo.

«Sulla necessità di rilanciare l’economia abruzzese non possono esservi dubbi – sottolinea Pupillo - ma non è possibile barattare il diritto alla salute con vaghe promesse. Oggi più che mai, non possiamo permetterci il lusso di investimenti improduttivi: bisogna puntare su progetti qualificati per rilanciare il nostro territorio, partendo dal Campus Automotive e dal Parco della Costa Teatina. È indispensabile che la città di Lanciano – aggiunge il candidato sindaco - capofila di un vasto comprensorio, si ponga in prima linea per la creazione del Parco, che renderebbe il nostro territorio unico e tutelato, valorizzando al contempo spazi pubblici e privati. In quest’ottica si iscriverebbe anche il progetto per la realizzazione di una Via Verde per l’entroterra, magari sfruttando il vecchio tracciato della Sangritana».

Rispetto all’accordo siglato tra Confindustria e sindacati Pupillo pone tre obiezioni.

La prima di carattere economico: la conversione del territorio in zona interessata dalla estrazione di idrocarburi avrebbe effetti devastanti sulle migliaia di famiglie che operano nei settori dell’agricoltura e del turismo, incidendo proprio sulle aree più importanti per lo sviluppo economico della regione quali la pesca, la viticoltura, l’enogastronomia e su tutti i servizi ad esse legati. Seconda tematica è quella relativa al presunto rilancio occupazionale che, secondo Pupillo, è una promessa del tutto ingannevole, perché per tali impianti è richiesta un’elevata specializzazione che precluderebbe, perciò, il ricorso alla manodopera locale.

Terza argomentazione è quella relativa all’ambiente e alla salute della popolazione. Secondo Pupillo «le parole di Paolo Primavera, il quale motiva la sua apertura affermando che ‘il sistema ambiente in Abruzzo è già al collasso’, lasciano sbalorditi, e dimostrano un’indifferenza nei confronti degli abruzzesi che rasenta il cinismo. Impostare il discorso in termini di contrapposizione tra lavoro e salute – polemizza Pupillo - è un gesto semplicistico ed irresponsabile, che lascia trapelare un’ideologia in cui la ricerca del profitto giustifica la rinuncia ai diritti fondamentali dell’uomo».

Il candidato sindaco di Lanciano, dunque, conclude sottolineando che «le alternative esistono: e noi ci batteremo per esse».

d.d.c 02/02/11 10.05