Discarica di amianto a Ortona: le polemiche non si placano e la verità sfugge

Alessandro Biancardi

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ORTONA. I maligni dicono che ormai le cose sono decise e la discarica di amianto si farà. La giunta regionale invece dice il contrario.

Qual è la verità?

A sollevare il problema era stato un paio di giorni fa il consigliere regionale dell’Idv Cesare D’Alessandro che aveva notato sul Bura il rilascio di una autorizzazione alla ditta che deve costruire la discarica in contrada Taverna Nuova. Febbo aveva replicato che invece una legge regionale era stata pubblicata qualche giorno prima e stabiliva nuove regole.

«Se il 13 agosto 2010 –come dice Febbo- è stata pubblicata la legge che blocca i procedimenti di rilascio di nuove autorizzazioni alla gestione di discariche contenenti rifiuti di amianto, perché il 3 settembre è stata rilasciata l’autorizzazione per la discarica di Ortona?», si domanda oggi D’Alessandro, «perché Febbo, prima di rilasciare dichiarazioni tranquillizzanti per le popolazioni delle frazioni di Ortona interessate ai rifiuti di amianto, non si legge bene gli articoli della Legge n. 36 del 13 agosto scorso?».

Secondo l’articolo 3, («inserito all’ultimo momento su proposta del partito di Febbo»), sarebbero bloccate solo le autorizzazioni per gli “impianti non ancora in funzione” mentre quello di Ortona è entrato in funzione anni fa anche se bloccato.

«La discarica di Ortona», dice D’Alessandro, «doveva essere bloccata dalla Giunta regionale, secondo il solenne impegno assunto da Chiodi a gennaio 2010 di fronte all’intero Consiglio regionale. Se ad oggi non è stato ancora fatto, anzi è avvenuto l’esatto contrario, e Chiodi e Febbo non se ne sono accorti, è meglio che cambino mestiere; se i motivi sono ben altri, sia chiaro che li chiameremo a rispondere delle loro pesanti responsabilità. Per i cittadini di Ortona, purtroppo, c’è solo la prospettiva di una discarica di amianto da 270mila metri cubi, autorizzata il 3 settembre scorso. A Febbo chiediamo di non ingannare i cittadini ortonesi, perché la norma della Legge n. 36, com’è evidente - conclude il Consigliere dell’Idv - non si può applicare alla discarica di Ortona, per la quale il blocco doveva essere imposto da Chiodi nel rispetto dell’impegno solenne assunto a gennaio 2010, ma poi dimenticato dallo stesso Governatore».

E un «no secco ed incondizionato alla creazione di una mega discarica dove verrebbe lavorato l'amianto nella zona di Villa Pincione», arriva anche dal circolo Italia dei Valori di Ortona.

«Sconcerto e sfiducia», prova il Wwf locale che ricorda come la popolazione aveva chiesto alla classe politica di fare qualcosa, di togliere dall'inquietudine un intero quartiere, «decine di famiglie costrette a pagare il prezzo dell'ennesima usurpazione del territorio, senza capacità di controllo nè informazione sui possibili rischi connessi ad un elemento killer quale è l'amianto, dalle preoccupazioni per la salute alla declassazione degli immobili».

Wwf e Costambiente produssero osservazioni alla Valutazione di impatto ambientale per evitare

la riapertura di una ex discarica di amianto chiusa per difformità e rimasta "difforme" per anni senza nessuna bonifica, che riapriva con un'altra denominazione: ''discarica di materiali edili contenenti amianto in matrice cementizia''.

Si costituì anche un comitato di cittadini residenti per contrastarne l'apertura, affrontando molte difficoltà.

«Come si spiega allora il rilascio di questa autorizzazione?», si domanda ancora il Wwf, «ci auguriamo che sia l'occasione per stabilire in modo chiaro ed inequivocabile che impianti contenenti amianto non possono essere ubicati a ridosso di quartieri abitati, come è il caso specifico. E che quindi non saremo costretti a fare ricorso al TAR o al Capo dello Stato per scongiurare definitivamente questo pericolo».

Anche Tommaso Coletti (Pd) sostiene che la legge approvata potrebbe consentire alla discarica di continuare ad operare.

Il 15 luglio infatti il competente settore della Regione Abruzzo ha rilasciato l’Autorizzazione Ambientale Integrata(AIA) e solo il 27 Luglio la proposta di legge, dopo alcuni rinvii chiesti dal centrodestra, approda in aula, viene approvata e successivamente pubblicata il 13 Agosto 2010.

«Ma è proprio la norma approvata dopo il rilascio dell’AIA che, forse», sostiene Coletti, «lascia spazio all’esercizio dell’attività della discarica esistente da tempo, voluta dalla giunta comunale ortonese, sempre di centrodestra, guidata da Gianfrancesco Puletti. La discarica infatti aveva bisogno solo di un adeguamento al fine di poter smaltire l’amianto, insieme all’autorizzazione all’esercizio attraverso l’AIA».

«Con l’AIA in mano la ditta poteva iniziare l’attività il giorno dopo», conclude Coletti, «prima della pubblicazione della legge e della sua entrata in vigore. Sembra che la ditta interessata abbia fatto tutto ciò in barba alla norma approvata dal Consiglio Regionale tanto pubblicizzata dal centrodestra. Se il Consiglio Regionale avesse approvato il provvedimento presentato dal capogruppo Pd, nei tempi proposti dallo stesso D’Alessandro, sicuramente oggi non avremmo nessuna preoccupazione per l’ambiente, per la salute dei cittadini e per i prodotti del territorio».

09/09/2010 14.20