Lanciano, crescono le adesioni allo sciopero dei metalmeccanici di venerdì

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Aumentano le adesioni alla sciopero generale dei metalmeccanici promosso per venerdì a Lanciano, che ospiterà la manifestazione regionale della Fiom Cgil.

LANCIANO. Aumentano le adesioni alla sciopero generale dei metalmeccanici promosso per venerdì a Lanciano, che ospiterà la manifestazione regionale della Fiom Cgil.

Una giornata di sciopero nata per protestare contro il cosiddetto “Piano Marchionne” e le sue possibili ripercussioni sulla Sevel della Val di Sangro, ma poi trasformatasi in una mobilitazione generale che vede coinvolti non soltanto i lavoratori del settore metalmeccanico, ma anche gli altri lavoratori, il mondo della scuola e dell’università e gli esponenti politici di vari partiti.

 Lo slogan della manifestazione è “Uniti ce la possiamo fare. Lavoratori, precari e studenti uniti nella lotta”. Proprio in vista di questa manifestazione è infatti sorto il “Coordinamento Uniti contro la crisi Val di Sangro”.

«La Fiom – sottolinea in una nota il coordinamento - considera il   lavoro un bene comune e per  questo il 16 ottobre, dopo il ricatto/referendum illegittimo imposto dalla Fiat a Pomigliano, ha dato vita a una grande manifestazione, aperta a tutti coloro che sono impegnati nella difesa di diritti e libertà costituzionali inviolabili. Una risposta dal basso per unificare le lotte e i loro protagonisti contro i padroni ed il governo Berlusconi. Lavoratori, studenti, precari, uniti per costruire una risposta politica alle vertenze del territorio chietino. Per tutto questo riteniamo essere presenti e promuovere la massima partecipazione allo sciopero proclamato dal sindacalismo di base e dalla Fiom per il 28 gennaio e a al corteo regionale a Lanciano».

Sullo sciopero di venerdì è intervenuto anche Giorgio Airaudo, segretario nazionale Fiom-Cgil, che ha partecipato all'assemblea dei lavoratori della Sevel, in preparazione dello sciopero di venerdì. «Non vogliamo – ha dichiarato - che la Fiat anche in Sevel estenda il modello Mirafiori e Pomigliano. I lavoratori hanno già pagato il prezzo della crisi e non possono accollarsi anche quello della ripresa. E' inaccettabile quando accade – ha aggiunto il segretario - perché Fiat è stata costruita da noi italiani, i nostri padri, figli, e col contributo dei lavoratori e le tasse. Fiat non può andare di città in città e dire ‘o fate come dico io oppure me ne vado’. Non va bene – ha aggiunto Airaudo - serve riequilibrare i poteri e serve l'intervento della politica».

Sul timore che il metodo Marchionne arrivi in Abruzzo si è espresso stamattina anche Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione comunista: «dopo Pomigliano e Mirafiori anche a Cassino e in Abruzzo si rischiano delle nuove tipologie di contratto ma noi vogliamo batterci contro la distruzione del contratto collettivo di lavoro e la contrazione dei diritti dei lavoratori". Fars ha poi sottolineato l’indifferenza della politica regionale “assente in questa vicenda, nonostante l'emergenza principale della regione non sia la sanità ma l'occupazione, e la giunta non sta facendo nulla».

Lo sciopero di venerdì ha raccolto ampi consensi anche nel mondo della scuola. Ad annunciarlo è il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, che in una nota sottolinea che «il taglio di 140.000 posti di lavoro in tre anni, l'espulsione in massa dei precari, la riduzione di ore di lezione e di materie, l'aumento fino a 35 del numero di alunni per classe, il taglio al sostegno, stanno disgregando la scuola pubblica; e lo stesso avviene all'Università, con il massiccio taglio di fondi e con l'espulsione di migliaia di ricercatori, usando quella 'riforma' Gelmini che ha provocato la rivolta degli studenti ma che è stata ugualmente varata da un governo intenzionato a imporre una scuola-miseria e una università-miseria».

La manifestazione partirà venerdì alle 9 da piazza Cuonzo. Quindi il corteo si muoverà su viale Cappuccini, via Ferro di Cavallo, via Luigi De Crecchio e piazza Plebiscito dove si terranno numerosi interventi da parte di operai, studenti, sindacalisti regionali e nazionali della Fiom e della Cgil. Sarà presente inoltre una delegazione francese di operai della Sevel Nord, che, come lo stabilimento di Atessa, rischia la chiusura.

 Il sindacato invita inoltre tutti i sindaci della zona a partecipare alla manifestazione con i propri gonfaloni.

 Moltissime le adesioni giunte alla manifestazione, tanto che a Lanciano arriveranno almeno 30 autobus da tutta la Regione.

Hanno già aderito fin d’ora: comitati studenteschi, associazione studentesca Cogito, associazione “Per l’acqua pubblica”, Associazioni contro la petrolizzazione dell’Abruzzo, Sinistra, Ecologia e libertà Abruzzo, Federazione della Sinistra Abruzzo, associazione Unititicontrolacrisi, Italia dei Valori Abruzzo, Failms Cisal, Cobased altri sindacati di Base. Sono inoltre pervenute adesioni individuali e di gruppi civici, tra questi: il candidato sindaco per il centrosinistra di Lanciano Mario Pupillo, il candidato sindaco del movimento civico Progetto Lanciano Pino Valente, l’onorevole Giovanni Lolli del Pd.

«Una grande manifestazione nella città medaglia d’oro al valor militare – sottolinea in una nota Marco Di Rocco, segretario provinciale della Fiom Cgil - per continuare a resistere ed a opporsi al tentativo di Marchionne e Confindustria di cancellare i dritti dei lavoratori».

 d.d.c. 26/01/2011 16.56