Rifiuti, a Vasto parte la differenziata tra discariche abusive e inchieste giudiziarie

Alessandro Biancardi

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Rifiuti, a Vasto parte la differenziata tra discariche abusive e inchieste giudiziarie
LA SITUAZIONE. VASTO. Nel giro di poche settimane a Vasto partirà il servizio di raccolta differenziata in tutti i quartieri.

Un’iniziativa cominciata ormai diversi mesi fa per circa 4mila cittadini, ma che ora, a stretto giro, coinvolgerà 35mila persone, cioè tutta la città.

Ma mentre si prepara a questa rivoluzione - che comporta costi per l’amministrazione e sacrifici per i cittadini e grandi vantaggi per l’ambiente - la città di Vasto deve fare i conti con i tanti problemi che riguardano il settore rifiuti, dalla presenza di numerose discariche abusive all’aumento della Tarsu, fino alle inchieste e alle bufere giudiziarie che coinvolgono società e operatori del settore.

RACCOLTA DIFFERENZIATA: UNA RIVOLUZIONE PER 35MILA CITTADINI

L’annuncio ufficiale è stato dato sabato dal sindaco Luciano Lapenna insieme a Enrico Tilli e Gianni Petroro, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Pulchra Ambiente, la società partecipata che gestisce l’igiene pubblica vastese. Presenti all’incontro anche gli assessori Anna Suriani e Vincenzo Sputore.

Nel giro di poche settimane – e comunque entro e non oltre il 30 aprile - il servizio di raccolta differenziata porta a porta sarà esteso a tutta la città, fatta eccezione per Vasto Marina e per il quartiere dell’Incoronata.

Nel corso della presentazione del servizio, l’amministrazione comunale ha anche snocciolato i dati della raccolta differenziata relativi al 2010: 1.413 sono state le tonnellate di organico, 961 quelle di carta e cartone, 418 di vetro e 262 le tonnellate di plastica ed alluminio.

«Questo materiale è stato portato nelle filiere di recupero – ha aggiunto Gianni Petroro – consentendoci di fatturare una partita attiva di 55 mila euro, oltre all’evidente vantaggio di non scaricare in discarica».

PARTE LA RACCOLTA PORTA A PORTA, MA LA TARSU AUMENTA

Uno dei principali vantaggi della raccolta differenziata – oltre a quelli, indubbi, per l’ambiente – è l’abbattimento dei costi per i cittadini. Differenziando gli scarti, infatti, si riduce la quantità dei rifiuti conferiti in discarica con un’evidente riduzione di spesa per il Comune, e quindi per i residenti che pagano la tassa sui rifiuti.

In attesa che il nuovo servizio porta a porta entri a regime, tuttavia, a Vasto la Tarsu, cioè la tassa sui rifiuti, aumenta. In particolare è cresciuta del 30 per cento nel corso del 2010, arrivando a quota 1,86 euro.

Una cifra sproporzionata, come hanno sottolineato i gruppi di opposizione in sede di approvazione del bilancio 2010, se paragonata a quella di altri Comuni del Vastese, che pure l’hanno aumentata: 1,20 euro a San Salvo e Monteodorisio, poco di più in altri paesi.

Una cifra che potrebbe diminuire se cresceranno i risultati della raccolta differenziata.

La pensa così Ivo Menna, ex esponente dei Verdi e ora candidato sindaco alle prossime elezioni con la lista civica “La Nuova Terra”, che è intervenuto sulla sensibilizzazione dei cittadini alla raccolta porta a porta.

«Nel 2010 – sottolinea Menna – la raccolta differenziata ha raggiunto una percentuale del 18.5% Per il 2011 si prevede una raccolta differenziata tra il 21.5% e il 23%, su una popolazione di circa 35.000 abitanti. Siamo comunque lontani – precisa Menna - da ciò che la legge prescrive e cioè che entro il 2012 si dovrà raggiungere il 60% della raccolta differenziata».

Ivo Menna pone l’accento non soltanto sull’aspetto economico, ma anche sul senso di civiltà e difesa della salute e dell’ambiente: «La Tarsu – spiega - si potrebbe ridurre del 50% o addirittura del 60% se si raggiungessero percentuali di differenziata del 50%. L’assenza, quindi, di una politica sui rifiuti ha portato all’aggravarsi di una situazione in termini di danni alla salute e pregiudicato la qualità ambientale».

LA COLPA E’ DELLA REGIONE?

L’aumento della Tarsu, secondo il sindaco Luciano Lapenna, non è dipeso dall’amministrazione comunale ma dalla Regione, che avrebbe costretto il Civeta - il consorzio intercomunale di Cupello che si occupa dello smaltimento dei rifiuti – ad aumentare le proprie tariffe. Il Comune di Vasto, come tutte e trenta le municipalità che si servono del Civeta, ha aggiunto Lapenna, non ha potuto far altro che adeguarsi, aumentando la tassa per i cittadini.

E POI BISOGNA FARE I CONTI CON GLI EVASORI

A causare l’aumento della tassa sui rifiuti è anche la percentuale di chi quella tassa la evade completamente, facendo così ricadere la spesa soltanto sui cittadini onesti.

Secondo un recente accertamento – che però riguarda gli anni 2005 e 2006 – sarebbero tremila gli evasori che non hanno pagato la tassa sui rifiuti solidi urbani nel Comune di Vasto. La Soget, la società incaricata per la riscossione delle somme, ha iniziato ad inviare le cartelle esattoriali ai cittadini morosi ma il fenomeno è così esteso – e i controlli sono, contemporaneamente, ancora limitatissimi e lenti – che l’operazione rischia di avere costi e tempi faraonici.

VIA I CASSONETTI, E SPUNTANO DECINE DI DISCARICHE ABUSIVE

Spariscono i cassonetti – inutili in un sistema porta a porta – e spuntano le discariche abusive.

Un fenomeno comune che, purtroppo, non ha risparmiato la città di Vasto, dove i soliti incivili non potendo più lasciare i propri scarti nei cassonetti comunali – e non avendo voglia, probabilmente, di differenziarli nei sacchetti forniti dall’amministrazione comunale – pensano bene di lasciarli ovunque.

Dall’inizio dell’anno gli agenti di Polizia municipale hanno già effettuato oltre 20 multe, ma le sanzioni evidentemente non bastano a scoraggiare l’inciviltà di certi cittadini.

Si stanno anche mettendo in campo iniziative di sensibilizzazione e proposte per arginare il fenomeno. Il coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia, Nicola del Prete, ha per esempio individuato una possibile soluzione nella realizzazione di isole ecologiche, da realizzarsi nel centro storico e alla Marina, per migliorare il servizio di raccolta differenziata ed evitare che i cittadini siano costretti a tenere in casa, per giorni, i sacchetti dei rifiuti aspettando la raccolta porta a porta. Una soluzione, tuttavia, finora rimasta inascoltata.

Molte le zone infestate dalle discariche come località Trave (nei pressi dell’ex eliporto che ricevette finanziamenti pubblici negli anni ’90 per diventare parco pubblico), Zimarino, Maddalena

C’è poi la discarica in Fondo Valle Sinello: un’area prossima al casello autostradale A 14 Vasto nord, abbandonata da molti anni dopo avere ospitato un insediamento di un’industria di trasformazione olearia. Infine, ma sono soltanto le discariche più evidenti, quella di Vallone Maltempo che si trova sulla strada di collegamento tra Vasto e Monteodorisio.

LE INCHIESTE GIUDIZIARIE

Il sistema dei rifiuti a Vasto non ha escluso, come avviene in molte altre città, diverse inchieste giudiziarie che hanno tentato di fare luce sulla trasparenza dei procedimenti e sulla gestione del settore. Nel mirino della magistratura sono finite società pubbliche, imprese private e singoli operatori.

IL CASO CIVETA

Tra le inchieste più recenti c’è quella del luglio 2010 che ha visto la magistratura interessarsi al Civeta, il consorzio intercomunale del Vastese che si occupa di smaltimento dei rifiuti. La Corte dei Conti ha infatti delegato la Guardia di Finanza di Vasto a indagare sulla gestione dei rifiuti da parte della società. Nel mirino, in particolare, sono finiti i conti del consorzio e l'impianto di raccolta e riciclaggio di Valle Cena, a Cupello. I finanzieri della Compagnia di Vasto hanno acquisito la documentazione necessaria a verificare la regolarità della gestione contabile del Civeta (ma dal consorzio smentiscono). L'impianto di Cupello, infatti, era rimasto chiuso per mesi a causa di gravi problemi riscontrati nella realizzazione della nuova vasca di raccolta dei rifiuti. La Regione per lungo tempo ha negato l'autorizzazione all'apertura, fino a quando le irregolarità non sono state definitivamente sanate. Sulla questione sono intervenuti Riccardo Alinovi, consigliere comunale dell'Udeur, e Stefano Moretti, presidente dell’associazione “Azzurro per la libertà”, che hanno chiesto alla magistratura di fare piena luce sui tre milioni e mezzo di euro di debiti che sarebbero stati accumulati.

Il legale rappresentante del Civeta, Luigi Sammartino, chiarisce che il consorzio «ha ottenuto a marzo 2010 tutte le autorizzazioni di legge per gestire i propri impianti; in particolare, ha ottenuto il giudizio favorevole VIA in sanatoria su tutto il complesso impiantistico e l'AIA autorizzazione ambientale integrata per: discarica, impianto di compostaggio, piattaforma ecologica Conai e Raee e impianto di captazione e produzione energetica da biogas di discarica. Nel corso del 2009 il Civeta ha accumulato debiti per non aver potuto utilizzare la propria discarica di servizio. Il consorzio ha una sola unica finalità, esattamente la stessa fin dalla sua nascita nel 1988, quella di offrire il pubblico servizio di trattamento dei rifiuti urbani ai propri consorziat esattamente come prescrive la normativa vigente. Mantenere pubblico questo servizio nel futuro sarà la sfida più importante e, sono convinto, la migliore garanzia di tutela degli interessi  della collettività e dell'ambiente che ci circonda».

IL CASO PULCHRA

A finire nel mirino della magistratura è stata anche la Pulchra Spa, la società partecipata che gestisce l’igiene pubblica a Vasto. In questo caso, secondo quanto denunciato lo scorso novembre da Riccardo Alinovi, sarebbe stata la Direzione investigativa Antimafia ad aprire un fascicolo sulla società, a seguito di un esposto presentato dallo stesso Alinovi, che denunciava presunti conflitti di interessi della società.

L’accusa dell’esponente dell’Udeur era pesante: un modus operandi dove enti pubblici costituiscono società miste per affidare direttamente lavori e servizi a queste ultime che in verità producono utili a solo vantaggio del privato con nocumento per la libera concorrenza.

IL CASO OPEN GATES

Ultima in ordine di tempo è l’inchiesta Open Gates. Una vera e propria bufera giudiziaria che ha investito il Molise ma che ha toccato da vicino anche la città di Vasto, con il coinvolgimento di Elio Scurti, direttore del Coniv, società per azioni di cui è socio di maggioranza il Consorzio Industriale del Vastese, che gestisce i depuratori di Vasto, San Salvo e Montenero.

Scurti è stato infatti arrestato all’alba del 6 dicembre scorso nell’ambito di un’operazione dei Carabinieri di Campobasso, che hanno fatto scattare le manette per Antonio Del Torto, presidente del Cosib (il Consorzio industriale del basso Molise) e altre sei persone, per reati che vanno dalla corruzione all’inquinamento ambientale fino all’abuso d’ufficio

Un’indagine complessa che ha visto coinvolti in tutto 18 personaggi, accusati a vario titolo di aver creato un’organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito dei rifiuti.

Elio Scurti è stato scarcerato il 31 dicembre scorso dopo 24 giorni di carcere. Per lui, comunque, restano in piedi le accuse di traffico illecito di rifiuti, abuso d'ufficio e falso ideologico e materiale, rispetto alle quali dovrà difendersi nel processo.

Daniela Di Cecco 31/01/2011 15.56